giovedì 26 luglio 2007

Stupidi cerchi



Ce l'avevo in testa da tempo, questa stupidaggine. E non se ne era mai andata via. Oggi, finalmente, l'ho fatta e, col suo compimento, se ne è potuta andare, come una rondine che va a svernare.
Stavo tornando dalla casa dove mi devo trasferire, ci ero andato per nascondere i preservativi (sapete...domani arrivano i miei per aiutarmi col trasloco... non vorrei che frugando ve li trovassero... sarebbe per loro uno shock sapere di avere un figlio che funziona dappertutto) e, mentre pedalavo la mia mountain bike, decido di fare una piccola deviazione per vedere cosa si vede dalle vetrine del nightclub (ghghghgh): faccio questa deviazione e non si vede niente se non i due buttafuori.
Allora riprendo a pedalare per andarmene quando mi viene in testa l'idea malsana che da tanto tempo mi ci gira: andare di nuovo a casa del mio ex. Non entrare a casa sua, semplicemente passarci lì davanti, anche solo per vedere se mi ricordo la strada. Lo faccio, oramai è deciso, mi inoltro in quella zona di Pavia che così poco ho conosciuto ma che mai mi dimenticherò. Riconosco quel bar, dove mi aveva portato a prendere un gelato (è un bar squallidissimo, ma ero con lui: che altro importava?), poi però non riconosco più nulla, so solo che sono nella strada principale dalla quale poi si dipartirà la sua via, ma non leggo il cartello che mi indichi il nome. La strada finisce, torno indietro. Imbocco l'unica collaterale che si diparte, la percorro fino in fondo ed ecco che finisce anche la collaterale. Dove sbuco? In Via XXXX XXXXX, la sua via. Da che parte vado, destra o sinistra? Facciamo sinistra, va' ... numero 8, no, non è questo il suo numero, andiamo più avanti... numero 9... no, ma dove è?... numero 11... ma come numero 11! e il 10? E' sparito? Io ho bisogno del 10!!! Volto la testa dall'altro lato ed ecco il numero 10, ecco il cancelletto che si apre sul cortile di un palazzo dove la notte tra il 13 e il 14 Ottobre 2006 ho ricevuto i baci più belli della mia vita. Giro in tondo, con la mia bicicletta, per circa 5 minuti, davanti a quel cancelletto, come uno squalo che punta una preda. Lo studio. Guardo se ci sono i citofoni: non ci sono. Niente tentazione di citofonargli, quindi. Guardo le luci delle finestre del palazzo. Guardo se scorgo una sagoma familiare che si staglia in una di quelle luci: non la scorgo. Sento il rumore di una serranda che si abbassa: è meglio che vada via, prima che qualcuno mi noti e pensi chissà che e chiami la polizia. Tornando, vado un po' dove capita. Non conosco bene quella zona di Pavia, quindi decido solo di andare diritto. La strada è sgombra, le macchine si contano sulle dita di una mano, come le stelle lassù in cielo. La luna è quasi piena e l'aria è fresca, degna di un'estate bellissima. Pedalo non troppo veloce perchè non ho voglia di allontanarmi troppo in fretta da là: ho appena chiuso un cerchio nella mia vita, realizzando quella mia fantasia, e voglio rendermene ben conto. E mentre pedalo spero di non incontrarlo perchè, effettivamente, potrebbe essere fuori e magari ora sta tornando a casa sua. Spero di non incontrarlo, spero di non incontrarlo, spero di non incontrarlo, spero di non incontrarlo perchè non so se sono davvero pronto per la prova del fuoco. Spero di non incontrarlo così forte come se me ne volessi convincere, come se volessi pronunciare, in realtà, le ultime parole famose che vengono puntualmente smentite e... toh!!! Ma guarda chi si vede!!! Sei tu!!! Ciao!!! Che ci fai da queste parti??? Perchè non sali un attimo da me, che ti offro qualcosa???
Ma le ultime parole famose non sono state puntualmente smentite, questa volta: io non l'ho incontrato bensì ho ritrovato la via di casa e ho scritto tutto questo.
E' stato un po' doloroso però, ormai, il cerchio mi sembra davvero di essere riuscito a chiuderlo.
Buonanotte.

1 commento:

FiReBoLt ha detto...

Bellissimo post, ottimamente accompagnato dalla musica di sottofondo. Sei davvero una bella persona. Complimenti!