domenica 15 marzo 2009

Winning


La vicina mi suona al campanello alle nove di sera: è preoccupata perchè dal piano di sopra si sentono urla e pianti da mezz'ora. "Non è che va a controllare?" mi chiede, "Sa, io ormai sono già in pigiama e poi non si sa mai... alla fine le persone sembrano tranquille e poi si ammazzano tra di loro...".
Quindi io, dato che ancora non indossavo un pigiama e che posso benissimo essere fatto fuori da degli emuli dei coniugi Romano (al contrario della signora che, giustamente, fa notare che "non si sa mai"), salgo a controllare.
Contemporaneamente scende dal piano di sopra uno studente universitario, per controllare pure lui. Io non ce l'ho fatta: me ne sono fregato dei pianti e delle urla e mi son messo a rimirare quel marcantonio mentre bussava e chiedeva se era tutto ok. Lui e la sua maschia figheria.
E chissenefrega di quella cretina di 20enne che ha aperto in lacrime, probabilmente perchè ha sgamato il fidanzatino insieme a un'altra. Torno ancora con gli occhioni sbrilluccicanti al mio appartamento. La mia vicina è ancora lì, tutta ansiosa ma sopratuttto pettegolosa, pronta a chiedermi "Allora? Allora? Cosa vi hanno risposto?".
Ah, le donne! Ah, gli universitari!

Esco con un tipo. Incontrato nei classici siti-pollaio. Non so perchè ma mi attirava. Nel suo profilo c'era solo una foto venuta male, non si capiva nulla di come fosse. Dalle foto dell'avatar di messenger, invece, traspariva una certa bellezza. Dal nostro primo incontro, invece, traspariva proprio che era figo.
28 anni, avvocato, simpatico, colto, modi pacati ma non soporiferi, appartamento in centro e macchinone (cioè ricco) e molto, molto, molto carino. Ok, l'altezza non è il suo forte (qualche cm in più di me) ma il suo volto e i suoi occhi color ardesia compensano pienamente. E parliamo del più e del meno, senza troppe pause di imbarazzo, tra una passeggiata e un succo di frutta.
Non un bacio, non un gesto fuori posto, solo lui che mi toccava la mano al momento di lasciarci. Io ero tentato, a quel punto, di baciarlo ma dai suoi discorsi era trasparso che a lui piace andarci piano. E considerato che mi lamento sempre che la mia vita è monotona, perchè affrettare le cose come ho sempre fatto?
Lui si fa ancora sentire, del resto. Su msn mi cerca, ai miei messaggi risponde. Ah, a proposito dei messaggi: guadagna mille punti perchè è uno di quelli che ne mandano pochi, come me (ho sempre detestato i lagnosi che ti augurano la buona mattina, il buon pomeriggio e la buona notte e che ti chiedono cosa fai e se li pensi e ti mandano le faccine idiote e ti fanno esasperare perchè non riesci più a fare una cosa tutta d'un fiato grazie alle loro cacchiatine di messaggi).
Insomma, mi interessa. Forse mi piace ma non è un piacere del tipo che lo amo o che mi sono invaghito. Però mi incuriosisce, mi ispira, mi interessa, mi piace guardarlo e ascoltarlo. Ho già detto che è ricco? E che è colto? Beh conta anche questo! Oddio la ricchezza non è certamente determinante però il mio futuro probabile uomo, una dannata università la deve aver fatta (o la deve frequentare). Ho già provato relazioni con "livelli culturali" diversi e, non lo dico per razzismo, ma con me proprio non funzionano: dopo un po' esaurisco gli argomenti di conversazione e si riduce tutto al sesso (traduzione: come ho fatto a sopportare 10 mesi con Avvoltoio?!?!?)

Ho combinato un casino: ho rifatto male le mie sopraciglia. Cioè... sono venute bene, tutte e due, solo che una è ad ala di gabbiano e l'altra si rifiuta di essere così: mi viene ad arco. E non c'è verso di spezzarla un po'. E sì che mi son detto "Oh andiamo: ti frulla per la testa di fare il chirurgo plastico e non sai neanche spinzettarti le sopraciglia? Mettiti di fronte a quello specchietto e trasforma quel dannato sopraciglio in un volatile marino!" ma nulla.
Per fare il chirurgo plastico bisogna studiare. E anche per fare l'estetista. E poi un chirurgo estetico mica si auto-opera. Insomma, il risultato è che domani telefono all'estetista mia di fiducia e la imploro di rimediare a questo casino che tento di mascherare con gli occhiali.

Quel libro è sul mio scaffale da due mesi. "La cucina giapponese". Oggi mi son deciso. Lo apro e cucino qualcosa. Sto cucinando il riso alla giapponese, in questo momento. Ora deve riposare nell'acqua per mezz'ora. Non so come mi verrà ma sembra abbastanza semplice. E temo che le cose non siano mai come sembrano.

Ma non importa: anche se il mio riso verrà di schifo, anche se non sono riuscito a farmi il sopraciglio come volevo, anche se avrebbero potuto ammazzarmi dei novelli Erika&Omar e anche se non mi metterò con il bel ragazzo che non mi ha portato a letto subito... anche se non sono riuscito a fare bene delle cose o se non riuscirò a farle, almeno non avrò rimpianti.
E chi dice che l'importante è vincere e non partecipare... è uno che non ha capito che i tempi supplementari sono fatti apposta per quello.

2 commenti:

efi.. credo.. ha detto...

una rondine non fa primavera.. lol

ti piaccio così conciso, puntiglioso, schematico, sitnetico, prodromico, prosopopea e scusi signora le ho messo 1 etto in + di prosciutto, lascio?

Kikkozzu ha detto...

tesora.. vià qui che te le faccio io le sopracciglia. mi impegnerò a fondo, promesso! ihihih...
per gli inciuci ci sentiamo poi...
esistono i tempi supplementare per quello?
ma quante cose che si imparano oh.. ma anche no! :b
baciu kikkiu!