domenica 9 settembre 2007

Cinematico: Fucking Amal


Amal, periferia svedese. 1998.
Questo è un film sull’adolescenza. Il fatto che le due protagoniste siano lesbiche, credetemi, è assolutamente, marginale.
Loro sono 14enni e punto.
Una, Agnes, è la classica ragazzina strana che nessuno vuole frequentare e che viene continuamente sfottuta dalle strafiche
della scuola, aleggiano voci sul suo lesbismo, vorrebbe essere amata ma nessuno lo fa. L’altra, Elin, appartiene al gruppo delle strafiche ma non si accontenta della vita che c’è nella “merdosissima Amal”: sogna rave party, sballi e una carriera da modella.
Per entrambe le cose cambieranno quando si incontreranno. Agnes è sempre stata innamorata di Elin e Elin capirà di essere innamorata di Agnes. Ma questa non è mica la fine del film: il film ha ancora da raccontare l’animo delle due ragazze, ha ancora da raccontare come la timida Agnes possa tramutarsi in una spericolata autos
toppista, cogliendo al volo lo spunto suggerito dalla spavalda Elin la quale, al momento in cui un’autostoppista si ferma per caricarle tutte e due (direzione: la magica Stoccolma), se la fa sotto e dice “Cazzo… e adesso che facciamo…”. È un film di un bacio stupendo, che più passionale e dolce non me lo sono mai immaginato. E’ un film sull’adolescenza. È un film sulla scoperta di sé, tipica di quell’età. È un film sulle paure di scoprirsi, sulle paure di rendersi conto di amare. Non è, invece, un film sui gay, ripeto: il fatto che le due protagoniste siano lesbiche non è un argomento affrontato troppo nel film: il modo in cui lo prendono le due famiglie, ad esempio, non è minimamente trattato.
E’ un film sull’adolescenza e sugli unici due modi possibili di vivere quel periodo: 1) fai finta di essere più grande di quello che sei; 2) ti rendi conto dell’orribile età in cui sei e ti barrichi dentro il tuo mondo, isolato da tutto il resto.

E’ un film girato da un regista che in passato faceva il poeta e questo si vede infatti il tratto della regia è leggero ma crudo. Il modo di raccontare le cose potrà deludere se dicessi che è superficiale: in fin dei conti non ci sono grossi approfondimenti delle situazioni ma, in realtà, ciò non deve scoraggiare dal vedere questo film: ho ripetuto fino alla nausea che parla di adolescenza ma l’adolescenza come la volete raccontare se non superficialmente? Andiamo… è l’unico momento della nostra vita in cui un brufolo ci sembra un ostacolo a varcare la porta di casa, è l’unico momento della nostra vita in cui non siamo sicuri neanche di come ci chiamiamo!!! È l’unico momento della nostra vita in cui possiamo ricordare delle tragedie sorridendoci su.

Buona visione!!!

P.s.: Nonostante sia ambientato a Amal, il film non è stato girato lì. Mitica
la frase di Elin: “Scusate, volete fare largo? Dobbiamo andare a scopare!” e la frase di Agnes “Ma lo capisci che noi due siamo amiche per finta? Siamo amiche perché nessun altro vuole restare con noi!”. Sì: amo questo film :D

P.p.s: E poi, scusatemi, ma la colonna sonora con quelle sonorità fine anni '90, mezzo stile Spice, mezzo stile Backstreet Boys, è una figata!!!

P.p.p.s: E le attrici, se già a 14 anni recitavano così... ma a ollivud che aspettano a pigliarsele?!?!?!?

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