martedì 21 ottobre 2008

Bloggers


Ma quanti saranno? E perchè ci sono? Non si potevano tenere un diario normale come fanno tutti?
A quanto pare un blog non è come un diario, nonostante siano la stessa cosa. Perchè il diario è una cosa col lucchetto che vedi solo tu e la tua amichetta del cuore o tua madre se riesce a sgamarti la chiave.
Un blog, invece, è un bene comune: tu VUOI che lo leggano, ti fa piacere, per quanto magari ci tieni alla riservatezza e vuoi cambiare i nomi delle cose, dei fatti, dei posti. E così il tuo professore più pazzo diventa CardiolaioMatto e l'orgia assassina che hai fatto la sera prima diventa "la tua prima comunione". Però vuoi che lo leggano. Più gente possibile.
E poi ce l'annosa questione dei commenti. Commento? E che commento? E chi lo conosce 'sto blogger? Ha scritto due robe, così... e ora lo commento? Ma dice di vivere a Roma, a NYC, a Milano... sicuramente non l'avrò neanche visto... però commento, sono sicuro che gli farà piacere e, se non gli fa piacere, sono sicuro che gli fa piacere che non gli faccia piacere perchè tanto mica si può piacere a tutti. Anzi, alle volte non è che lo commento, lo critico direttamente. Eh beh, sì, perchè ad alcuni blogger ci si affeziona (al blogger, si badi... non alla persona!), si intuisce che sono delle belle persone (anche se tu nn puoi saperlo manco per una cippa se lo sono o no) e quindi vorresti dargli dei consigli, essere parte della loro vita...
Non sono il tipo che crede nelle amicizie virtuali, il mondo virtuale è un non-luogo e quindi un amico virtuale è un non-amico. Esisti, ma fino a quando non ho chiuso il mio Asus X51L (che è bel-lis-si-mo *_*). Se vuoi continuare a esistere, devi farmi riaprire il laptop. Oppure dobbiamo incontrarci :) sì... ma anche piacerci ;)
E poi c'è la deliziosa colonnina dei blogger amici. Insomma quelli che ti piacciono, quelli che leggi. E poi ci sono quelli che ti ricordi l'indirizzo ma nn li metti in colonnina (così... ti ispirano ma te li tieni per te).
Ad esempio, c'è un blogger che tu te lo immagini come un cartone animato giapponese, da come scrive, in stile pupazzoso e coccoloso; poi per caso scorgi il suo myspace o msnspace (e chi si ricorda!) dove ci sono foto sue e... ti rendi conto che è come l'hai davvero immaginato: ed è strano! Perchè solitamente tu non ci azzecchi mai per le previsioni e quando ti immagini uno sfigato arriva uno che non ti si guarda e quando ti immagini l'uomo della tua vita arriva un monster of the darkness... Ma stavolta no: ecco un Pickatchu in tutta la sua elettrica dolcezza, direttamente dalla tua immaginazione ;)
Oppure c'è il ragazzo che scrive così bene che ti chiedi perchè nn faccia lo scrittore... e chissà che un giorno...
O il ragazzo del sud Italia che è nato per scrivere poesie, tristi, sofferte... beh del resto chi sta bene, secondo me non è un artista.
Oppure c'è la dottoressa romana, uscita direttamente da un film di Verdone e con una capoccia tanta, che ci racconta della sua vita di medico e di donna con ironia e dolcezza e, alle volte, tratti di sofferenza per quello che ha visto, che sta passando e per tutti i mazzi che la vita ci regala.
Poi c'è il blog comico-umoristico-cazzaro-porcelloso-frociarolo in cui i blogger fingono di essere chi questo e chi quello... troppo finto per essere vero ma troppo ben fatto per non essere apprezzato e non farti sorridere :D
E che dire di uno dei blog più visitati d'Italia? Inutile, banale, ripetitivo... però chissà perchè... ci rifinisco sempre u.u allora mi piace dai!
E poi c'è il blog del giornalista noto che vuole rimanere ignoto, quello ben immesso nel jet set, che pubblica foto da vippaio di prima categoria e ci racconta un po' di se'...
E ancora, abbiamo il brutto anatroccolo con cui raccontarti duemila cacchiate in msn :) insomma, simpatico! :)
E c'è quello che alla prima impressione è una troia, poi forse non lo è ma è uno che sta sempre a sputare sangue... poi ti rendi conto che le due cose nn sono così incompatibili come sembrano.
Poi c'è il blog morto ma che non hai potuto fare a meno di leggertelo tutto d'un fiato perchè se quel blog diventasse un libro... Melissa P. e i suoi cento colpi di cazzo prima di andare a dormire potrebbero pure eclissarsi!
E il blog di quel fotografo 26enne di Milano, bello come il sole, iscritto a tutti i siti gay che hai visitato e che fa pure delle belle foto (perchè diciamocelo che, al giorno d'oggi, un po' tutti si improvvisano fotografi... ma questo è veramente un fotografo) e non è solo fotografo perchè scrive e disegna... e vorresti lasciargli un commento o aggiungerlo ai tuoi blog amici ma ti rendi conto che tu e lui non avete proprio nulla da spartire... insomma, questo sa fare troppe cose e tu non hai ancora scoperto in cosa riesci davvero e ti batti per scoprirlo giorno dopo giorno... lui è quasi arrivato o almeno sembra così mentre tu stai appena iniziando...diversità schiaccianti... e non ti interessa più.
E poi c'è il blog del tuo ex... che all'inizio lo guardavi solo perchè ne eri ancora cotto... ora lo guardi solo perchè le sue "poesie" (e mi perdonino qui i poeti tutti... -.-''') fanno veramente cagare ;) Ma almeno due risate, in questo grigio mondo di blogger e virtualità, te le puoi fare: grazie anche a te :) e sarò buono: non metto il link!

Baci

lunedì 20 ottobre 2008

Capirsi


Capirsi perfettamente non è mai facile, ci sono in gioco troppe variabili: chi parla, chi ascolta, le parole che si pronunciano, quello che ci sta dietro, quello che ci sta dietro ma non si vede o non si sa, il tono di voce, le circostanze, la fretta, la voglia di farsi capire … e a volte una di queste variabili ti fa lo scherzetto di non far tornare l’equazione. Dici “Bravo” e l’altro capisce “Deficiente”, dici “Deficiente” e l’altro capisce “Bravo”. E tutti i tuoi sforzi per comunicare falliscono: fallisce chi parla, fallisce chi ascolta, falliscono le tue parole, fallisce quello che ci sta dietro che si veda oppure no.
Non è grave: non siamo esseri perfetti, siamo nati per perfezionarci e questo presuppone lo sbaglio continuo che via via tende a 0 senza mai raggiungerlo, come un limite dell’analisi matematica.

Però a volte fa molto male, non capirsi: fa stare in ansia, non si sa dove si voglia parare il colpo, non si sa che cosa pensare di chi parla, mette in crisi quello che avevi creduto fino a un secondo fa … e la crisi non è mai uno status piacevole ma qualcosa da cui, in tutti i modi, si vuole fuggire, costi quel che costi anche se un po’ ti fai male.

Sono paure irrazionali: spesso i malintesi nascono dal “non detto” più che da ciò che si dice. E ciò che non si dice fa paura perché non si sa cosa è e ciò che non si sa cosa è fa paura perché questo “non si sa che cosa è” potrebbe essere il nulla e il nulla fa sempre paura, l’ha sempre fatto, sempre lo farà. E allora, visto che il nulla fa paura, lo riempiamo noi di significato, spesso sbagliato; nel peggiore dei casi sbagliato e negativo. E da qui iniziano gli sbagli.

Sono paure irrazionali e, per scacciarle, serve qualcos’altro di irrazionale. Un ragionamento, se vogliamo, però irrazionale. Il simile scioglie il simile, come in chimica.
Serve che si guardi un po’ più a fondo la persona che c’è di fronte a te, provando a vederla pronunciare le parole non dette che uno si è immaginato che pronunci. Se quelle parole sembrano provenire da una voce che non è la sua, allora i casi sono due: ci stiamo sbagliando noi o si sta sbagliando il nostro interlocutore, a pensare quel che si pensa. O forse sono entrambe le cose insieme.

Non mi interessa sapere se ho sbagliato io o tu o tutti e due (ma, considerato che siamo due teste calde ad alta deviazione standard, propenderei di più per la terza ipotesi). Sì ok, è vero che non ti conosco benissimo ma credo io ti conosca abbastanza per sapere che non sei il tipo da portare invidie o rancori e anche per sapere che i tuoi entusiasmi o le tue opinioni che riversi addosso con tanto fervore sulle persone che conosci non sono fatti per bruciarle ma per renderle partecipi di ciò che di bello o di brutto ti succede. Per farti conoscere meglio, insomma. Certo, magari poco poco, piano piano, elargendo con parsimonia le conoscenze sulla tua vita verso chi ti fidi; però la riservatezza fa parte anch’essa della tua personalità (non si può dire lo stesso della discrezione) e capire questo è un grosso passo avanti per capire te. E se ciò che dici è alle volte esagerato, non mi dà fastidio, perché l’importante è capirsi.
Anche se alle volte con un po’ di difficoltà, io e te ci siamo sempre capiti bene. E del resto a nessuno di noi due piacciono le cose facili.

Volevo che quella serata iniziasse con un abbraccio e invece è finita con un litigio, di quelli in cui si cerca di contenersi, quelli in cui il “non detto” aumenta ancora di più il caos.
Mi avevi chiesto perché non scrivevo più sul blog e che, se non avevo ispirazione, potevo scrivere qualcosa su di te: ora l’ho fatto, non dirmi che non ti ascolto.
So che troverai mille cose da ridire su quello che ho scritto ma l’importante è capirsi: per capirci, voglio che tu sappia che l’unico motivo per cui mi sono incazzato è che non riuscivo a capirti. E se voglio capirti, l’unico motivo è che ti voglio bene.
E so che tu avrai da ridire anche sul fatto che io ti voglia bene ma non è importante capire questo: l’importante è capirsi, io e te.

Baci.

domenica 12 ottobre 2008

Si nota che ho cambiato nome al blog?


E' una giornata un po' strana, questa.
Ho ancora addosso l'odore di soddisfazione di una giornata passata proficuamente sui libri, dopo due giorni che non faccio una santissima mazza. Ho addosso quella dolce sensazione di aver fatto il mio dovere, recuperando il tempo perduto... facendo fede all'alta deviazione standard che sempre mi accompagna da quando sono nato, quell'alta deviazione standard capace di farti sentire vivo e morto allo stesso tempo e dove tutto si gioca non sulla continuità dei risultati ma sulla loro somma. Una enorme partita a punti dove conta vincere e non partecipare ma dove partecipare è indispensabile per vincere.
Stasera esco con Avvoltoio, mi faccio portare al Boccio a farmi un insano panino con ripieno universale. Ivri ha rifiutato per l'ennesima volta di stare con noi, come se copulassimo selvaggiamente davanti ai suoi occhi senza trattenerci. Adesso che ci penso, anche Ivri ha un'alta deviazione standard... sempre sulla cresta dell'onda o sul fondo del baratro... Avvoltoio invece non è un ragazzo ad alta deviazione standard: lui ha risultati costanti, imperterrito continua per la sua strada... eh già, lui ha una deviazione standard bassissima. Ma sta con me che ne ho una altissima, quindi assieme facciamo una coppia ad alta deviazione standard: tutto quadra.
Mi sono iscritto a FaceBook: incredibile come tutti i tuoi compagni di università con i quali ci hai scambiato sì e no due parole in cinque anni (e una delle quali era un "vaffanculo") ora smanino per aggiungerti tra i loro amici... una, addirittura, mi aveva aggiunto in msn, poi mi ci ha bloccato e ora mi ha aggiunto in FaceBook... mi stava sulle palle prima, ma adesso inizia a farmi preoccupare... comunque è uno strumento utilissimo per farsi i cazzi degli altri (ah... ecco perchè tutti mi aggiungono! °_°'''), riesci a vedere le foto delle vacanze di tutti, a sapere con chi sono fidanzati tutti, a sapere se quello preferisce Cristina D'Avena o i Cavalieri del Re etc etc... in FaceBook ho anche reincontrato EighitiesGirl, una ragazza ad alta deviazione standard anche lei, una delle mie più grandi amiche del liceo dalla quale, poi, mi sono allontanato causa "Mia madre ha scoperto che sono gay e in parte ti ritiene responsabile perchè hai altri amici gay, sì lo so che tu non c'entri ma non c'è motivo di abbandonarmi e di incazzarti con me, perchè lo stai facendo? Ora fai incazzare anche me e allora inizio a trattarti male anche io". Sì, è una causa molto lunga, ma è la causa vera, una causa incasinata, in cui due adolescenti incazzosi e molto amici hanno iniziato a dividersi perchè nel momento sbagliato è spuntata una mamma preoccupata che, mossa solo dal bene nei miei confronti, ha commesso qualche errore di valutazione per identificare "il colpevole" della mia omosessualità. E' un'altra storia caratterizzata da un'alta deviazione standard: o la piattezza o gli eccessi. Di che? D'ira, di amicizie, di fine di amicizie, di paure, di felicità per la presa di coscienza di sè, di dolore per il doversi nascondere, di alti, di bassi, di magri, di grassi, di brutti e di belli... insomma tante cose.

Perchè ciò che fa chic non è la moda: è la deviazione standard.

Ciao, caro diario ^_^

Io uccido


Ieri c'avevo voglia di sushi. Come sempre, del resto: io camperei a sushi. Allora decido di ordinarlo a casa, però non voglio chiamare al CagoSushi perchè lì lo fanno di merda. Mi ricordo, ordunque, che Viterbesa mi ha avvertito del fatto che al MagnaBeneSuShi fanno anche il servizio a domicilio, è un po' lontano (facciamo un po' molto lontano (facciamo fanculosamente lontano)) ma tanto me lo portano loro; quindi ho risolto il mio problema: mando a dar via le chiappe il CagoSushi e chiamo il MagnaBeneSushi.

Jappo: Plonto, MagnaBeneSushi ^_^
Io: Buonaseeeeeeeeeera
vorrei sapere se fate il servizio take away...
Jappo: Celto ^_^
Io: Benissimo, ordino una barca.
Jappo: Ok, pel che ola passa a litilalla? ^_^
IoConfuso: [pensando] Oh cazzo ma non facevano il servizio a domicilio? Ah porca vacca! Ho detto take away, non servizio a domicilio!
Jappo: ...
Io: ...ehm...
Jappo: ...
IoConNonChalance: Facciamo tra... mezz'ora?
Jappo: Pelfetto ^_^ A tla poco ^_^ [click]

A questo punto cerco di riparare alla mia pirlaggine chiamando di nuovo con una scusa: alla prima richiamata risponde una cameriera che non sente una cippa lippa di niente e riaggancia, alla seconda mi risponde il Jappo di prima.

Jappo: Plonto, MagnaBeneSushi ^_^
IoFacciaDaCulo: Ehm.. ssssalve... sono il ragazzo di prima...
Jappo: ...
IoTuttoDiUnFiato: Misonodimenticatodilasciarviilnominativo!
Jappo: Ah... Eheheheh ^_^ Ok dica pule ^_^
Io: Withdown, BimboSottaceto Withdown.
Jappo: Ok, a tla poco ^_^
Io: Ehm, scusi... volevo chiedere, gentilmente... mafatepercasoancheleconsegneadomicilio???
Jappo: No, quello non lo facciamo, mi spiace ^_^
IoRassegnatoAllaScarpinata: Ah, ok... allora passo io...
Jappo: A tla poco, buonasela ^_^ [click]

Buonasela una sega.
Morale della favola: un'ora a piedi tra andata e ritorno per mangiare due pezzi di pesce col riso. Ne è valsa la pena? No.

Mi segnerò un'appunto: uccidere quella rincojonita di Viterbesa il più presto possibile.

venerdì 10 ottobre 2008

...continuando...


Non ho molto da dire in questo periodo. La mia vita prosegue in un guazzabuglio pozzangheroso di avvenimenti ordinari che non mi erano mai capitati prima.
Ho iniziato il quinto anno. Neurologia è così così, dermatologia mi fa calare la palpebra, medicina preventiva sembra meno noiosa di quello che è, malattie infettive è 'na palla, malattie degli organi di senso è palloso (e mi tocca seguirlo perchè hanno cambiato prof e modalità d'esame: da esamino fuffa a crocette in cui si copia da dio ora siamo passati ad esame di cinque orali... e dimmi niente...).
Fra meno di un mese mi trasferirò nella casa nuova: una vera casa tutta per me (mutuo incluso). Me la voglio arredare tutta in stile minimal chic anni '80, sul bianco e sul nero. Il problema è che devo ancora fare l'allaccio del gas e per farlo devo ancora procurarmi il contratto di vendita preliminare...
Ieri sono uscito con Ivri e un altro ragazzo gay di questa ridente cittadina, chiamerollo BelAmiBoy. BelAmiBoy è veramente bonazzo e Ivri gli sbava dietro. Perchè mi ha chiesto di venire con lui? Perchè BelAmiBoy ha organizzato un aperitivo e un cinema (ovviamente il film era supergayo: Mama Mia) ma ci sarebbe stato con loro anche un altro gruppetto di frocetti che intimidivano Ivri, a priori. Quindi sono stato trascinato da lui, nonostante lui sapesse che io avrei potuto incontrare, in questo gruppetto, qualcuno che magari mi ha dato un due di picche in un sito-pollaio (oh, grazie al cielo non ne ho incontrati). Bella serata, belli tutti i ragazzi che c'erano (tranne Ivri).
Sto frequentando il reparto di Urologia, finalmente: mi piace un casino. I dottori sono bravi, specializzandi e interni sono abbastanza autonomi ma comunque seguiti, la materia mi appassiona, sono andato per la prima volta in sala operatoria e ho pure visto per la prima volta una vagina all'interno! Insomma, ho deciso: sarò urologo. Il problema è che Macroglottico, direttore della scuola di specializzazione di Urologia (e non chiedetemi come, visto che lui NON è urologo... ma diciamo pure che non è neanche chirurgo, considerato che probabilmente ha preso lezioni di fisiopatologia chirurgica da Iva Zanicchi) vuole chiudere la scuola: qualcuno, infatti, deve essersi accorto che un non urologo ne è a capo e ha chiesto che ci si mettesse un urologo a capo (non fa una grinza). Ma Macroglottico, essendo mooooooolto amato da tutti nel nostro simpaticissimo nosocomio (chi non amerebbe un cesso occhialuto stupido e sovrappeso, primario grazie al padre?), preferirebbe farsi spiattellare da un camion pieno di cherosene che esploda subito dopo l'impatto piuttosto che cedere il posto di direttore di una scuola di specializzazione a uno degli urologi... E insomma, pare che sia stato chiesto un "periodo" di 3 anni in cui però non ho capito se in questo periodo si continueranno a fare gli esami di ammissione o serva solo per permettere agli specializzandi di adesso di finire di specializzarsi. Speriamo la prima ipotesi o, meglio, speriamo che la scuola non si chiuda. Se le cose dovessero andare storte, sarei nella merda: cambio specializzazione? E me ne prenderei una che non mi piacerebbe; faccio l'esame in un'altra sede? E favorirebbero gli interni. Comunque vada, porgo il mio più sincerto VAFFANCULO a Macroglottico. Tiè.
Ora parliamo delle cose belle: non ce ne sono. E' pure da un bel po' che non scopo. Figurati un po', caro diario.

Baci baci.