domenica 13 gennaio 2008

Notte


Mi ha riaccompagnato sotto casa e ci siamo fermati un po’ a parlare in auto.
E dal “Che begli occhi” al bacio, il passo è stato rapido.
E così, alle due di notte, sotto gli occhi di stelle, del convento e di qualche sparuta auto e qualche sparuto passante, si è consumato un attimo d’amore. Chissà se qualcuno ci ha visto, da qualche finestra… chissà se qualcuno è riuscito a distinguere, tra i finestrini appannati, che quelle due figure informi e rosee erano in realtà due ragazzi che si rotolavano abbracciati sui sedili. E mentre il tempo passava, la probabilità di essere visti cresceva perché chissà quale calore faceva cadere le gocce d’acqua dai finestrini come frutti maturi e chissà che legge fisica faceva aumentare i sospiri e i lamenti. E la possibilità seppur remota di essere scoperti rendeva tutto ancora più bello: il sesso consumato con l’adrenalina nel sangue ma senza fretta, nella macchina del tuo compagno, è qualcosa che piace per forza, quanto è vero che ai bimbi piace la cioccolata.
E che m’importa se tutto questo non si ripeterà più? La memoria non cancella simili momenti.
E che m’importa se tutto questo succederà ancora e ancora, sempre uguale, sempre con la solita persona? Sarebbe come un bel sogno da rivivere ogni notte.

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