mercoledì 21 ottobre 2009

Gay world


OcchiVerdeDollaro: ... e così questo è quello che dice di me la mia risonanza magnetica.
Io: ...
OVD: Ho voglia di prendere la macchina, schiantarmi e accelerare questo bel processo.
Io: ... beh, almeno non prendere la decapottabile.
OVD: Sono serio...
Io: Stai parlando di farti fuori: non puoi esserlo.
OVD: Devo parlare con un chirurgo.
Io: Appunto. E devi evitare di dire altre stronzate.
OVD: ...
Io: Stai tranquillo.
OVD: ...
Io: Mi dispiace...
OVD: ...
Io: Hai bisogno di qualcosa?
OVD: I medici o i futuri tali ti sanno solo far sentire peggio. Non sapete consolare per niente.
Io: Ma io che diritto ho di consolarti, non sapendo una mazza di queste cose?
OVD: ...
Io: Mi dispiace...
[abbraccio]
OVD: Dai, fatti picchiare un po'.
Io: ... e il bello è che non posso oppormi...

Insomma. Quando meno te lo aspetti, ti capita. Sei una persona di successo? Credi di aver il mondo in mano? Hai fama, potere, bellezza e tanti tantissimi soldi? Al destino non gliene frega nulla. Se ha scelto TE per rischiare di rimanere paralizzato da un momento all'altro... ha scelto TE. Se il destino dice che sei TU il prossimo a dover abbandonare l'uso delle gambe... sei TU. E il fatto che tu sia ancora giovane, abbia un sacco di cose da fare, un sacco di ragazzi da scopare e quelle gambe ti servano per un sacco di altre cose, è una cosa che non può interessare a nessuno. Nemmeno al destino. Ma a me, OVD, continua a piacere. E se penso che non potrà più camminare (non si sa se e non si sa quando), non mi importa. Perchè se non importa al destino, non importa neppure a me. Se si muove grazie al suo corpo o grazie a una carrozzina, a me piace ancora. E lo so che non sarà una passeggiata (in tutti i sensi) e che la nostra bellissima storia d'amore (anche se non è una storia, non è d'amore e non è neppure cominciata) potrebbe infrangersi sul primo scalino che incontreremo, però che ci devo fare? Lui continua a piacermi. E certo che mi spaventa, e certo che mi dispiace, e certo che ci sto male per il fatto che potrebbe rimanere paralizzato. Ci sto male ma farsi del male sembra quasi essere una condicio sine qua non, per un ragazzo ad alta Deviazione Standard.

Comunque, OVD sembra reagire bene: giustamente, non vuole passare per vittima. E si dà da fare a letto. Ed è pure esigente.
Ecco, ovviamente si dà da fare a letto con tutti tranne che CON ME. E come si chiama uno che va con tutti tranne che con te? Si chiama STRONZO. E quindi ammettiamolo che mi sono innamorato di uno STRONZO.
Ah, vabbè, poi mi dice anche che si vuole solo divertire e quindi non vuole persone complicate accanto. O persone con problemi di salute.

Cioè, ma in che mondo viviamo? Il mondo gay, dico. E' solo un problema di questa zona o il mondo gay è davvero così superficiale dappertutto? Bisogna essere perfetti, per essere gay. Se hai il minimo difetto, sei fuori. Cut off. Adieu. Tanti saluti a sòreta. Non esiste che un gay sia brutto. Non esiste che un gay sia mal vestito. Non esiste che un gay abbia una radiografia del torace che non sia a posto. Non esiste che un gay non abbia un lavoro fashion e/o fantasticamente retribuito. Non esiste. Ma considerato che nessuna persona al mondo, gay o no, è perfetta, l'unica considerazione da fare sarebbe che, allora, se un gay DEVE essere perfetto... allora i gay non esistono. Perchè pure i gay hanno un loro difettuccio. E con questo difettuccio, che facciamo? Lo nascondiamo vergognosamente. Anche OVD non vuole persone complicate o con problemi di salute. Proprio lui che è supercomplicato e che di problemi di salute ne ha eccome. E allora, mi richiedo: in che mondo viviamo? Sempre in prima fila ai gay pride, a chiedere diritti, a manifestare contro il razzismo nei nostri confronti. E i primi razzisti siamo noi gay stessi. E nei nostri stessi confronti. Ci autodiscriminiamo. E per stronzate per giunta. E più hai bisogno di sostegno, più siamo capaci di isolarti. Perchè se non sei perfetto, non puoi avere il privilegio di essere gay.
Meglio che sparisci.


Ultimamente, mi sto rendendo conto che non sono più io.
Non reagisco nel mondo che dovrei. Non penso nel modo che dovrei. Non faccio ciò che dovrei fare. Non dico ciò che dovrei dire.
In compenso, conosco un sacco di persone.
Non sono io in mezzo a queste persone, però sono benvoluto, diciamo.
Non esiste più il BimboSottaceto, però esistono i miei amici, amici di una persona che non esiste.
Una persona che mantiene la calma, una persona sempre sorridente, una persona comprensiva. Ecco, una persona che non sono io. Una persona che non sono io e il suo contorno di amici di cui non sa cosa farsene perchè sono amici di una persona che non è lui.
E in nome di cosa, qualche anno fa, ho abbandonato la mia incazzosità (quella per cui i miei compagni di liceo mi dicevano che dovrei fare lo psichiatra per poi curarmi da solo)? In nome di cosa, ho abbandonato quel velo di antipaticosità (si dirà così? Non lo so ma suona bene... antipaticosità...)? In nome di cosa, ho lasciato stare la mia spontaneità? In nome di cosa, ho buttato alle ortiche ciò che assomiglia a una bottiglia di spumante pronta a stapparsi quando meno te l'aspetti, colpirti con il tappo in un occhio e ubriacarti di ciò che io contengo?
Tutto questo, tutta la mia personalità, tutto ciò che rappresentava il filtro tra il mio animo e il mondo (e chi passava il filtro, aveva il diritto di diventare parte anche del mio mondo) l'ho buttata alle ortiche nel nome del mondo gay.

Perchè non esiste che un gay sia sé stesso. Un gay è un attore. Un gay recita continuamente la parte di quello che è oh yeah, è cool, è chic, è very politically correct ma anche un po' bad girl. E se tu quel giorno sei incazzato, non ti va di ridere sull'ultima acconciatura della tua collega di lavoro, non vuoi stupirti della bellezza della collezione autunno-inverno di D&G, vuoi semplicemente startene per i cazzi tuoi col muso lungo quanto un'autostrada oppure apatico a fissare il soffitto sdraiato sul tuo letto... Beh, non puoi essere gay. Non sei socievole: non sei gay. E il gay è un animale di branco. C'è ancora da decidere se branco di leoni o di caproni. O, peggio, di iene.

Quasi tutti i giorni ero a Milano, a trovare mio padre in ospedale, il pomeriggio.
A detta sua, non si sa se lo opereranno. I chirurghi non gli son sembrati molto del parere.
Ma cavoli, siamo alle porte del 2010, possibile che non si possa far niente? Ok, non morirà... però, uffa, non è giusto. Perchè a lui? Al mondo ci sono una marea di stronzi farabutti che stanno benissimo. Perchè non a loro?

E ringrazio il cielo che mio padre non sia gay. Perchè non sarebbe stato perfetto. E anche se lo è quasi, beh, forse non sarebbe stato sufficiente.
Perchè la perfezione non esiste e le cose vere, nel mondo gay, non sono le più gradite.

Ma in che mondo viviamo?
In che mondo vivo?
O che mondo ho in testa?
O che idea ho del mondo?
O dove mi sono andato a cacciare?
O cosa sto andando a pensare?
Ma sopratutto, sono in grado di continuare a stare in questo mondo così superficiale, così colmo di stupidità, così gay, in una parola?
Dove sono finiti i gay-umani? Non posso credere che siano tutti gay-sciacalli.
O devo arrendermi all'evidenza che non esistono?
O esistono ma non è lecito cercarli?
O mi basta sapere che esistono?
Ma esistono?
E in che mondo viviamo?

Una cosa è certa: a questo mondo, gli ho dato troppa importanza. Gli ho dato troppo di quel che sono. E alla fine, non ne è rimasto più per me.
E' meglio che mi riprenda me stesso.
Carattere difficile, forse. Ma non mi è mai andata giù l'idea di essere considerato un "facile".

K.I.D.S. (Keep it Difficult, Stronzi) :)

venerdì 9 ottobre 2009

Roads


Quando la Figàngela ci si mette, è terribile e pure un po' stronza, ecco.
Insomma, non ci ha ancora dato la tesi. Non solo a me che, vabbè, l'ho chiesta due settimane fa (e sono pure troppe per partorire un dannato titolo) ma neppure alle altre mie due povere compagnucce che l'hanno chiesta da molto più tempo (che bello! siamo tutte ragazze! biologiche e non!).
La motivazione è che non ci sono argomenti. Ovviamente tutto questo ci è stato riferito non dalla Figàngela ma da TecnicoUniversitarioDi'stiCazzi. Da lui e dalla sua immensa simpatia, paragonabile a quella di un terrorista islamico al matrimonio di una coppia multirazziale gay ed ebrea.
Ergo, abbiamo deciso di andare a parlare a breve alla Figàngela.
Niente di che, vogliamo solo chiederle che intenzioni ha. Se è possibile che ci dia la tesi. Se è possibile che la dia a me.
Siamo consapevoli del fatto che potrebbe benissimo segnarci sul suo libro nero e allora addio specializzazione (per lo meno, in questa ridente città universitaria). Dobbiamo essere scaltri e diplomatici e anche un po' paraculi. E pregare che un angelo, lassù, ci voglia bene.
Però almeno, tentiamo. Almeno dimostriamo che non siamo smidollati. E almeno, se proprio non ci vuole dare la tesi, facciamole venire il sangue amaro per una giornata.
Insomma, io voglio fare il chirurgo plastico, dannazione: è la mia strada. Non dico che è la mia strada perchè "lo sento". Lo dico perchè l'ho visto. E, forse, ho già iniziato a percorrerla.

Ma alle volte, sulla tua strada, si interpongono dei muri e, come disse qualcuno, non sono lì per farti desistere ma per farti dimostrare quanto ci tieni ad arrivare fino alla fine.
Dura è dura e nessuno ha mai detto che è facile. Ma ho sempre imparato che il sangue sputato lo si riguadagna in forza.

Beh. Ho dato un esame. Malattie infettive. Non è che sia andato proprio bene eh. Partivo da uno scritto di 27 e all'orale me l'hanno abbassato a 24. Quindi ho rifiutato. Ma non è colpa mia.
Il fatto è che lo scritto, un tempo, erano dei quiz difficilissimi ed era un miracolo se lo si passava. Da quest anno, invece, hanno reso pubblici i quiz cosicchè tutti li sanno già da prima e tutti passano lo scritto con voti alti. E questo ha fatto incazzare i prof. Sicchè agli orali ora sono delle merde umane e abbassano un casino il voto a tutti.
Però non è proprio intelligente incazzarsi e farcela pagare a noi per una cosa idiota che hanno fatto loro. Ma che togliessero 'sto scritto, casomai. Sì, ma... vabbè.

Perchè alle volte ti rendi conto che non è che ti mettono muri in mezzo alla strada: alle volte, la strada te la tolgono da sotto i piedi. E quando un prof universitario ha deciso che la devi pagare, la devi pagare.

E' iniziato il nuovo anno universitario. Il sesto.
L'ultimo.
E' strano ed anche un po' estraniante.
Provo un misto di gioia, lacrime agli occhi, ansia di finire e voglia di non finire mai.
Mi sembra ieri il giorno in cui, cinque anni fa, ho preso la nave per Genova (viaggio terribile passato insonne grazie a due tromboni russatori seduti accanto a me e c'avevo pure la diarrea del viaggiatore) e poi il treno per questa ridente città. Mi sembra ieri il giorno in cui ho fatto il test e in cui, quando ho visto quel mare di testoline fresche di diploma che volevano il mio posto in quella facoltà, ho pensato "Ecco: sono fottuto. Non passerò mai". Mi sembra ieri il giorno in cui ho superato il test. Ieri il giorno in cui ho superato il mio primo esame. Ieri il giorno in cui ho realizzato che "Ehi! Ho una bella media!". Ieri il giorno in cui mi sono rifatto una vita (o forse me l'ero fatta per la prima volta). E adesso, tutto questo, sta per finire. Gli "ieri" sono agli sgoccioli. E il domani si affaccia alla mia porta come un Leviatano ma anche come un regalo.
Tra un anno o poco più (e un anno dura un battito di ciglia), non ci saranno più lezioni. Tra un anno ci sarò io e la mia laurea. Tra un anno, sarà me-di-co. Tra un anno, una folla di pazienti inferociti vorrà che io gli renda conto di ogni mio singolo respiro.
Tra un anno o poco più, non vedrò più tutti i miei colleghi universitari. Forse, qualcuno, non lo vedrò mai più. Per qualcuno mi dispiace, per altri son contento che si levino dalle palle. Per altri, ci soffro tantissimo.
Tra un anno, non studierò più. Tra un anno lavorerò. E mi troverò sulle spalle il peso della salute di qualcun altro. E ciò è stupendo, elettrizzante, incantevole e allo stesso tempo spaventoso.
Tra un anno, sia quel che sia ciò che sono adesso, dovrò cambiare ancora.

Tra un anno, in pratica, inizia una nuova strada.
La strada degli adulti.
Perchè non è l'età che ti dice che sei cresciuto. Non sono i diciott'anni o la patente o la notte in cui hai perso la verginità.
Te lo dice il momento in cui qualcuno riconoscerà in te una persona importante.
Te lo dice il momento in cui qualcuno riconoscerà in te una strada da seguire.

E alla lezione di ginecologia, c'ho fatto la mia solita figura demmmerda. Però carina, gineco. Non pensavo potesse interessarmi così tanto lo studio della figa. Vabbè, il prof Contraccetius ci fa lezione sul mestruo e sulla contraccezione. E chi interpella, di fronte a tutta la classe? Muà.

Contraccetius: Tu. Quanti tipi di preservativi conosci?
BimboSottaceto: ... io?
Classe: Aahahahhaahahaha!!!
Contraccetius: Sì sì, proprio tu. Quanti tipi di preservativi conosci?
BimboSottaceto: Beh, ci sono quelli al lattice, quelli al poliuretano...
Contraccetius: ... sì, e quelli fatti con la camera d'aria delle biciclette...
ClasseOrmaiConLeLacrimeAgliOcchi: MuaAAHAHAHAHhhahHAhahAHhaHAHahha!!!
BimboSottacetoCheCercaDiEssereSerio: ... e poi quelli anatomici...
Contraccetius: Certo: e quelli alla fragola, ritardanti, stimolanti per lui e per lei...
ClasseMortaDalRidere: AAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAH!!!
Contraccetius: Ragazze, guardate che questi sono i ragazzi con cui voi andate a letto eh!
ClasseOramaiIrrecuperabile: AhahahahahahahahHHAhahHAHahHHAhahahahaha!!!
BimboSottacetoPensante: Sì sì vado a letto proprio con le ragazze, guardi...
Contraccetius: I preservativi sono di due tipi: con e senza serbatoio. Sai a cosa serve il serbatoio?
BimboSottaceto: Beh se non ci fosse, il preservativo... si rompe.
Contraccetius: Sì, ESPLODE! BUM!
ClasseRidens: BUaaHAHhahHAHhaHAHhahAHhahHAHahHAH!!!
Contraccetius: Non si rompe, il preservativo! Ma potrebbe colare lo sperma quindi c'è il serbatoio per questo. E come si toglie il preservativo?
BimboSottaceto: Stringendolo con due dita alla base [Tiè, questa era giusta, n.d.BimboSottaceto]
Contraccetius: Mh. E poi?
BimboSottaceto: E poi... lo buttiamo?
Contraccetius: Lo buttate. Beh, certo perchè è pesante quindi ti fai aiutare da lei, no?
ClasseStesaPerTerra: AhahahahahahahhahHahHAHahHAHhaHAHhahahHAHAHAHAH!!

E insomma. Quel giorno, su FaceBook, tra i miei colleghi, è stato un florilegio di "Oggi ho fatto la lezione più divertente del mondo", "Tizio, perchè non sei venuto a lezione? Non sai cosa ti sei perso oggi, poi ti racconto", "BimboSottaceto 4 president", "BimboSottaceto si merita una targa nell'aula di oggi", "BimboSottaceto è un mago del preservativo".
Per la cronaca, Contraccetius ha cinque figlie femmine. Della serie "conosco talmente bene la contraccezione che so anche come evitarla".
Altre perle di Contraccetius? Eccone una.

Contraccetius: Ecco, questa è un'immagine del preservativo femminile.
Classe: ...
Contraccetius: Sì, la parte inferiore rimane fuori dalla vagina.
Classe: ...
Contraccetius: Lo so cosa pensano i maschietti, ora. Pensano "Ah, ma io in quella roba lì non ce lo infilo mica...". Beh, vi assicuro che quando la vedete, ce lo infilate eccome!
Classe: AhahahahhHAHhaHAHhaHAHhaHHAHha.

Ero convinto di aver fatto una figuraccia di merda e, in fin dei conti, l'ho fatta. Però l'avrebbe fatta chiunque dei miei compagni. E questo mi ha fatto sembrare un po' più simpatico ai loro occhi (per quanto sia possibile essere ancora più simpatico ai loro occhi, visto che già lo sono tantissimissimissimo).

E insomma, alle volte si percorrono strade che non sono pericolose ma sono difficili da gestire.
Qualcuno riesce a sfuggirne con eleganza, grazie a ponticelli e viuzze secondarie. Io, invece, titanicamente, mi ci immetto, convinto di potercela fare, direttamente nella corsia di sorpasso, per poi accorgermi che non potrò mai superare il posto di blocco. E allora dovrò tornare indietro.
Ma, alle volte, tornando indietro con la coda tra le gambe, ti rendi conto che qualcuno ti sta seguendo per solidarietà :)

Sono uscito con BiologicBear, un caro ragazzo che ho conosciuto da un po', giovine e spigliato e... bear. Io non esco coi bear però lui è molto simpatico quindi faccio l'eccezione e, poi, siamo solo amici.
Lui è dichiarato.
Incontriamo BiondazzoDeiMonti. Ci sono lì anche due nostre compagne di classe. Ci fermiamo a parlare. Come mi comporto? Sapranno anche loro di BiondazzoDeiMonti? Beh, da come parlava lui stesso, sì lo sanno. E io, che non ritengo sano far finta di fare l'etero, faccio il gay.
Faccio il gay. Oddio, non che io abbia mai fatto l'etero, però stavolta parlo di ragazzi con BiondazzoDeiMonti di fronte a due nostre colleghe di cui io non ero totalmente sicuro di poterlo fare.
Mi sono buttato e son caduto sul morbido.

BiologicBear è dichiarato. BiondazzoDeiMonti è dichiarato. E allora mi chiedo: quanto è importante rischiare? Alla fine, niente è certo. Se non provo, non saprò. E se non provo, quante cose perderò? La certezza manca sempre, l'importante è che continui ad esistere la convinzione nelle cose che facciamo. E farle.
E se qualcuno si allontana da noi perchè non hanno la nostra stessa fede nelle nostre azioni, cosa abbiamo perso? Soltanto qualcuno di non degno di stare con noi. E allora perchè non rischiare?

Alle volte, ci sono strade senza indicazioni. Alle volte, ci sono strade scomode da attraversare. Alle volte, quelle strade rimangono le uniche da fare e le più belle da finire.

Mamma e papà stanno male.

E alle volte, una strada non c'è.