domenica 29 novembre 2009

Fears & affiance in my body (the history of everybody).








Ohibò quante cose da raccontare.Me le racconto, me le scrivo. E così, quando sarò un vecchiaccio, le rileggerò e penserò a quanto ero figo & scemo. Ad alta Deviazione Standard, appunto.

Due domeniche fa, esco con TheGentleMan. Andiamo alle terme in P.ta Romana.
Ooooooooooooooh che beeeeeeeelle. Mai stato in delle terme. Tutto relax e musica ambient e mille massaggini fatti dall'acqua coccolosa e gorgogliante. Stupendo.
E lì, nella vasca a idromassaggio per lombi e sacro (ebbene sì, esiste), le nostre mani si sfiorano. Lui ci ha già provato diverse volte ad avere il contatto fisico. Però stavolta si sfiorano molto più decise.
E sfiora che ti risfiora, ce le stringiamo.
E stringi che ti ristringi, ci baciamo.
Un bacino a stampo, niente di impegnativo. Ma sempre un chiaro segnale di apertura.

Eh, appunto. Apertura di chi? Io mi voglio aprire? Ne ho voglia? No.
Ma perchè no? Boh. Buh. Bah. OcchiVerdeDollaro.
E che male c'è a dargli un bacino a stampo? Nessuno, se non fosse che lui continua a mandarmi messaggi dicendomi che soffre di una grave malattia per cui continua a pensare a me. Ma io gli ho detto che "frequentiamoci con calma e vediamo come va'". Ma se gli dai un bacio, dove sta la calma? Ma un bacio a stampo è una cosa calma o non calma?
Gli sto dando spazio per pensare ciò che non deve pensare?
Perchè lui non deve pensare. Non LO deve pensare. Non lo deve pensare che io sono pazzo di lui. Lui è semplicemente stupendo e perfetto ma non sono così preso da gettarmi nelle sue braccia.
Lui non è quello che ho in mente.
E stasera ci rivediamo pure. Ecco, cogliamo l'occasione per parlargli, non si merita un'illusione. E' meglio se ribadiamo il concetto: continuiamo pure a vederci e poi succeda quel che succeda ma sappia che, per il momento, da parte mia non c'è la voglia di avere una storia. Con lui.
Con qualcun altro... oh yeah, there is.

Ho iniziato a fare un corso di memorizzazione rapida e a lungo termine e di lettura veloce.
Che dire. Diciamo che le tecniche funzionano, tutte. Dopo soli 3 giorni i risultati sono decisamente straordinari. E diciamo anche che loro tentano di farti il lavaggio del cervello e, nella maggior parte dei casi, ci riescono pure.
Tramite aneddoti cinesi e perle filosofiche incentrate sull'importanza di avere fiducia in te stesso e nella tua forza di volontà e di azione la quale è enorme, sulla sincerità, sull'importanza del sorriso, vogliono farti avere un atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti del mondo. E fin qui ci sta, è un bel messaggio.
Poi però iniziano ad abbracciarti (nel vero senso della parola), a baciarti (nel vero senso della parola), a dire che loro sono tuoi VERI AMICI (dopo che gli sganci mille euro per il corso??? Devo provare a farmi tanti VERI AMICI anche io, allora!!!) e che sarebbe fantastico se tu iniziassi a collaborare con loro.
E collaborare significa: 1) perdere tempo, 2) farsi fare ulteriori lavaggi del cervello, 3) fare delle serate di meeting in cui ci raccontiamo l'un l'altro i cazzi nostri, perfetti estranei che si raccontano ad altri perfetti estranei, 4) tentare di avere nuovi collaboratori "ufficiali" e, di conseguenza, nuova forza-lavoro.
Ecco, non dico per intero il nome del corso e del gruppo (non si sa mai che qualcuno di quegli squinternati capiti qui e mi quereli), quindi vi dico solo che il corso si intitola "Your Mag*****" e il gruppo è "Your Tra*****". E se volete un consiglio, quando incontrate uno dei loro collaboratori 20enni che fa volantinaggio presso l'università della vostra città (sono molto attivi e con molti centri nel nord Italia), ditegli che non credete a una sola parola di quello che vi dicono, dato che recitano un copione scritto (nel vero senso della parola... alla faccia della spontaneità) e che è meglio se, invece di fare volantinaggio per far guadagnare qualcuno senza tanti scrupoli, tornassero sui loro testi universitari e applicassero lì le tecniche di memorizzazione e lettura veloce che hanno imparato.

E insomma, credo che, con questo corso, ho forse visto il lato più gretto, fangoso e opportunista dell'umanità. Ma per una cosa hanno ragione loro: ci vuole atteggiamento positivo, bisogna imparare che il fallimento non esiste ma esistono solo risultati, magari non voluti, ma sempre risultati, da cui si può imparare e ripartire non più da zero. E infatti ho imparato diverse cose molto importanti. Innanzitutto ho imparato come NON essere: ipocrita. Infatti, proprio da coloro che promulgano l'importanza della sincerità, ho visto soltanto calcoli e falsità, sorrisi forzati e pedante insistenza per prendersi il tuo tempo e usarlo per i loro scopi.
Poi ho imparato come devo davvero essere: me stesso. Un po' più fiducioso, è vero... ma già ci sto riuscendo a non farmi più spaventare per cose banali. E se sorridessi sempre, senza mai cadere in dei periodi di nervosismo, sarei mai me stesso? Assolutamente no: altrimenti dove va a finire l'alta Deviazione Standard?

Msn: mi contatta Pavarotty, graziosissimo studente con la passione per il canto, noto scopatore incallito che da qualche tempo cerca di farmitisicimivi. Sono le 3 e mezza di notte ma ci intendiamo subito: io metto la casa e i preservativi, lui porta il lubrificante.
E che notte: la miglior nottata della mia vita.
Furori, fiamme, goduria a gogò.
Pavarotty, congratulations, standing ovations e speriamo che ci sia il bis con un'altra bella cavatina. Cavatina?

Perchè alle volte il sesso è la miglior valvola di sfogo. Nonchè la più sana, la più divertente, la più costruttiva (sapeste i limiti fisici che ho superato quella notte...!!!) e pure la più economica! E precauzioni... sempre!

Ho scritto una mail alla Figàngela, prof e primario della Chirurgia Plastica, molto stringatamente, faceva così:

Gent.le prof. Figàngela,
mi chiamo blablablablablabla e la tesi me la date solo nel 2011.
Per quanto apprezzi SegretarioDi'StiCazzi,  a me non interessa avere una risposta da lui, io la voglio avere da te.
Del resto sono sei anni che pago tasse altissime, ne benefici pure tu, quindi se mi devi dire sì o no, dimmelo tu, non quel cazzone del tuo segretario.
Cordiali saluti e baci baci.

Il giorno dopo, resomi conto che magari ero stato un po' troppo aggressivo e che forse mi ero fottuto letteralmente la possibilità di entrare in quella scuola di specializzazione, allora gliene scrissi un'altra:

Gent.le prof. Figàngela
scusami se sono sembrato polemico ma ero abbastanza esasperato e deluso dalla situazione, considerato che la Plastica è il posto dove sento di potermi realizzare al meglio. Io, potessi, in reparto da te ci verrei pure il sabato e la domenica (tanto in quei giorni lì non fate un cazzo).
Credimi, non volevo offenderti.
Baci baci.

E lei mi ha risposto:

Scusami ma mi sa che la mail di cui mi parli non l'ho mai ricevuta [CHE CULO, n.d.BimboSottaceto]. Purtroppo le tesi non le dò prima dell'estate 2011 perchè non ho la forza necessaria per farle prima [il che vuol dire: non c'ho voglia, n.d.BimboSottaceto] e i turni in reparto li facciamo di pochi giorni perchè ci sono molti richiedenti e poche risorse.
Credimi, non è per cattiva volontà ma solo per poter accontentare tutti.
Cordiality.
Prof.ssa Figàngela.

Ma sarà vero che non ha ricevuto la prima mail?!?!? A me sembra strano... una mail che non arriva è un evento rarissimo e l'indirizzo a cui l'ho inviata è giusto!
Preferisco pensare che lei abbia apprezzato e capito lo spirito combattivo e di tenacia che volevo infatti trasmettere. Non volevo sembrare una testa calda ma semplicemente uno convinto e sicuro di quello che vuole. Perchè sarò pure ad alta Deviazione Standard ma sono anche uno con la capoccia che funzia.
Comunque, sono contento di me: coraggio e un pizzico di incoscienza (forse due o tre pizzichi, va'). Quanti sarebbero riusciti a scrivere una mail semi-sfanculante alla prof a cui hanno chiesto la tesi?
Mi dò una pacca sulla spalla da solo, dai, in attesa che qualcuno me la dia sul culo :)


OVD è sempre lì. Non ci vediamo da due settimane. Sì, ci sentiamo ma non ci vediamo da un po'. Ho paura a chiamarlo perchè potrei disturbarlo, magari è un periodo in cui vuole rimanere da solo. Ma oggi chissenefrega lo voglio sentire e che diamine acciderbolina porcaccia la cavallina.
E Ady e Ivri dicono che la situazione stagna troppo, un anno di incertezza è troppo, togliersi il sassolino dalla scarpa è la priorità in questi casi.
E quindi devo agire o sono un coglione.
Del resto, perchè no? Ho avuto il coraggio di affrontare un primario spaventoso (donna, bravissimo chirurgo e incazzosissima), che paura posso avere ad affrontare OVD?
E se non fosse la paura di OVD ma la paura di affrontare quello che provo io? Ci sta.
E se non fosse la paura di OVD ma la paura delle conseguenze di dire a OVD quello che dovrei dirgli? Ci sta.
E se non fosse la paura di OVD ma la paura di non avere più OVD? Ci sta.
E se non fosse la paura di OVD ma la paura della paura? No, questo non ci sta.

"Chi ha paura della paura, muore due volte", qualcuno disse.
La paura deve essere uno stimolo a prepararti al meglio a qualcosa, non un freno a fare qualcosa. E' inutile, quindi, continuare ad avere paura e continuare a non fare quello che devo fare.
Se non voglio fare quello che devo fare, se non voglio andare da OVD e dirgli "Ascolta, tu mi piaci", non devo neanche più avere paura perchè tanto è inutile averla.
Se invece continuo ad avere paura, allora è segno che questa cosa DEVO farla perchè sarà anche l'unico modo per non avere più paura.

Mi manderà a fanculo?
Mi dirà "rimaniamo amici"?
Mi prenderà la testa tra le mani e mi bacerà?
C'è un solo modo per saperlo.

... cazzo, ce n'è uno solo per davvero... Paura!

K.I.S.S. (Keep it SCARY, stupids)

venerdì 20 novembre 2009

Sons & daughters


Non mi piace (e infatti non lo faccio mai) fare della cronaca sul mio blog, a meno che non sia quella della mia vita.
Ma credo che, stavolta, la cronaca nazionale sia anche un po' la mia.
Perchè in una transessuale morta carbonizzata (suicidio? omicidio? pura fatalità?) si esprime quel senso di vuoto ed emarginazione che io stesso, seppur in piccolo, ho vissuto. E che molti altri hanno vissuto insieme a me.
Quel senso di "assenza" per cui non riesci ad andare avanti se non nei ghetti, insieme ad altri desperados come te.
Quel senso di "povertà" da cui, una volta uscito, ti aggrappi a qualsiasi cosa pur di non ripiombarci dentro urlando.
Quel senso di "diversità" che è palese al resto del mondo, agli altri, ma non a te.

E se gli altri, guardando lungo la provinciale, non vedessero più puttane o viados...
E se gli altri, guardando fuori dal Borgo, la domenica sera, non vedessero più froci o checche...
E se gli altri, guardandomi e guardandovi, vedessero finalmente i figli e le figlie di qualcuno, di una madre e di un padre come ce l'hanno loro e che si preoccupano di come stiamo e se abbiamo già cenato e se ci copriamo abbastanza quando usciamo e se guadagnamo abbastanza...

Se al posto di LGBTQI si parlasse solo di figli e di persone, forse, qualche transessuale in più troverebbe un lavoro "pulito" piuttosto che prostituzione e droga.
E la morte.

Perchè accorgersi che siamo tutti uguali di fronte alla morte e piangere lacrime di coccodrillo, non serve a niente: ce ne si può accorgere ben prima.

R.I.P.

venerdì 6 novembre 2009

Who's on the throne?


Sono uscito con ragazzo. E' castano, cogli occhi azzurri e un po' tristi, 30 anni, laurea alla Bocconi, si occupa di fare fusioni tra le società (o 'ste robe qui, insomma) . Simpatico, gentile, premuroso. Carino. Intelligente, anche. Ricco non lo so, però sicuramente non uno spiantato. Ah, questo no, ecco. Ma come lo chiamo? Uhm... TheGentleMan. Sì, gli si addice.
Ci vediamo due volte. La prima, andiamo a mangiarci una pizza in Porta Venezia e poi a bere qualcosa al Mono. Ovviamente, io esagero con l'alcol e mi metto a mandare all'impazzata messaggi deliranti a gente a caso. Comunque, serata piacevole conclusa senza contatti. Proprio come etichetta comanderebbe. Ma sì sa che a me le etichette fanno schifo.
La volta dopo viene a trovarmi lui in questa ridente città. Ci facciamo un giretto. Chiamalo "giretto": siamo rimasti fuori dalle 4 del pomeriggio fino a mezzanotte. Dopo aver chiacchierato del più e del meno, dopo aver notato che fuma come un turco, dopo aver discusso della sua insana passione per la musica house, dopo aver parlato ancora del meno e del più... mi arriva un messaggio di OcchiVerdeDollaro. In realtà, gliene avevo mandato prima uno io, prima di incontrare TheGentleMan. Gli chiedevo se, per caso, io, lui e TheGentleMan volessimo cenare assieme.

No. Non ci credo. Esco con un ragazzo. Esco per conoscerlo. Esco per chissà. E cosa mi viene in mente? Mi viene in mente di chiamare OVD. Ehehe. No vabbè, dai. Rido per non piangere. Ma perchè, PERCHE' sono così masochista? Cosa ho fatto di male per dovermi autopunire in questo modo barbaro? O forse... ho semplicemente paura? Forse sto solo tentando di convincermi che sì, OVD non mi vuole o forse mi vuole ma non lo sa e allora pazienza io sono troppo timido per dirglielo quindi posso benissimo uscire con un altro ragazzo; sto solo tentando di convincermi che sì, come OVD ce ne sono tanti altri e mi basta solo trovarne un altro di questi tanti altri; sto solo tentando di convincermi che OVD non è quel ragazzo meraviglioso che io conosco ma devo ancora trovarlo quindi evviva usciamo con tante altre persone. Sto solo cercando di convincermi di qualcosa che possa difendermi dalla verità. E la verità è che, come OVD, non c'è nessun altro. Ed è per questo, soltanto per questo, che io continuo a chiamarlo. Pure quando esco con un altro ragazzo.

Comunque, OVD mi risponde che va bene, ci vediamo tra un po' insieme anche a DormiSvegliaProfessionale e al suo nuovo ragazzo. Andiamo al sushi. Si mangia, si ride.
Io, quella sera, sono davvero brillante. Sono un po' l'anima della festa, diciamo. E tra me e OVD c'era un bella intesa, tra battute, stuzzicamenti e spiritosaggini varie.
TheGentleMan mi tiene gli occhi addosso tutta la sera, dopodichè lasciamo OVD, DPS e il suo nuovo ragazzo e andiamo verso la macchina. Mi dà un passaggio a casa. Ci lasciamo. Niente bacio.

Bene, era proprio quello che volevo. Per due motivi. 1) Vorrei, per una volta tanto, frequentare un ragazzo davvero a posto e, solo DOPO che ho appurato che sia davvero a posto, baciarlo. E per appurarlo mi servono più di due uscite. Mi dispiace ma non sono la Jessica Fletcher. 2) Non è quel tipo di ragazzo che mi ispira baci fin dalla prima volta che lo vedi. Io sono più per il tipo mediterraneo mentre lui è sul tipo inglesino freddino. In realtà c'è anche la motivazione numero 3: OVD.

Il problema arriva subito appena varco la soglia di casa. Mi arriva un suo sms. Mi dice che gli piaccio e anche parecchio.

Ecco. Mai una benedetta volta che le cose succedano quando devono succedere. Proprio ora in cui mi ero risolto alla filosofia del "O sto con OVD oppure mi faccio sono delle grandissime e divertentissime scopate (che, per inciso, neanche mi faccio)", mi viene detto da qualcuno (che ovviamente non è OVD) che gli piaccio e pure tanto. E che la prossima volta che ci vediamo non si accontenterà di una passeggiatina. E se c'è una cosa che non voglio fare, se c'è una cosa che odio, è illudere una persona.

Non rispondo subito al suo messaggio. In quel periodo avevo un esame quindi mi concentro più sullo studio. Liberatomi dal fardello universitario, gli rispondo che ci dovremmo continuare a vedere e vedere un po' come va, con calma. La sua risposta fu che concordava.
Bene. Una persona ragionevole.

Ecco, pure un'altra qualità. E' anche ragionevole. Almeno, se avesse sclerato, se mi avesse detto che sono uno stronzo, una piccola puttanella che prima te la fa annusare e poi te la nega, avrei avuto la scusa per dichiararlo ufficialmente morto. E invece no. E' pure comprensivo. Gentile. Oh ma insomma: che dico. Basta incensarlo: neanche lo conosco! E poi a che serve riempirlo di lodi e non fargli capire che mi piace (se mi piace, ovvio, perchè non l'ho capito neanche io, ma forse neanche lo so se mi piace!). Devo fare come ho detto: continuare a frequentarlo e vedere come va.

Quel che non mi spiego è perchè lui mi attiri meno di OVD.
Insomma, OVD è sempre nervosetto, incasinato, con la testa ancora piena dei suoi ex amanti e in particolare di uno, è cocciuto, alle volte anche poco serio, alle volte stronzo...
TheGentleMan è il contrario di OVD.
E perchè la vittoria va a OVD?
E perchè non lo dico a TheGentleMan? Io continuo a frequentarlo ma... ha una speranza? O forse continuo a frequentarlo perchè quello che vuole sperare sono io e, per la precisione, voglio sperare (vanamente ma, si sa, la speranza è l'ultima a morire) di trovare qualcuno che spodesti OVD dal trono?
Ieri sera, sono uscito di nuovo con OVD. E' stato molto divertente. Più delle altre volte, non so perchè. Siamo andati a casa sua, ci siamo messi a ridere un po' sulle interviste barbariche della Bignardi e sulla Marcuzzi. Siamo stati bene. Non so cosa ma c'era qualcosa di diverso tra noi e lui era più dolce del solito con me.
Siamo sicuri che io voglia davvero trovare qualcuno migliore di OVD?
Siamo sicuri che esista qualcuno migliore di OVD?
E siamo sicuri che cercare qualcun altro oltre OVD non mi si ritorca contro?

Ecco, il problema, il nocciolo della questione, sta tutto qui: quando si è combattuti tra due persone, quando si è combattuti tra due ragazzi, quando si è combattuti tra due principi (TheGentleMan, vestito di leggeri abiti bianchi, in groppa a un lucente unicorno alato e OVD, con addosso degli spettrali stracci neri e cavalcante uno zannuto drago sputafiamme [Ok, STO DELIRANDO, n.d.BimboSottaceto]) siamo sicuri che nel combattimento ci sia sempre qualcuno che vince? Non è forse più probabile che, invece, ci sia solo qualcuno che perde ma che, questo qualcuno, inaspettatamente, sia IO? Non è che rischio di ritrovarmi con un pugno di mosche? Nè TheGentleMan, nè OVD, nè Apoll, nè Avvoltoio vicino a me ma solo un lungo monito che recita "Avresti potuto, avresti dovuto"? Insomma: una guerra dove la probabilità di non arrivare alla fine è alta. Due... ma che dico due... una marea di principi in cui gettare il tuo amo, rischiando di tirare la lenza senza nessun regalino d'accompagnamento. E il modo per togliere questo rischio è: un minimo di coraggio. Già, ma quando è il momento giusto per usarlo? Eh... questa sì che è la vera domanda.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)