venerdì 17 dicembre 2010

Presepe o Presepio?



Come on, rude boy, can you give enough?
Come on, rude boy, is your big enough?







Natale si avvicina. La neve imbianca i nostri sogni. Io dico cazzate.
Ma ciò che è incrollabile è che faremo ancora una volta un bel presepe (o presepio?). Un qualcosa di scomodo e molto meno bello dell'albero di natale.
E allora perchè non rendere più bello il presepe (o presepio?) facendolo con i personaggioni dello sciòubisnes?
E, già che ci siamo, facciamolo pure comodo: niente statuette ingombranti, niente Madonnine con le tette sbilenche o San Giuseppi con il mento di Martina Stavolo. Niente Gesù Bambini che a 20 giorni di età hanno più capelli di Bob Marley, niente pastorelli che sono più grandi della capanna e niente pecore che potrebbero sbranare un tirannosauro. Niente Re Magi che cercano ancora la stella cometa quando a momenti sbattono la faccia sull'asinello e il bue. Facciamolo qui, 'sto presepe (o presepio?).
In rete.
E la mia statuetta bella bellissima quale sarà? Il cammello dei Re Magi! Anzi: la cammella, visto che è magistralmente interpretata da Nostra Signora del Trucidume... la presepicissima Rihanna! :)
Partecipate anche voi, se volete, cliccando qui; l'iniziativa è di Kblog.it ;)
Non si vince niente eh. Però fa allegria ;)

Merry Christmas ;)

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

lunedì 6 dicembre 2010

Beetween the beginning and the end




What you find-ah
What you feel now
What you know-ah
To be real!!!





Un mese senza postare. Ma con un perchè.
Allora, il mio non è un blog "chiuso" né tanto meno un blog che "si sta spegnendo".
Il mio è un blog "serio" dove, per "serio", non si intende un blog che parla solo di crisi economiche e diritti degli omosessuali (cose di cui, infatti, non si parla proprio) ma un blog in cui si scrive quando si ha qualcosa da dire.
Se non ho niente da dire, non scrivo.
Non mi chiamo Rihanna: non faccio video a raffica nonché a cazzo per ogni singola canzonetta trucida che canto. Di conseguenza, non faccio post ogni giorno della mia vita.

Innanzitutto, questo è stato un mese molto denso. Sono successe tante cose. A dire il vero, niente è successo veramente però tante cose sono successe mentalmente. Se la mia vita di azioni è stata un vero piattume, la mia vita mentale è stata un florilegio, un ribollire, un avvinghiarsi scivoloso e fertile di arrabbiature e di felicità, di scoperte e di riconferme, di fallimenti e di successi, di delusioni e di belle sorprese.

Io non sono pronto per una storia. E manco la voglio. Quindi finiamola con 'sta menata del "Oh, chissà se TheGentleMan mi ama o no". Perchè, almeno per il momento, non me ne frega niente. Guardiamo in faccia la realtà: ho passato l'ultima settimana a scopare come un riccio con un baritono 26enne, modenese, tanto carino e sexy, capelli castani e occhi verdi, che si trovava qui per lavoro. Mi ha rivoltato come un calzino, mi ha addirittura fatto provare (vanamente) le giuoie (ma quali?!?!?) di fare l'attivo. Ebbene: ho provato il benchè minimo rimorso? Mi sono messo a pensare "Chissà cosa penserebbe TheGentleMan di me"? Ritengo che sia stato un errore? La risposta a tutte le domande è un fantastico, chiarissimo e sonoro NO. A me, va bene così in questo modo.
E perchè? Perchè sono ancora troppo immaturo, sentimentalmente parlando: quando il baritono ha finito la sua settimana lavorativa e se ne è andato, io ci sono rimasto "male". E metto il termine "male" tra virgolette perchè è quel "male" che in realtà è un magone, un desiderio, una lacrimuccia troppo stupida per piangerla davvero... insomma, era una vera cottarella adolescenziale. Ero dispiaciuto. Volevo sbaciucchiarlo ancora. Ero invaghito. Ero una quindicenne alla sua prima storiella. Storiella già dimenticata dopo due giorni.

E uno così, un ragazzo ancora così adolescente nei suoi sentimenti, incapace di trattenersi, incapace di non darsi del tutto, incapace di non darsi a chi non val la pena darsi e incapace di darsi a chi val la pena darsi, può avere una storia? Non dico "può meritarsi di avere una storia" perchè ovviamente io mi merito di avere una storia ma... è questo il momento giusto? Non è meglio aspettare? Se ho la crescita sentimentale ritardata, è colpa mia? Se ho ancora bisogno del pediatra, cosa ci posso fare? E se essere così non mi crea fastidio, come posso far finta che me ne dia? Se davvero me ne desse, avrei già cambiato: bambino, adolescente... tutto quello che vuoi... ma non sadomasochista. Avrei già cambiato.
Insomma, sono una puttana. Uno sciocchino. Ma, come disse il compianto John Candy nel fantastico 'Io e zio Buck' ,"Io non vorrei mai una nipote 12enne che non sia anche un po' stupidina". E' vero, non ho più 12 anni... ma se i 40 anni sono i nuovi 20, allora forse i 25 anni sono i nuovi 12.

E poi, sarà necessario avere una storia ADESSO?
ADESSO. Vivo un momento della mia vita così pieno che avere una storia sarebbe un crimine nei miei stessi confronti. Un suicidio del mio futuro. Un omicidio delle mie potenzialità. Una strage dei miei domani.
La tesi sta andando avanti, ho iniziato a frequentare un ambulatorio all'allegro nosocomio di questa ridente cittadina universitaria alle porte di Milano e la dottoressa che lo manda avanti mi ha detto che possiamo trovare, in un futuro recente, un caso interessante da poter pubblicare a mio nome sul bollettino medico. Sto progettando, sto agendo, sto studiando, sto imparando, sto camminando. E' il caso che mi infili dentro una storia amorosa? Le storie amorose: costano soldi, costano fatica, sono assolutizzanti. Le amicizie con privilegi aggiunti: sono economiche, hanno orari flessibili, sono amanti della buona compagnia. E' il caso che mi impelaghi in un qualcosa di cui non mi sento proprio convinto? E' il caso di tramutare qualcosa che non mi reca noia così come è e che, anzi, mi piace così come è?
Ecco, diciamo che, da adulti/anziani, una storia amorosa è sicuramente un buon investimento, se ci sono le condizioni giuste che la contornano e se la persona che hai scelto è ok. Le amicizie con privilegi aggiunti, in giovane età, invece, sono da preferire alle precedenti: ti lasciano libero di crescere e, quando sarai abbastanza cresciuto, un giorno, ti libererai anche di loro, se lo vorrai, per mantenere una storia stabile con qualcuno. Se lo vorrai. Quando sarai sufficientemente cresciuto. Se e quando.

Fate crescere questo 12enne stupidino.

E poi tra poco c'è il concerto di Lady Gaga. E a me le grandi popstar portano sfiga, in amore: dopo il concerto di Madonna, sono diventato single. Quindi mi sembra sciocco e controproducente fidanzarsi poco prima del concerto di Lady Gaga.

Vabbè si è capito che non mi voglio proprio impegnare. Le sto trovando tutte. E le ho trovate, eh.

Un mese senza postare. Ma c'è un perchè.
Lo stesso perchè che mi porta a chiedermi il perchè volere una storia. E sopratutto perchè volerla a tutti i costi.
Non posto da un mese perchè ci sono delle priorità e, a volte, nuove priorità scavalcano le vecchie.
Volere una storia: paura di rimanere soli? Paura di non divertirsi? Paura di rimanere soli? Paura di non avere più niente? Paura di rimanere soli? Paura del futuro? Paura di rimanere soli?
Paura di morire?
Perchè, dietro ogni paura, non si nasconde forse la grande paura di morire?
Senza voler mescolare il Tavernello con lo champagne... anzi, no, mescoliamo pure: i rapporti sentimentali sono qualcosa di totalmente lontano dalla morte. Gli uni danno vita a noi stessi e pure agli altri, sono capaci anche di creare nuove vite, di farle crescere come di far crescere chi li vive. La morte invece no: non è un inizio, è invece una fine. Ma c'è qualcosa di male nel finire?
La morte, sempre vista come qualcosa di negativo. L'eterno, sempre visto come qualcosa di positivo.
E' qualcosa di positivo continuare a crescere, in eterno? Un cancro cresce di continuo.
Finire qualcosa che si è iniziato, concluderla, dargli una forma e una definizione, completarla e non farle mancare niente, invece, è qualcosa di così negativo? Il professore di matematica non ci metteva per caso 8 e mezzo quando riuscivamo a finire il nostro compito in classe?
L'assenza o la presenza di un rapporto sentimentale, di qualunque definizione esso sia, può richiamare la morte, in un modo o nell'altro. E non voglio fare un discorso fatalista, pessimista, cinico... anzi: è un discorso molto ottimista.
Spesso, chi inizia una storia si sente imprigionato in una gabbia dopo la prima settimana; spesso, chi non ne possiede una, si sente imprigionato in una sorta di labirinto, tortuoso e buio, in cui non incontra mai nessuno, mentre da oltre le mura sente le voci di possibili partner perfetti che però non riesce a raggiungere poichè l'uscita è ancora invisibile.
I sentimenti fanno paura, perchè la loro assenza o la loro presenza viene percepita come la fine di qualcosa. E la fine di tutto è la morte.
Ma ripeto, ha senso aver paura della morte? Ha senso non voler dare una ultima e definitiva forma alla tua esistenza, anche se dovrai abbandonarla subito dopo?

Comprare un paio di scarpe a Manhattan, andare a fare il chirurgo in una missione umanitaria in Africa nera, cantare a squarciagola al concerto meneghino di Lady Gaga, dire ai tuoi genitori piangendo/ridendo l'impronunciabile frase "sono gay", imbellettarsi e liftarsi tutte le rughe che riesci a trovarti, andare fieri delle proprie cicatrici, vivere nel lusso, vivere nella modestia, essere felici così come si è, essere sempre alla ricerca di qualcosa d'altro da quello che si ha, vivere, morire, alti & bassi, bassi & alti...

Un inizio e una fine c'è sempre, in tutte le cose, compresa la vita. E' inutile cercare di rimandare la fine, è inutile cercare di programmare l'inizio, è inutile lagnarsi di non essere nati in tempo per vivere appieno gli anni '80 o di non poter vivere a sufficienza per poter vedere chi sarà il nuovo fenomeno pop mondiale.
L'inizio e la fine sono cose certe: è ciò che sta in mezzo che è ancora da scrivere.
L'inizio è la nascita, la fine è la morte, in mezzo ci siamo noi. In medio stat virtus, in medio stat vita: non si può vivere avendo paura di finire di vivere; non avrò paura della fine, se la fine sarà la mia fortemente voluta, bellissima, fantastica, ultima pennellata.


K.I.S.S.ISSIMI (Keep It Simple, Stupidissimi)

martedì 19 ottobre 2010

The whistle




Suddenly I stop
but i know it's too late
I'm lost in a forest
all alone
The girl was never there
it's always the same
I'm running towards nothing
again and again and again





Via Montenapoleone.
Esterno del negozio di Armani.
Accompagno TheGentleMan a fare acquisti. Prima di entrare, si fuma una sigaretta.
Mentre chiacchieriamo amabilmente del fatto che non riuscirà mai a trovare questa benedetta giacca perchè la sua taglia non c'è mai, mentre si profonde in voluttuose volùte di fumo, espirate con dolcezza, si avvicina un simpatico nonchè altissimo vucumprà che tenta (con successo) di venderci uno di quei carinissimi elefantini di legno da mettere rivolti verso la finestra, in modo da scacciare gli spiriti maligni (e, così, va a finire che ho diecimila elefantini e quattro finestre).

Vucumprà [a me]: Accidenti come sei basso! Fatti dare qualche centimetro dal tuo amico!
IoPensante: COOOOOOOOOOOSA?????????????
IoParlante: Ehm... ehehehhe... già...
Vucumprà: Comprate! Comprate! Guardate che carini! Trallalero trallallà!
Io&TheGentleMan: Compriamo! Compriamo! Trallallero trallallà!
Vucumprà [a TheGentleMan]: Allora, amico... sei innamorato?
TheGentleMan: Uhm... mah... una specie... no, dai, diciamo di no.
Io:  
Vucumprà: Ma hai trovato qualcuno di giusto da frequentare?
TheGentleMan [SENZAPENSARCIUNATTIMOULTRASICURORAPIDISSIMO]: No.
Io:
IoDueSecondiDopoDisillusionModeOn:

Allora è successo. Ciò che temevo veramente, alla fine. Ho aspettato troppo e lui si è dimenticato anche che io, magari, possa avere dei sentimenti e possa non farmi piacere sentire certe cose.
Ma, in realtà, la colpa vera è solo mia: la mia colpa è quella di essermi illuso. Io ho voluto una non-relazione, io ho dimenticato di chiamarla col suo vero nome cioè scopamicizia, io mi son fatto coinvolgere più del dovuto, io ho giocato a darlo un po' in giro come faceva lui ma pensando sempre che io sia nel cassetto più profondo del suo cuore, io ho pensato che potevo lasciarlo quando volevo ma non il contrario, io ho visto il suo profilo su un sito-pollaio e mi sono detto che "va bene così", io mi sono lasciato cullare in questo limbo dei sentimenti, io ho creduto di riuscire a gestire un turbinio di giochi emozionali a cui forse voglio giocare o forse no o forse voglio solo fare una demo prima di decidere.
Io ho lasciato che il treno passasse e se ne andasse. E mi sembra di sentire ancora il suo fischio, in lontananza, mentre lo guardo allontanarsi, dal binario...


Oh beh, perfetto. Non ci lasciamo scoraggiare, nevvero? Del resto, che diavolo vuoi che sia successo? Infatti, lo sapevo già che poteva succedere, non sono mica sorpreso.
Andiamo, sia io che TheGentleMan siamo persone adulte, abbiamo deciso di fare gli scopamici e va bene così. Quando ci stancheremo, ci stancheremo. Poi, il fatto che anche il sesso stia un po' calando sia qualitativamente che quantitativamente che orgasmicamente, è un fatto naturale, no? Non possiamo mica sempre fare i criceti come nelle prime settimane, giusto? Dopo un po' è naturale che subentrino le prime stanchezze, i primi stagnamenti, i nuovi scopamici suoi, i nuovi scopamici miei, la dipartita dei nuovi scopamici miei e il ritorno dei nuovi scopamici suoi con annessi nuovi nuovi nuovissimi scopamici suoi.

Eh no: non è perfetto proprio un cazzo.


Reagiamo: iscriviamoci anche noi al sito-pollaio. Dunque... un nick accattivante, nerdianamente cazzeggione... fatto. Una frase di intestazione che sia una citazione di un gran bel film... fatto. Un testo accattivante, simpatico e che indichi che sono una persona divertente ma mica un idiota... fatto. Tre foto perchè tre è il numero perfetto... fatto.
Oh, Zeus! Ma quanti messaggi! Oh tutti ragazzi molto carini... Ehi aspetta un attimo ma questo abita al quarto piano! AHAHHAHAHA! Mitico! Ok ok, prendete il numeretto, mettetevi in fila e datemi il vostro msn: sono tornato in pista.
Passano i giorni ma non incontro nessuno. Del resto, il divertimento non sempre è accompagnato dall'interesse. Insomma, anche il ping pong è divertente ma non è che ci voglio giocare per 12 ore al giorno tutti i giorni tutti i mesi tutti gli anni in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
Però qualcosa da fare la devo trovare. Non posso non trovarla, insomma. Sono stato appena preso a pugnalate sentimentali in pieno attacco frontale, insomma.
Che poi vai a saperlo se quello che ho dentro sono sentimenti, sono simpatie, sono illusioni, sono prendimi-e-scopami o vattelappesca cosa altro sono.
Io so solo che devo reagire, perchè c'è una fila di ragazzi, fuori dalla mia porta. Perchè anche se non sono un adone, io valgo. E valgo molto più di qualsiasi Kate Moss che mi fa la fatalona con occhi da porca nella pubblicità del Pantene alla pro-vitamina V (che, tra parentesi, non esiste la vitamina V, figuriamoci la pro-vitamina V).
In realtà c'è una persona che da tempo vorrei incontrare. Un ragazzo che sa che ho questa specie di non-relazione alias scopamicizia con TheGentleMan: è PsychoBoy.
Lo messaggio. Mi messaggia.
Dopo qualche ora, sono da lui, in quella mecca dei divertimenti, in quel pozzo dove affoghi i tuoi dispiaceri, in quel calderone di colori e di buio che è Milano.
Intendiamoci: so già benissimo che lui mi vorrebbe zum-zummare. Ma non perchè me lo immagino: perchè me l'ha proprio detto.
Però è diverso dagli altri zum-zummatori... innanzitutto è mio coetaneo (mille punti), è istruttore di nuoto (un milione di punti), non vuole che sia sesso e fuga in re minore (un miliardo di punti).
Ci vediamo, facciamo l'aperitivo, parliamo, lui è carinissimo, sia fisicamente che di carattere. E non è smielato ma molto divertente (jackpot!).
E mi racconta delle cose di sé: quando sento queste cose tristi, queste storie di adozioni e di genitori adottivi che ti sbattono fuori quando scoprono che sei gay, quando sento che ti mantieni agli studi da solo, quando vedo che comunque non perdi la capacità di essere brillante e di ridere... mi guardo indietro, rivedo la mia vita tutta pavimentata dagli sforzi dei miei genitori, rivedo le mie molteplici fortune, rivedo tutte le volte in cui mi sono lamentato per delle stronzate e mi viene voglia di prendere PsychoBoy ed abbracciarlo, mentre il cuore mi diventa piccolo piccolo.
Di fronte a un kebabbaro, in una via della zona di Porta Venezia,ci beviamo una birra e mi chiede perchè non chiarisco le cose con TheGentleMan, perchè pensa che io mi meriti di avere una situazione più chiara. Gli dico che non lo so perchè non lo faccio; gli dico che io, in realtà, ancora non l'ho capito cosa voglio.
Lui mi dice che io voglio solo delle risposte ma ho paura di averle perchè in realtà so già quali possano essere.
E mi dice che lui può scopare con me una, due, tre, cinquecentomila volte... ma, prima o poi, si stancherà di fare il secondo.
Mi riaccompagna in stazione. Mi stringe forte.
Salgo sul treno, mi siedo. Lo vedo mentre viene inghiottito dal marmo della Stazione Centrale di Milano, mentre il treno si muove e viene a sua volta inghiottito da una notte fredda e piena di stelle.
Mi arriva un suo sms: sono più carino dal vivo che in foto.

Ha ragione: voglio una risposta ma ho paura di averla. E, forse, ho paura che TheGentleMan mi dica di sì.
E' difficile ammettere che si sta cercando altro da quello che già si ha.
E' molto più facile trincerarsi nell'insicurezza, in un caleidoscopico stato di confusione, in giustificazioni di infermità emotiva per cui non sai se sei pronto o meno per qualcosa, che sia una storia o altro.
E' difficile non farsi colpire da PsychoBoy.
Sono sul treno, guardo fuori dal finestrino, vedo le volte della Centrale che scorrono via come acqua, i palazzi illuminati che mi guardano coi loro mille occhi, la periferia della metropoli che cena o guarda la televisione, la campagna padana che sonnecchia...
Eppure, mi sembra di averlo perso, il treno. Eppure, mi sembra di essere ancora sul binario, mentre nelle mie orecchie riecheggia il fischio di quel treno che non sono stato capace di prendere...


Passa una settimana.
Nel weekend, TheGentleMan non può vedermi: ha impegni con una sua amica. Non so perchè, ma me l'aspettavo.
Intanto messaggio un po' con PsychoBoy: è così simpatico! Ahahahahah! Non vedo l'ora di rivederlo! Dunque, non gli chiedo di rivederci questo weekend perchè sono già reduce della festa di laurea dei laureati ad Ottobre e quindi mi dovrei presentare da lui in condizioni di merda, senza considerare che devo finire il lavoro per la tesi. Gli chiederò di vederci in un giorno intrasettimanale.
Ecco, sì. In un giorno intrasettimanale.
Ora è il lunedì notte della settimana dopo. La prima puntata del Grande Fratello è finita da un po' e l'ho trovata noiosissima.
Tarataratatà. Mi è arrivato un messaggino. E mi sveglia pure. Perchè sono così idiota da non spegnere il cellulare di notte? Non lo so: dono di natura. Del resto ho tanti doni di natura e ci sono tante cose che non so.
Leggo il messaggio: è PsychoBoy. Mi scrive che questa notte ha raschiato il fondo e che vuole tagliare i ponti con chi non è riuscito a lasciare il segno. Mi scrive che mi manda un bacio e che, a suo modo, mi ha voluto bene. Gli rispondo "Che cavolo stai dicendo?" mentre avrei voluto scrivergli "Non hai lasciato il segno? Sei così cieco oppure sono io così bravo a recitare?".
Gli chiedo cosa ha fatto ma non me lo dice. Mi dice che non ci può essere niente che ci legherebbe: sto in un'altra città, sto impicciato con una relazione. Mi dice che, l'altra sera, ho dimostrato definitivamente che TheGentleMan occupa un posto che lui non potrà mai occupare.
Gli rispondo che, l'altra sera, ho avuto paura non dei miei sentimenti verso TheGentleMan quanto di quelli di TheGentleMan verso di me; ho avuto paura di confondere il volere l'amore con l'innamorarsi; ho avuto paura di essere una di quelle bambine che, da grandi, vogliono sposare un principe per partito preso, costi quel che costi.
Gli dico che io non ho una relazione con nessuno, che voglio rivederlo, rivederlo, rivederlo.
Non mi ha più risposto.
Ma, forse, sono solo confuso...

Ed ecco che mi coglie un deja-vù: sono in una stazione totalmente vuota, piccola, con solo un binario. Non capisco se sia l'alba o il tramonto ma il cielo è tinto di rosso. Io sto alla fine della banchina e guardo il binario: c'è un treno che si allontana. E fischia...

lunedì 4 ottobre 2010

In my heart



I want to be the star tonight
And complain about fame in a story I sell to the news
I want to be the star tonight
Want to make the front page as I pose for the boys in the nude





L'altra sera, mentre stavo con TheGentleMan, mi è sembrato che qualcosa non andasse nel verso giusto.
Vuoi il fatto che gli ho fatto un regalo per il compleanno che a malapena ha guardato, vuoi che gli ho trovato nel suo iPhone una marea di foto di bonazzi con le grazie al vento e tante chattate fatte su quel cavolo di Grindr, vuoi che quando ho interrotto il nostro amplesso perchè avevo un eccessivo discomfort addominale dovuto a quel sushi di pessima qualità (e dovuto al pensiero che non è stato carino con me e magari lo è con qualcun altro)... vuoi quel che vuoi ma, insomma, quella serata/nottata è stata un po' giù di tono: un film al cinema (e io al cinema non ci volevo neanche andare), una mangiatina scadente (e possibile che tutti i ristoranti in quel cinema facciano schifo?) e una scopatina abortita.
Insomma; inutile girarci intorno: se non c'è il sesso, non c'è neanche la coppia.

Ma possibile che ruoti tutto intorno a questo? Oggi che il mondo è permeato dal sesso, oggi che il sesso lo si respira quando si esce a comprare il giornale, quando si va a scuola e quando si guarda il tg delle 20:00, il sesso è davvero tutto quello che rimane? Anche all'interno di una coppia (oh vabbè, io non sono in coppia ma in non-coppia... però è uguale, no?), il sesso è talmente importante tanto che, se manca, saltano le molecole? Non dovrebbe essere la ciliegina sulla torta? Non dovrebbe essere qualcosa che, anche se manca, abbiamo tanta panna da magiare (metafora....)?
E, posto anche che manchi, c'è davvero bisogno di andare a ricercarlo da un'altra parte? E allora, la coppia? Che senso ha la coppia se si ricerca qualcos'altro all'infuori? Non è forse meglio non stare nè in coppia, nè in non-coppia?
Il sesso: panacea di tutti i mali? Anima delle cose? Giochetto godurioso e infantile di qualche ora da adulti?
Il sesso: salvezza della coppia o inizio di tutti i problemi?
Il sesso: più cerchi di scoprirlo, più avrai da scoprirlo.

Sessione di lauree di Settembre.

Ci risiamo: sono contento per i miei amici ma vorrei soltanto saltare il tempo e ritrovarmi a Novembre. E invece no: devo andare alle loro lauree e alle loro feste. E sono contento per loro anche di fronte a loro ma, anche di fronte a loro, penso solo a quanto sia bello starsene in camera propria di fronte al pc ad aggiornare il blog o di fronte alla propria tv a guardare la C'hoddubbocce D'urso che fa la faccia da tragedia in diretta. Perchè? Non so perchè sia capitato a me. So solo che, quando toccherà a me, tutto sarà a così alta Deviazione Standard emotiva che laurearmi potrebbe essere l'ultima cosa che riuscirò a fare.

Ma il mio vicino di casa dolcissimo?
E' la seconda volta che pensa bene di cercare di sfondarmi la porta a pugni alle 3 di notte, facendomi prendere un infarto e facendomi pregare di essermi ricordato di chiuderla prima di andare a dormire.
La mattina dopo la seconda volta che ha tentato di sfondarmela, ritorna a prendermela a pugni però, non so come mai, si ricorda a un certo punto che siamo nel 2010 e inizia a suonare il campanello (giustamente: di giorno è una porta, di notte è un sacco da boxe). Apro e mi ritrovo questo sfigato strabico basso coi capelli che andavano totalmente per i cazzi loro. Mi chiede se posso evitare di fare casino durante la notte. Eh, certo. Perchè fare casino di notte è lo scopo della mia vita. Non faccio che quello. Gli dico che non sono io ma lui è decisamente sicuro: sono proprio io, del resto io sono l'unica persona che abita sopra di lui. Gli faccio notare che abito da solo e non accendo lo stereo dopo le dieci di sera, quindi non so come possa aver fatto casino talmente tanto da svegliarlo. Lui mi dice che faccio tantissimo casino quando cammino. Gli faccio notare che non peso due quintali e che in casa mia cammino quanto mi pare visto che, appunto, è casa mia e non ho voglia di imparare a levitare. Dice anche che ho abbassato le serrande alle 3 di notte, una volta, svegliandolo. Cazzo. Questo è vero. L'ho fatto. Mi scuso e gli dico che non lo farò mai più ma, per gli altri rumori, non ci posso fare niente. Aggiungo anche di non farmi infartare un'altra volta venendo a sbatacchiare le sue manine sulla mia porta e lui mi risponde "Porca puttana, ma se venivi ad aprirmi, io smettevo!". No, ma la dolcezza? Questo esserino very bruttino pensava che io, persona sana di mente, aprissi a uno sconosciuto alle 3 di notte che cerca di richiamare la mia attenzione con dei bumbumbumbum molto potenti sulla porta di casa mia? E non gli è venuto in mente che, invece, quelli sono comportamenti che mi avrebbero fatto barricare in casa? E mi ha pure informato che, dal casino che facevo, se avesse avuto a portata di mano un fucile, mi avrebbe sparato. No, dai, vabbè: zucchero.

Ma non mi porta niente dello zucchero e delle pallottole.
So solo che quella notte c'era la festa di laurea dei miei colleghi che si laureavano a Settembre.
So solo che sono andato e che la discoteca era piena di noi, dottori e futuri dottori, vivi come non mai.
So solo che non mi sono potuto laureare ma quella festa l'ho comunque sentita mia, mia più che mai.
Perchè se non ero tra il gruppo dei laureati, quella sera, è stato solo per un caso.
Perchè anche io, in realtà, avevo una corona d'alloro sulla testa.
So solo che quella notte, nonostante non mi sia ubriacato, ho ballato più scatenato di tutte le altre volte. La musica scorreva nelle mie vene e non mi lasciava fermo neanche un secondo, in mezzo a quella folla di ballerini e ballerine con il tasca il fonendo e il laccio emostatico.
E mi dispiace per i venditori di alcolici ma, quella notte, ho capito che per ubriacarsi veramente serve essere totalmente sobri.
Perchè quella notte, in cuor mio, mi sono laureato anche io.


K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

giovedì 16 settembre 2010

Things to do





Where are my keys?
I lost my phone...
I can't remember but it's all right,
Just dance!







No, ma succede sempre così eh. Vuoi scrivere un bel post, di quelli belli corposi, lunghilunghilunghi... e poi ci passano le settimane e non ti ricordi più niente di quello che volevi scrivere.
Vabbè, pace, cerchiamo di ricostruire un po' i pezzi.
Iniziamo con le cose piacevoli.
Mi manca solo un esame per essere a quota zero. PEPPEPEPEEEEEEEEEEE' PEPEPEPEPEPEPEPEEEEEE PARAPARAZUMPAPPA ZUMPAPPA ZUMPAPPA GONGGGGGGGGGGGG!!!
Eh già. Ho dato Emergenze, sono andato lì con poca voglia, una gran tonsillite e un febbrone da cavallo tenuto sotto controllo solo grazie a massicce dosi di Tachipirina... e sono tornato con un 28. Ora mi manca Clinica Medica e poi... au revoir esamiiiiii non mi avete mica scassato la minchia in questi ultimi sei anni, vero??? Nooooooooo figuriamoci!!! E chi vi ha sentiti!!! E che fastidio mi avete dato!!! Eravate tutti così leggeri!!! Delle piumette! Uno più facile dell'altro!!!
Ma vaffy va'!

Poi sono tornato da TroyMcNamara per fargli vedere il lavoro che ho ri-fatto per la tesi. La prima volta mi aveva detto che non avevo fatto un cazzo (sic) e che se sgarravo ancora mi toglieva la tesi. Stavolta gli ho portato un super lavoro di 22 pagine, una sintesi-analisi di 152 articoli. Ma mica mi sento sicuro.
Arrivo all'allegro nosocomio color bianco e blu acqua marina.
Prendo l'ascensore.
DING: primo piano.
Penso "cazzo, questo mi toglie la tesi...".
DING: secondo piano. Scendo.
Mi siedo sulle poltroncine di fronte al suo studio. Non c'è ancora.
Penso "cazzo, ho fatto un lavoro di merda... son sicuro che mi trova dieci errori per pagina... e ora come lo dico a mamma e papà che non ho più una tesi? Quelli si sparano...".
Arriva qualcuno: è la moglie. Essere inutile all'economia della mia tesi.
Continuo a pensare: "Bene, tuteliamoci. Dubito che per legge sia concesso dare tesi e poi levarle, no? Ecco, allora, dato che ciò sta per succedere, incastriamo questo farabutto. Accendiamo il lettore mp3 in modalità recording, così posso dimostrare che è stato compiuto un illecito... e OcchiVerdeDollaro mi aiuterà, dall'alto della sua scienza giuridica, nelle aule di tribunale. Io, piccolo uomo, vincerò le ingiustizie!"
Arriva. Si scusa per il ritardo.
Gli chiedo se ha ricevuto il lavoro che gli ho inviato per mail. Mi dice di sì. Gli chiedo "E...ehm... come andava?".
Mi risponde "Molto bene".
Ha detto che andava molto bene.
La tesi è ancora nelle mie mani.
Fuck yeah!!!

Domenica sera è domenica sera. E, se sei un amante del trash, se sei gay, se abiti a Milano o dintorni, se non hai situazioni sentimentali in corso o, come il sottoscritto, ce le hai ma non le hai ancora chiarite, la domenica sera si va al Borgo.
Il gruppetto delle meraviglie: io, BiondazzoDeiMonti, '90Boy e Pasteurella. E la carrozza che ci porterà al castello è la mia.
Dopo aver recuperato anche altri due amici di BiondazzoDeiMonti, Pheeseeko e Sfilo, partiamo allegramente.
Arriviamo. Balliamo. Mi prendo un drink. Toh, ci sono anche Piercing's e AmericanTwink. Prendo un altro drink. Parlo ma non mi ricordo cosa dico.
Bacio qualcuno.
Mi perdo. Li cerco ma non li trovo. Ma poi chi cerco?
Mi siedo su un divanetto mentre la musica pompa.
Mi risveglio nel mio letto, ancora vestito, le scarpe da un lato, la bacinella del Mocio Vileda dall'altro lato. Il tappetino del cesso al posto del cuscino.
Mi frugo in tasca: niente cellulare, niente chiavi. Niente patente, niente bancomat.
Apro la serranda: la luce delle nove del mattino mi reillumina la mente. Devo aver fatto qualche cazzata ma non mi ricordo cosa. E la marea di ragazzi ballerini e porcosi ha lasciato il posto al vecchio e rassicurante panorama della cittadella universitaria alle porte di Milano.
Mi attacco a Facebook per recuperare i numeri di telefono di BiondazzoDeiMonti e Pastereulla. Li chiamo al volo.

[Tu tuuuuuuu Tu tuuuuuuu...]
Pastereulla: Pronto, tesoro?
Io: Pastereulla, che cazzo è successo ieri sera?
Pastereulla: AHAHAHAHAHAHA!!! BimboSottaceto, tu, ieri sera... eri fuori come una zucchina!!!
Io: Sì ma... tutte le mie cose? Dove sono?
Pastereulla: Le chiavi sono nella toppa del portoncino, patente e bancomat ce li ha BiondazzoDeiMonti... il telefonino l'hai perso. O te l'hanno fottuto. E i tuoi soldi... bastavano a malapena per pagare alla cassa tutto quello che ti sei bevuto!!! Ahahahahahahah!!!
Io: Ma ho bevuto solo due drink!
Pastereulla: Sì, due soli!!! Come no!!! AAHHAAHHAAH! E poi ne hai offerto pure uno a me!!!
Io: Va bene, chiamo BiondazzoDeiMonti! Baci!
Pastereulla: Baci, tesoro... e ripigliati!!!

[Tu tuuuuuuuuu Tu tuuuuuuuuuuu]

BiondazzoDeiMonti: Weiiiiiii!!!
Io: Ti giuro che mi dispiace
BiondazzoDeiMonti: AAHHAHAHAHAHAHAH!!!
Io: Non so come sia potuto accadere... solitamente me ne rendo conto quando sto per partire ma stavolta è stato tutto così improvviso...
BiondazzoDeiMonti: BimboSottaceto, ti assicuro che ieri mi stavi facendo piangere dal ridere... devo farti un bel resoconto dettagliato... Passa a casa mia così ti ridò bancomat e patente! A dopo!
Io: A dopo

Entro un attimo in msn.
Una marea di gente, tra cui Pheeseeko (che pensavo di aver conosciuto per la prima volta quella sera, mentre invece avevo il suo contatto msn da più o meno un secolo), mi contattano e tutti mi fanno la stessa identica domanda: "Ti ho visto ieri sera al Borgo... ora ti senti un po' meglio?". Per la serie: reputazione fottuta in un raggio di 100 km.

E comunque, il resoconto mi ha aiutato a ricordare qualcosa e a apprendere cose che avevo totalmente rimosso grazie all'alcool:
1) Ho limonato con AmericanTwink. Più che limonare, sembravo un Dissennatore che cercava di portare via l'anima di Harry Potter. E AmericanTwink, in questo caso, era Harry Potter.
2) Ho limonato con un sudamericano. Era brutto. Secondo me mi ha fottuto lui il cellulare. Ma ciò non è correlato al fatto che fosse brutto eh.
2bis) Ripensandoci, mentre mi ero perso e girovagavo per ritrovare gli altri, avevo il cellulare in mano per tentare di chiamarli ma ero già ubriaco e la presa era scarsa: forse mi è semplicemente scivolato.
3) Quando mi sono reso conto di aver perso il cellulare, ho gridato agli avventori del Borgo "Brutti stronzi, che vi venga a tutti la sifilide" e "Se chiama mia madre che fate? Le dite che sono frocio?"
4) Sono caduto un paio di volte (per quel che mi ricordo) e in una mi è caduta addosso Pastereulla.
5) Mentre ero semi-privo di sensi e di vita su un divanetto, un buttafuori si è avvicinato a me,

Buttafuori: Dovresti andare...
Io: Ma non ho più i miei amiciiiiiiiii.....
Buttafuori: Ma la serata è finita....
Io: Ma come faccioooooo......
Buttafuori: Ti accompagno... -.-'

E me ne vado verso l'uscita con codesto grazioso buttafuori manzetto che mi sostiene e mi fa la predica sul non bere troppo ché tanto ci si diverte lo stesso, il tutto condito con uno sguardo che era tra l'impietosito e lo schifato e il chi-me-l'ha-fatto-fare-di-fare-questo-lavoro. Grazie al cielo, BiondazzoDeiMonti mi intercetta, mi piglia, mi fa montare in macchina e mi riporta a casa.

Mentre vado via da casa di BiondazzoDeiMonti, recupero la macchina. Una bottiglia di Martini vuota sotto al cruscotto. Una maglietta di Pastereulla nel sedile posteriore. Le mie impronte delle scarpe sul parabrezza (mi è stato riferito, anche, che volevo schiacciare i serpenti che erano sul parabrezza, mentre dichiaravo il mio amore a una mia compagna di corso 150 cm x 75 kg).
E un gran mal di testa, una nausea durata 48 ore e formicolii a mani e piedi, sono tutto quello che mi è rimasto della mia serata alcolica al Borgo.

Mi son domandato perchè tutto questo. Perchè questa vita portata all'eccesso in questo ultimo periodo. Perchè passare così tanto tempo in internet, ridursi a studiare fino agli ultimissimi giorni faticando il triplo del necessario. Perchè la sensazione di camminare ma di non essere parte del mondo. Perchè l'impressione di non avere più un ruolo. Perchè non faccio più niente: niente più libri, niente più pianoforte, niente più volontà di ampliare conoscenze. Perchè il bisogno di alcool per baciare qualcuno. Perchè questi pianti improvvisi e senza motivo. Perchè questo senso di non avere più un'identità, di non essere più me stesso. Perchè questa voglia di colorarsi piuttosto che di scriversi. Perchè il bisogno di prendere una lama e tagliarsi la pelle per assicurarsi di essere ancora davvero vivi, di avere ancora un contatto con questo mondo per quando doloroso possa essere il contatto stesso. Perchè questa voglia di lasciarsi andare ma allo stesso tempo questo bisogno di farcela, di avere una stabilità, di studiare, di imparare, di avere un lavoro, una relazione stabile, di essere stabili dentro. Perchè l'unico modo che mi viene in mente per essere stabili è che tutto finisca.

Esco. Piazzetta. Una signora si è buttata dal quarto piano. Il suo corpo giace a terra, coperto da un lenzuolo, le scarpe col tacco basso che spuntano, scarpe da signora bene, di quelle che non diresti mai che si suiciderebbero. Circondata da nastro a strisce rosso e bianco, mentre poliziotti e medici legali fanno i rilievi del caso e una folla di curiosi fa oscillare la faccia dal cadavere alla finestra da cui si è buttato.

Ecco, per lei tutto è finito. Eppure non mi dà l'impressione di stabilità. C'è ancora qualcosa da fare, qui, in questo mondo.


Mi vedo con TheGentleMan. Gli racconto del casino successo al Borgo, anche dei baci. Lui ride, io rido. Andiamo in discoteca, al Billy, una one night che fanno all'Amnesia: una cagata pazzesca. Andiamo a casa.
Ci baciamo.

Ecco cosa devo fare in questo mondo: baciarlo.


K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids).

venerdì 3 settembre 2010

Seize the day



She said love don't come easy,
It's a game of give and take,
How long must I wait,
How much more can I take,
Before loneliness will cause my heart,
Heart to break?







Ho dimenticato gli occhiali a casa di TheGentleMan. Per questo, me ne sono dovuto andare per 3 giorni o quasi in giro con le lenti a contatto perennemente sugli occhi.
Beh diciamo che era uno scotto da pagare, visto che quel giorno ho ripreso la mia vita (leggasi: ho reiniziato a fare del sano sesso) dopo due mesi. E abbiamo scoperto quel nuovo localino finocchio che c'è in zona Porta Venezia (straaaaano), il Tropical Island, praticamente un chioschetto all'aperto che fa drink decenti e che spara musica da Borgo a tutto volume, con un sacco di culandre che ci gravitano attorno come mosche attorno al miele.
A proposito di localini finocchi, ho scoperto che fanno una serata finocchia pure nella mia città. E no, per una volta, non parlo della ridente cittadina universitaria alle porte di Milano ma dell'assolata città che mi ha dato i natali, dentro una bianchissima conchiglia. Insomma. Una serata finocchia LI'. Ma è fantastico! Beh certo, non è che la puoi chiamare "serata finocchia" o "serata gay"... ti fai furbo e la chiami "serata alternativa" ma comunque il risultato è lo stesso: dj gayo e bono, avventori gayijijiiyiyiyi e boni (mescolati con etero perchè tanto la serata è "alternativa", mica "gay"... c.r.e.d.i.c.i), musica stragaya e divertente, animazione gayosissima... Insomma... molto meglio 'sta serata che quell'obbrobrio che fanno nella ridente cittadina universitaria.
Ma tornando a TheGentleMan, il signorino in questione non si è negato neanche lui la vita finocchia, quest'estate, considerato che tra Amsterdam e Mykonos...

Non so cosa può aver fatto ma comunque, se solo ci penso, mi fa ribollire. E se glielo chiedessi? "Ciao! Hai putacaso scopato con qualcuno che non risponde al mio nome e cognome, questa estate?". Non funzionerebbe. Lui mi potrebbe benissimo dire "E a te che te ne frega?". E io potrei benissimo rispondergli "Beh perchè ci tengo a te e mi darebbe fastidio". E lui potrebbe con facilità replicare "Sì ma non stiamo assieme e l'hai voluto tu". E io potrei ribattere "...". E sarei stato sconfitto.
La situazione si sta un po' incancrenendo. Bisogna uscirne.
Solitamente, quando qualcosa va in gangrena, l'unica cosa da fare è tagliare. Ora il problema è: chi di noi due, chi tra me e TheGentleMan si è incancrenito? Devo tagliare via io a lui o sono io che sono in gangrena e me ne devo rimanere buono buono fino a che lui non mi taglia via? E se fosse quest'ultima, è giusto aspettare inerme questa specie di morte per essere gettato in fondo a una discarica dei sentimenti?
E possibile che non ci sia altra scelta? Forse, qualcosa si può salvare. Del resto, se la gangrena è appena iniziata, non serve tagliare tutto e un bel ciclo di ossigeno-terapia può salvare tutto il resto. E se ci prendessimo un po' d'ossigeno, io e lui, dandocelo l'un l'altro? E lui vorrà prendersi questo ossigeno da me o la sua idea di prendere l'ossigeno è quella classica di estrema libertà di andare dove e con chi vuole?

Ci vediamo 3 giorni dopo. Mi devo pur prendere gli occhiali.
Andiamo simpaticamente al Patchouli, lì a Milano. Non ci ero mai stato. Molto carino. Oggi c'è la serata "Vergine Camilla". Si preannunciano drag queen, bonazzi in costumini-ini-ini e Maurizia Paradiso che viene a dare della mignotta alla drag queen di turno.
Ecco, di tutto quello preannunciato c'erano solo le drag queen. Però almento era vestite da vere zoccole.
Mentre io chiacchiero con Sicinside, sento TheGentleMan che chiacchiera con NoFatGuy, convinti che io non stessi ascoltando (AH! Poveri illusi!):

NoFatGuy: Ma allora... state assieme?
Io:
TheGentleMan: Chi? IO E LUI???
IoPensando: e chi sennò?...
TheGentleMan: Mah, insomma...
IoPensando: Come sarebbe "Mah, insomma..."
NoFatGuy: Ma sta diventando una cosa importante, seria?

E a quel punto ho disconnesso le orecchiette per timore di quello che avrei potuto sentire. E, infatti, ora mi mangio le mani perchè vorrei proprio saperlo. Ma non finisce qui: altro stralcio della conversazione fu che TheGentleMan disse "Io ho una mia teoria che seguo sempre: con gli amici non si scopa e con chi si scopa non si diventa amici".

Sì ma allora cosa stiamo facendo io e lui? Sto solo perdendo il mio tempo? E allora perchè tutte queste gentilezze e attenzioni nei miei confronti che dubito seriamente lui abbia il tempo materiale per replicarle con qualcun altro?
Se io e lui non siamo amici e non potremmo mai diventarlo, non stiamo solo perdendo tempo perchè tanto io rimarrò solo un nulla per lui?
Oppure voleva intendere che con chi si scopa non si diventa amici ma si può diventare qualcosa di più?
E' stancante continuare a trascinarsi questi pesanti e noiosissimi dubbi: bisogna prendere una strada. O si continua così fregandosene dei proprio sentimenti (ma fregandosene veramente) o se ne parla.
Ma come si fa a fregarsene di quello che porti dentro? Prima o poi scoppia fuori ed è peggio. I sentimenti sono come la frutta: presi troppo presto sono ancora acerbi e duri da masticare, soffocano e ti fanno allontanare da loro; presi troppo maturi sono talmente mollicci che ti esplodono in faccia, sporcandoti e facendoti male con tutto il succo che ti è schizzato negli occhi; prendendoli nel periodo di mezzo, invece, li puoi mangiare e digerire.
Che sia questo il momento in cui si è maturi?

Insomma, non posso aspettare per sempre: il periodo della maturità, prima o poi, passa e non lo farà tornare indietro niente e nessuno.
E se mi dicesse di che no, con me non ci vuole stare... sono o non sono un ragazzo ad alta Deviazione Standard?

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

p.s.: temo di essere un po' troppo spesso a casa sua... secondo me il suo coinquilino ha iniziato a odiarmi.

lunedì 16 agosto 2010

Feelings & the city




Into the sea
You and me
All these years and no one heard
I'll show you in spring
It's a treacherous thing
We missed you hissed the lovecats





Oramai, devo accettare questo dato di fatto: mi sono fatto fregare. Perderò del tempo. E tutto ciò, mi rosica; a costo di diventare noioso, devo dirlo ossessivamente per cercare di detendere un minimo la mia tensione: sono stato un cretino e quindi ro-si-co.
Detto questo, ho preso qualche decisione: la scuola di specializzazione col cacchio che la faccio in questa ridente cittadina universitaria. Ridente cittadina universitaria in cui approdai ben sei anni fa, carino di sogni e di aspettative, nella maggior parte dei casi realizzate. Ridente cittadina universitaria in cui mi si schianta un palo sul naso proprio quando non dove. Ridente cittadina universitaria che in questo momento odio visceralmente tanto, ma così tanto, ma così tanto che, se non fosse per il fatto che voglio mantenere un poetico e non univoco anonimato, la chiamerei per nome anche in questo blog, urlandole contro che è una sporca puttana.

Si potrà urlare puttana a una città? Non suona un po’ male? E a cosa lo urli? Al municipio? Alla piazza? A casa tua? O a tutto quanto, dal fruttivendolo sotto casa alla piscina comunale passando per il liceo?
A cosa voglio davvero urlare contro? La città rappresenta semplicemente un mero tentativo di difendere la mia mente, trasportando i miei sentimenti d’odio su qualcosa di inerme e indifeso, su qualcosa che non mi può rispondere. Io odio qualcUNO ma odiare qualcuno è scomodo quindi la mia mente crede di odiare qualCOSA.
Ma odiare qualcosa dà le stesse soddisfazioni di odiare qualcuno? Un qualcuno ti risponde, ti dà un feed-back, ti dà modo di sfogarti ancora di più; un qualcosa sta là, fermo e rigido come uno stoccafisso e se ne frega. Eppure, prendersi la soddisfazione di odiare qualcuno è troppo complicato, ancora.
E poi, diciamocela tutta, c’è modo e modo di odiare. “Puttana” lo puoi pure gridare a una città ma, gridarlo a qualcuno da cui ti aspetti qualcosa, a qualcuno che ti serve che ti dia qualcosa, a qualcuno che non ce la fai più perché non ti sta dando qualcosa… beh, meglio di no.
Questo qualcuno, va odiato con finezza. Va lusingato, va circuito, va coccolato, gli va carpita la fiducia, gli va detta qualche sofisticata bugia… per poi dargli il ben servito quando meno se lo aspetta. E sarà di certo dura fare i sorrisini e dare tanto duro lavoro a qualcuno che invece vorresti vedere con la carta di credito bloccata dopo che ha cenato da Nobu ma, tant’è, la vendetta è un piatto da servire freddo.
E poi sarà davvero vendetta? Sarà davvero odio? Non sto semplicemente facendo ciò che lecitamente posso fare e cioè risentirmene per un brutto trattamento?
L’odio è davvero sempre qualcosa di disprezzabile? Non ci può essere un giusto odio, una cosiddetta “sana incazzatura”?
Del resto, neanche l’amore è bello se non è litigarello.
Figuriamoci il lavoro.

Non so se dovrò lasciare la Lombardia. Insomma, io ho sempre visto il mio futuro a Milano. Io volevo diventare milanese d’adozione. Sì, diciamo che la cittadinanza di adesso, nella ridente e puttanissima cittadina universitaria, mi piace ma, rinunciare al mio sogno di sorseggiare un bicchierino di Manhattan con una pasticca di Supradyn disciolta dentro (cit. Marikikka), mentre ammiro l’imbrunire che cala su Brera, dal mio balconcino art decò-noveau-liberty, decorato con dei vasi di orchidee, del mio appartamentino nuovo nuovo appena restaurato in Via Fiori Chiari… ecco, un po’, rinunciare a tutto questo, mi fa scazzare. Ecco.

Ah, Milano, Milano! Coi suoi quadri grigi e le sue macchie di luce, coi suoi personaggi incantevoli e i suoi profumi multietnici, con la sua sbandierata rigidità e la sua grande accoglienza! Intere mattine passate a guardare il riflesso del sole sulle guglie del Duomo; interi pomeriggi passati a fare shopping con alti e bassi risultati, intere serate passate a sgattaiolare da un locale all’altro, intere notti passate a scatenarmi in qualche pista da ballo!
Tu che, come una mamma adottiva, mi prendevi gli occhi quando tutto andava storto per volgermeli dove problemi non c’erano; tu che, come un buon bicchiere di alcool, mi portavi a rompere mille regole quando semplicemente mi annoiavo ed ero solo; tu che, come una scialuppa di salvataggio, mi portavi dove mai ero stato durante i miei periodi di prigionia; tu, cara città, forse scopri che non mi avrai mai come tuo abitante.
E del resto, cosa mai ho fatto io per meritarti? Delle tue gentilezze, quando mai ho ringraziato? Sono sempre stato pronto a tagliare la corda, una volta finito il nostro bel gioco: perché mai dovrei abitare dentro le tue mura, Milano?
Se può valere qualcosa, te lo dico in ritardo ma con tutta l’anima: Milano, sei bellissima.


Io non sono ancora tanto sicuro di capire i ragazzi né di capire bene tutto quello che scatenano in me.
Prendiamo OcchiVerdeDollaro: è stata una grande storia d’amore, certo. Era solo da parte mia, la storia d’amore, ovviamente: già questo avrebbe dovuto farmi pensare. Dopo che gli ho detto che mi piaceva/che lo amavo, lui non si è più fatto sentire per un po’ e io ci stavo male: anche questo doveva farmi pensare. Dopo che si è rifatto sentire, io stavo male ancora: questo doveva farmi pensare. Dopo l’ho conosciuto ancora meglio e ho capito che stare con uno così era poco meno che infilare le dita bagnate in una presa elettrica: anche questo doveva farmi pensare, per lo meno sul mio fiuto in fatto di ragazzi. Ma, ora che so che tra noi due può esserci solo amicizia, vorrei sapere perché mi dà fastidio che lui abbia degli amichetti nuovi su facebook, amichetti i quali non possono certo averlo conosciuto per motivi di lavoro visto che sono pure più piccoli di me. E non so perchè questo mi dia fastidio: forse è semplicemente perchè io sono SCEMO e basta.
Prendiamo TheGentleMan: ci frequentiamo da una vita e ci troviamo benissimo. Non stiamo insieme ma è come se lo fossimo. L’unico suo difetto (oltre a dire sempre “esatto”, cazzo variasse un po’…) è che con la scusa del “non stiamo insieme” lui ha un profilo in un sito-pollaio e non solo lo usa ma se ne crogiuola pure in mia presenza: “Oh, sai, oggi esco con un tuo collega incontrato sul sito-pollaio”. Le cose che ne derivano solo due: la prima è che solo perché non stiamo insieme non vuol dire che tu non devi pensare di essere insieme a me (sì, lo so, è un po’ contorta come cosa, ma vi spiego: immaginate di essere una bellissima principessa di un lontano paese, immaginate anche che il vostro paese sia sul lastrico e non avete più neanche i soldi per comprare il fieno ai cavalli della vostra carrozza. Ecco, voi potete permettervi di mangiare caviale tutti i giorni, se le cose stanno così? Potete continuare a dire “Ah, ma io sono una principessa eh? Io me ne fotto se non ho soldi, domani vado lo stesso a scegliermi il mio nuovo yacht”? No, non si può continuare a direfarebaciare così. E quindi, se io e lui facciamo i fidanzatini, soltanto perché non siamo fidanzatini non vuol dire che non deve fare il fidanzatino! E l’iscrizione in un sito-pollaio con, tra l’altro, un grande profitto, non è contemplata in una situazione come questa, porcaeva! Mi avete capito?), la seconda cosa è che io sono passato al contrattacco e mi sono iscritto anche io. Il problema è che è un contrattacco finto: infatti mi sono iscritto in un altro sito-pollaio, dove lui non c’è. Quindi, almeno, io avrò l’accortezza di non fargli sapere che potrei andare con mezzo mondo, nel mentre che non-sto con lui e lui sarà il mio non-ragazzo. Ammetto che ho avuto un paio di storielline extra-non-coniugali, da quando non-sto con lui e ammetto anche che questo potrebbe cozzare coll’arzigogolato e angoloso ragionamento che ho fatto tra parentesi qualche riga più su e ammetto che non solo potrebbe cozzare ma cozza proprio. Però il fatto è che non mi deve spiattellare in faccia che va con questo e quest’altro! L’etichetta, signori, l’etichetta! Quanto ci sarebbe da imparare dai nostri nonni! Chi, di noi, ha un’immagine ammaccata dei nostri nonni? Chi, di noi, pensando ai nostri nonni, vede personaggi loschi e poco eleganti, sgarbati e rozzi, lascivi ed inurbani? Pochi, pochissimi, probabilmente nessuno! Perché, infatti, un tempo, l’etichetta era ben rispettata! Certo, sicuramente anche i nostri nonni erano dei birbantelli: qualcuno malmenava la moglie, qualcun altro commerciava clandestinamente armi, qualche altro ancora andava a troie tutti i sabato sera… ma mai che qualcosa trapelasse! L'etichetta, signori!
Prendiamo Ivri: ennesima litigata, ormai abbiamo definitivamente rotto. Eppure mi rendo conto che, più passa il tempo, più ci ho litigato per una scemenza. E più passa il tempo, più mi rendo conto che la colpa che così fortemente gli ho attribuito, in realtà, non era sua ma mia. Ho tradito una fiducia che non mi ero neanche reso conto di ricevere. E più passa il tempo, più ho voglia di ricucire i rapporti, di ricontattarlo, di chiedere scusa per la centesima volta e sperare che qualcosa accetti. E’ un brutto momento, per me, spero che capisca.

Etichetta? Ma io non ho un’etichetta. Fiducia? Ma la fiducia è qualcosa che si merita. Se c’è qualcosa che so per certo è che io sono un totale confuso confusionario: niente di ciò che dico o faccio mi convince, sono sempre convinto che dietro l’angolo qualcuno lo stia dicendo o facendo meglio di me. Le etichette chiariscono, io non ho niente di chiaro, sono acqua fluviale di un fiume inquinato. Quando avrò davvero un’etichetta, probabilmente, non avrò neanche più motivo di scrivere.
E la fiducia si guadagna. Io, con Ivri, non ho mai guadagnato nulla: mi ha regalato molte cose ma non ho mai agito per rendergliele. O magari ho agito poco. Non ho mai compreso che, mentre io mi preoccupavo di intorbidare le mie acque e ricercare false etichette, lui si rimboccava le maniche e costruiva.
Ed è proprio vero che tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. Un mare di acqua sporca.


Sono abbronzato e me ne felicito ma ho passato ferragosto a casa. Che palle.
E insomma, ho paura. Perché so già che, in qualche modo, dovrò reiniziare di nuovo, da capo, ancora. Non è la prima volta ma, sinceramente, non pensavo che questo momento venisse di nuovo così presto. Mancherà un annetto, a quell’attimo in cui dovrò prendere armi e bagagli e andare chissà dove, vicino o lontano. Un anno: pochissimo. Mi sembra ieri il giorno in cui ho fatto il test per l’ammissione a medicina e ora, wow, ho finito i 6 anni, ho finito gli esami.
Ricominciare è bello ma avrei preferito farlo quando fossi stato sicuro di aver racimolato tutte le forze necessarie.

Ma le battaglie non iniziano mai con troppo preavviso. E se c’è una battaglia, si scende in campo. A testa alta.

E al nemico, la spada finirà dritta dritta nel cù.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

martedì 27 luglio 2010

No one else in my shoes



Ooh, chill out, what you yellin' for?
Lay back, it's all been done before
And if you could only let it be
You will see





E' la notte prima dell'esame di ginecologia. L'una di notte. Ovvero: manca pochissimo. Ripasso forsennato.
Su msn c'è Viterbesa che mi trilla e mi chiede se vado a fare l'esame. Le dico che non so un corno. Lei mi dice che non sa nulla neanche lei e che non andrà. Cerco di convincerla a venire a fare questo benedetto esame. Ormai ci siamo, ritirarsi non ha nessun risvolto positivo, che la smettesse di stare a trillarmi su msn e si mettesse a ripassare, porca eva.
E non capisco perchè le dico così, con quale diritto. Neanche io so niente. Ho solo studiato per un casino di tempo, 'sto esame, ma comunque non so niente quindi perchè rimproverarla del fatto che non vuole andare a farlo.
E non capisco perchè la notte prima del mio esame me ne stia anche solo per cinque minuti a chattare con la compagna di corso più nevrotica che mi ritrovo. E' un po' come vedere Titanic prima di fare una crociera tra i fiordi norvegesi.
Ripasso un'altra ora. Vado a letto. Mi sveglio presto, ripasso ancora un po'. Arrivo in ospedale. I prof sono in ritardo e allora ripasso ancora. Non demordo ma voglio scappare.
Mentre ripasso il parto prematuro, continuo a ripetere che non mi alzerò dalla sedia, quando mi chiameranno. E me ne andrò a casa con un altro esame a Settembre.
Mi chiamano e, sentendo un frullio di ali di colibrì dentro al cuore, ripenso che nel tragitto da casa al policlinico avrò incontrato almeno una ventina di donne incinta. Per niente rincuorato da questa strana coincidenza ma comunque considerandola come un consiglio da qualcuno che sta oltre le nuvole, mi alzo e mi siedo di fronte al prof.
Pre-eclampsia, eclampsia, ritardo di crescita intrauterina, vaginiti. So tutto.
Vaginosi. Le so un po' di meno.
Il prof mi dice che cavolo, stavo andando bene e sono caduto proprio sulle vaginosi. Rispondo che mi dispiace e mi prendo il mio 27.

C'è mancato poco così per fare la cazzata.
C'è mancato poco così perchè me ne stessi a casa o non rispondessi all'appello.
C'è mancato poco così perchè mi lasciassi sopraffare dalla paura.
C'è mancato poco così perchè una notte quasi insonne e settimane di studio finissero bruciate inutilmente.
C'è mancato poco così perchè perdessi fiducia in me stesso.
Prendere una decisione è davvero molto difficile.


Esame di pediatria. La notte prima. Sono le due di notte, sto ancora a ripassare come un beota e a chiedermi perchè l'artrite giovanile proprio non mi voglia entrare nella testaccia.
Non voglio andare a fare questo esame.
Vado a dormire e non ci penso più, decidendo di non farlo. Mi sveglio presto, l'esame è al pomeriggio. Ripasso ancora.
Sono terrorizzato. All'esame c'è pure PupaBruna che è là per parlare con un prof della sua tesi.
Lei cerca di tranquillizzarmi. Io le dico che non mi alzo se mi chiamano. Lei mi dice "BimboSottaceto tu ci vai, cazzoooo" e ridiamo un po', mentre me la faccio sotto.
Mi chiamano. Sono terrorizzatissimo. E' un esame enorme. So già che non lo supererò. Per quanto possa averlo studiato seriamente, va troppo a culo. Saranno domande difficilissime quelle che mi faranno. Lo so già. Non mi devo alzare. Meglio se ritorno a Settembre.
Fanculo, io mi alzo e vado.
Morbo di Crohn, amiotrofie spinali, punteggio di Apgar. Un altro 27.
Abbraccio PupaBruna.

La paura, la paura... quanto è difficile controllarla e quanto è utile averla: istinto di sopravvivenza, preparazione... e, quando è troppa, sopraffazione, paralisi, morte.
In un modo o nell'altro, ce la si fa.
Ma quanto è difficile scegliere.


Vado all'appuntamento con TroyMcNamara per portargli il lavoro sulla tesi.
Non è che non gli va bene niente, è che mi dice proprio che non ho fatto un cazzo. Il problema è che lui quel giorno voleva che io gli portassi un lavoro che non era quello che lui mi aveva richiesto. Eppure mi sembrava che la nostra lingua comune fosse l'italiano.
Ha millantato di togliermi la tesi, se gli avessi fatto di nuovo perdere tempo. Un comportamento molto adulto: prima mi dai una tesi, poi me la togli. Giustamente. E chi sarebbe che fa perdere tempo a chi, allora?
Ma del resto, da uno che ricopre il posto che ha solo perchè ha sposato la figlia del suo capo... cosa mi dovevo aspettare?

Fare scelte giuste è difficile. E' difficile sia perchè non sai quali sono, sia perchè è difficile scegliere di per sé. Scegliere è un atto di forza, un atto di autoaffermazione, un modo per dire "io esisto", un modo per farsi valere.
Far scegliere a qualcun altro il tuo destino, in cambio di un matrimonio... insomma, io me la tirerei di meno, in 'sti casi.


Laurea di MariaTettusa. Bellissima tesi. Bellissimi vestiti. Bellissimi fiori. Bellissimo 110 e lode.
Improvvisamente, mi si aprono gli occhi su uno scenario che, quando ho scelto di fare la tesi in chirurgia plastica, avevo scioccamente sottovalutato.
Scegliendo quella tesi, sapevo che mi sarei imbarcato in un lavoro che mi avrebbe fatto slittare la mia laurea di parecchi mesi e che sarei andato fuori corso nonostante i miei esami siano praticamente finiti. Ma tutto questo non mi preoccupava perchè consideravo il momento della laurea come un piccolo giorno come tanti altri.
E ora vedo questa magnificenza e questo meraviglioso mondo di amici e parenti felici attorno a te.
Nel giro di due secondi, inizio a lacrimare e mi tocca andare fuori dall'aula.
MissPerfect mi vede e mi consola, con scarsi risultati perchè, comunque, aprendo gli occhi, ho visto chiaramente solo adesso che TroyMcNamara e la Figàngela mi hanno fregato. Mi stanno privando di un giorno fantastico. Mi stanno derubando di qualcosa che mi spetta, per cui ho lavorato sodo e che mi merito tanto quanto i miei compagni si sono meritati il loro e tanto quanto loro stessi si sono meritati il loro.
Una volta a casa, chiamano i miei genitori. Gli dico che potrei vedere se c'è ancora la possibilità di laurearsi per febbraio in chirurgia maxillo-facciale, qualcosa di attinente alla chirurgia plastica, quindi.
Loro mi dicono di no. Mi dicono che nonostante sia in un nido di serpi, in chirurgia plastica ci sono voluto andare io e per dei motivi ben precisi, perchè quella tesi mi serve. Mi dicono che saltare di palo in frasca così non è serio, che devo crescere. Mi dicono che loro se ne faranno una ragione, del mio anno di ritardo. Mi dicono che se non cresco, manderò tutto a puttane.

Piango spesso, in questo periodo. Sentire i miei genitori tristi a causa mia mi fa sentire un verme ma sentirli che mi sostengono mi fa capire che non sono io che li rendo tristi ma qualcun altro che non ha fatto dell'onestà e della voglia di lavorare la sua virtù principale.
Crescere è anche vedere costantemente il proprio obiettivo di fronte ai propri occhi. Il mio obiettivo è una tesi in chirurgia plastica, per quanto rognoso possa essere farla. Il mio obiettivo non è compiacere due vecchi chirurghi di provincia, il mio obiettivo è avere tutti i titoli che mi servono per poter fare il lavoro che piace a me. Per quanto riguarda il resto, che si fottano tutti bellamente.
Crescere è anche fare la giusta scelta di stare zitti all'inizio per poter poi mandare a fanculo più tardi. E con molto più gusto.


Il giorno della telefonata con i miei genitori, era il giorno in cui alla sera sarei dovuto partire con TheGentleMan, Econopig e NoFatGuy per Torre del Lago.
Dopo quella telefonata sono un po' provato, non so se ho più tanta voglia di partire e in più non l'avevo detto ai miei genitori... e se mi sgamavano?
Andare in un posto di villeggiatura gaya mentre sono depresso? Col pericolo che i miei genitori si rendano conto che non sono più nella ridente cittadina universitaria alle porte di Milano bensì in una Sodoma dei giorni nostri?
Ebbene sì. Si parte.
Torre del lago fa veramente schifo: posto orribile, prezzi altissimi, spiaggia piena di ragazzi bellissimi ma che credono di avercelo solo loro e che gli profumi solo a loro, una pineta (visitata GIURO due minuti due solo per vedere come è, visto che tanto se ne parla di questa dannata e focosissima pineta di Torre del Lago) dove non sapevi se ti avrebbero inculato a te o al tuo portafogli...
Ma la serata da alcolizzato al Mama Mia, tra bei muscle-bear che tentavano di rimorchiarmi ma a cui dovevo dare un due di picche perchè son lì con TheGentleMan e lesbo-camion che ti dicono di spostarti perchè gli togli la visuale di una fantastica figa dalla magliettina rossa... beh, quella serata, devo dire che ha ripagato la piattezza del resto del weekend.
Ho un vago ricordo di quel bonazzo di  Econopig che mi palpava insistentemente il culo, durante quella serata in discoteca e pure in camera da letto, mentre TheGentleMan era in bagno e io ero sverso sul letto, ubriaco fradicio. Oh beh, anche Econopig si è dato da fare con l'alcol. E del resto pure io, in discoteca, tra i fumi dell'oblio dell'alcol (o consapevolmente? Quanto sono sgualdrina!) mi divertivo a dimenarmi/ballare tra TheGentleMan e Econopig come se fossi una principessina araba a cui di diritto spettano cento mariti. Certo che io l'alcol lo prendo proprio allegramente, diamine: ne bevo un goccio e mi trasformo nella più sfacciata checca di tutte le galassie.

Scegliere di andare a Torre del Lago a ubriacarti quando tutta la logica di questo mondo ti suggerirebbe di startene a casa tua a piangere sulla tua difficile situazione... beh, è una scelta davvero difficile, rischiosa, poco sana. Ma i lavori sporchi, qualcuno deve pur farli.

Prendere decisioni è davvero complicato.
Le possibilità sono milioni, le conseguenze miliardi, le reazioni di fronte a queste non si contano nemmeno.
Si può scegliere di crescere? O si cresce scegliendo? O sono due cose che non si fanno consapevolmente, non si possono comandare ma, quando è il tuo momento, scegli e cresci come se fosse scritto nel tuo destino? E se fosse così, puoi almeno scegliere COSA scegliere e crescere COME VUOI? O anche questo è scritto nel destino?
Che sia l'uno o l'altro caso, che sia l'una o l'altra o l'altra ancora opzione... io scelgo solo per me perchè, se non lo faccio io, non lo farà nessun altro al posto mio. Volemose bene.



K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

lunedì 12 luglio 2010

Californian silly girl (never been kissed)




C'est sexy le ciel de Californie
Sous ma peau j'ai L.A. en overdose
So sexy le spleen d'un road movie
Dans l'rétro ma vie qui s'anamorphose




L'appuntamento con TroyMcNamara per decidere lì il titolo della tesi è finalmente arrivato. Sono tutto emozionato. Uh, mamma. Mi ha detto di farmi trovare lì in reparto, peccato che non mi abbia detto precisamente DOVE, quindi aspetto in mezzo alla corsia, tra infermieri e pazienti e visitatori che passano, a mò di ciocco di legno che galleggia tra i flutti.
Mi domando se io e il prof faremo sesso prima o dopo aver discusso della tesi.
Si apre una porta: ero convinto fosse quella di uno sgabuzzino e, invece, da dentro fa capolino lui, affascinante affascinantissimo. E' il suo studio. Entriamo e parliamo della tesi. SOLO della tesi. Niente sesso. Beh, vabbè: al sesso con lui, purtroppo, non ci ho mai sperato più di tanto. Non siamo mica in Grey's Anatomy.
La tesi è bella, mi piace... e ci sarà da aspettare un anno. Un anno da quando inizierà la sperimentazione. E dato che loro chiudono il reparto a metà di luglio, 'sta sperimentazione o parte a luglio o parte a settembre. Laurearsi a settembre dell'anno prossimo? E io come lo dico ai miei genitori?

Vado a casa, chiamo i miei. Gli dico che la tesi è bella e qui e là e su e giù. Mi fanno la fatidica domanda "Ah, e... quanto ci vorrà?".

Ok, mia madre piange ogni 3x2 però mio padre che piange è da una vita che non lo sento.
Non si meritano di piangere per una stupidissima tesi, per il mio stupidissimo ego, perchè io dovevo necessariamente fare quella tesi mentre invece sono tutte cavolate e potevo fare benissimo altro.
Si sono sacrificati in tutto e per tutto per me e io vado a dare fondo ancora di più alle loro risorse. Vogliono solo vedermi laureato perchè questo sarebbe solo che un bene per me e io invece mi autodistruggo con queste robacce. Tesi sperimentale, chirurgia plastica, un anno di ritardo... e per cosa, dato che non c'è stato un "baratto" con un posto sicuro in specialità? Mi sto mettendo a rischio un anno di lavoro per niente.
Oh, certo, la tesi è bella: non me ne frega più niente; i miei non devono mettersi a piangere per queste cose.
Ma la
Figàngela come fa a guardarsi allo specchio senza provare un minimo senso di vergogna? Tra l'altro, farà laureare LadySicilia a Luglio, non più a Settembre: e meno male che non c'era possibilità neanche per settembre.
Dico ai miei che se non avessero voluto che io facessi quella tesi, avrebbero dovuto dirmelo prima. Gli dico che lo sapevano che c'era questo rischio, che gliel'avevo esplicitato fin da subito e che loro mi avevano detto che andava bene, che dovevano pensarci prima e dirmi di continuare a fare la tesi in un altro posto anche se non fosse stata la tesi che mi sarebbe servita per la specializzazione. Dicevano che dovevo pensare solo al mio futuro e io ho seguito quello che mi hanno detto loro, perchè del resto mi sembra giusto che il mio futuro me lo gestisca io. E allora perchè piangono? Loro si scusano, mi dicono che ho ragione e che l'importante è che sia tranquillo.
Il fatto è che io non sono tranquillo perchè non sono tranquilli loro.
Attacco il telefono e piango.
Era una vita che non lo facevo, anche io.


Passo tutta la giornata in coma, con l'umore a terra. Pensieri suicidi mi passano la testa tremila volte: mi chiedo come sarebbe se mi trovassero svenato oppure impiccato col cavo del pc, appeso all'appendiabiti. A fine giornata mi chiedo perchè darla vinta alle avversità e dipartirmi per sempre da questo mondo, da perdente, da uno che non ha avuto la forza necessaria quando tanti altri ce l'hanno per cose molto più difficili, da uno che ha rinunciato ancora prima di iniziare a correre. Mi chiedo in nome di cosa devo distruggermi una sola giornata pensando a queste cose e che cosa risolverei se le attuassi. Non risolverei niente, non avrei più neanche la possibilità di risolvere qualcosa: per quanto brutto o difficile possa essere, la vita ti lascia sempre una scelta.
Accendo la radio, sento una canzone allegra, mi ricordo dei miei programmi di trasferirmi in California: capisco che non voglio abbandonare e che continuerò a fare quello che sto facendo.
E se qualcuno mi farà del male... accenderò la radio e mi ricorderò che il più forte sono io.

Diciamo che in questo periodo, tesi ed esami a parte, mi sto adeguatamente divertendo. PURE TROPPO.
Giovedì c'era lo schiuma-party universitario: era una roba apocalittica, letteralmente un delirio, un migliaio di universitari infoiatissimi in costume da bagno che si rotolavano nella schiuma e nella terra in una discoteca all'aperto gigantesca... uno mi ha pure mezzo limonato (je sui irresistible) e devo dire che, guardando questo party, le palestre di questa ridente cittadina universitaria alle porte di Milano funzionano veramente BENE! Un florilegio di pettorali e addominali scolpiti! Ma beeeeeeene!!! Del resto, a cosa serve studiare se non per inframmezzare il tempo da dedicare alla palestra?
Venerdì c'è stata la cena di fine corso. Immaginiamoci lo scenario: un centinaio di futuri cardiologi, oncologi, chirurghi, dermatologi, ginecologi e chi più ne ha più ne metta, vestiti belli bellissimi eleganti elegantissimi, in un ristorante appena fuori città, pronti a civili conversazioni sull'ultimo caso che hanno affrontato in reparto... con una marea di etanolo a disposizione. Risultato? Un delirio. Io mi son fatto mettere la matita negli occhi da due miei amiche e sembravo una baldracca bulgara ubriaca ad un festino di politici potenti; una banana di plastica saltata fuori da non si sa dove che fa fare centinaia di foto ambigue a tutti (me compreso); io e BiondazzoDeiMonti che abbiamo finalmente fatto capitolare i nostri colleghi Queeno e TarTagliaPalle facendogli ammettere che sono dei luridi finocchi come noi; bicchieri rotti e usati come preservativi per la frutta; cibo quasi intoccato; vino del tutto finito; doposerata a cantare a squarciagola sulla gradinata del Duomo fino alle 4 del mattino le canzoni della Carrà e di Non E' La Rai. SERATA MAGNIFICA.

Domenica, io, BiondazzoDeiMonti, il nuovo acquisto Queeno e il nuovo acquisto Gabibbino, andiamo al Borgo. La mia idea era quella di... uhm... fatemi trovare le parole esatte... LIMONARE COME UN FRULLATORE? Ecco sì, può rendere l'idea. Mi vesto come penso possa andare bene: con qualcosa che urli "toccamitoccamitoccami". Arriviamo lì. Si aggiungono altre persone: alcuni amici di Queeno (una graziosissima coppiettina etero), Piercing's e un suo amico e il ragazzo di BiondazzoDeiMonti.
Io ballo come per dire "Chi limona con me?". Mamma mia quanti bei ragazzi ci sono oggi.
Passa mezz'ora e Queeno va a limonare insieme a Piercing's. Vabbè è evidente che io farò l'exploit più tardi.
Passano altri dieci minuti e Gabibbino si mette a limonare con l'amico di Piercing's. Vabbè dai, allora a me mancherà poco.
Più in là c'è BiondazzoDeiMonti che limona col suo ragazzo. Vabbè, è ovvio, sono fidanzati, vuoi che non limonino? Dai che ormai manco solo io, chissà chi tra questi bei ragazzi sarà il fortunato...
Ballo con la coppietta etero, sono simpaticissimi e lui è il sosia di Taylor Lautner. A un certo punto si avvicina un ragazzo. Evvai. E' fatta. E' anche molto carino. Uuuuuh che bella questa serata. Parla alla ragazza etero "Ciao, scusa, una mia amica vuole conoscerti... sei lesbica?".
No, vabbè, ora. ORA.
Io sono andato lì apposta. Sono andato lì APPOSTA e slinguano TUTTI TRANNE ME.
E quei due di Queeno e Gabibbino? La prima volta che vanno al Borgo e già limonano duro? Io mica avevo fatto così la prima volta eh? Vabbè la seconda avevo limonato con 3 e mezzo ma la prima no! La prima volta al Borgo è un po' come la prima volta in sala operatoria: guardare ma non toccare! E li ho anche portati io! Con la mia auto! Ah, ma la prossima volta li lascio a piedi, e che diamine. Non si può, non si può... ma dove finiremo? Ma dove è il pudore?
E la prossima volta evito di vestirmi da scema ché, tanto, se devo limonare, limono anche con un saio addosso.
Io non sono BimboSottaceto: io sono BambinettaScema. Ecco.

Che dire? Che non serve mettersi maschere addosso, non servono vestiti attillati o magliettine sgargianti, non serve essere eccessivi per avvicinarsi a qualcuno o per avvicinarsi al proprio futuro.
Perchè io, in California, ci andrò. Ci andrò in jeans e maglietta dell'Ovviesse. Ci andrò da medico. E non importa se ci andrò con un anno di fuoricorso perchè, tanto, inizierò a limonare fin dall'aeroporto, con lo steward figo.
Forza!


K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

P.s.: no vabbè dai, la magliettina dell'Ovviesse non si può neanche sentire. Un'altra, grazie.

mercoledì 30 giugno 2010

Freedom



Don't want to grow old too fast
Don't want to let the system get me down
I've got to find a way to make the good times last
And if you'll show me how, I'm ready now




Esame di Clinica Chirurgica. Il che vuol dire che qualsiasi cosa possa interessare la chirurgia, tu la devi sapere.
Mi sto cagando addosso, visto che è un esame che mi verrà guardato per la specialistica.
Mi interrogga Baffozzo, uno di quelli da cui nessuno si vuole far interrogare.

Io: Buongiorno... prcpttnladra.... proprio lui? Proprio lui?????
Baffozzo: Buongiorno! Allora, vediamo un po'... mi parli della nutrizione artificiale.
Io:
Baffozzo:
IoPensante: Ma PORCAEVA proprio questa roba mi doveva chiedere? Vabbè niente panico. Iniziamo con le banalità dette con aria molto seria.
IoParlante: Banalità banalità banalità banalità banalità.......
Baffozzo: Lei è venuto a lezione?
IoCheHoSeguitoDueLezioni&Basta: Ehm.... quella sulla nutrizione artificiale temo di essermela persa...
Baffozzo: Eh, ma io ne ho fatte TRE sulla nutrizione artificiale...
Io: Ah, ahem.... beh credo di averle perse tutte e tre
Baffozzo: Ohohohohohoohhoohohohohohohohoh!!!
Io: Aahahahahhahahahahahahahahahaahah!!!
IoPensante: Ma che cazzo mi rido?
Baffozzo: Comunque è andato bene, su questa domanda. Dove l'ha studiata?
IoMentitoreBugiardo: Ehm... l'ho stu... l'ho stu... l'ho stu...diata su quel libro nero... e anche su quel libro blu...
Baffozzo: Ah beh, sì, il capitolo del libro blu sulla nutrizione artificiale... l'avrei scritto io. Non l'ha notato, il mio nome?
IoPensante: Figura di mmmmmerda...
Baffozzo: Mi parli ora del diverticolo di Meckel
Io: Blablablablablablablablablablablablablablabla....
Baffozzo: Basta così. 30. Arrivederci!
Io: Arrrrrrrrivederrrrrrrrci

Esame di Medicina Legale. Sono cagatissimo perchè non voglio fare figure di merda dato che ero un ex-tesista. A interrogare ci sono TelefonoBara, Sindacotto, Medimorte e ToxyCiccio il quale interrogava talvolta con Medimorte e talora con Sindacotto.
Sindacotto, chiedendo le armi da punta a una mia compagna, si lascia pure sfuggire l'esternazione "Pensandoci bene, anche Rocco Siffredi potrebbe essere un'arma da punta... mavabè, non divaghiamo" No, ma vedi tu!!! :D
Mi chiama Sindacotto affiancato da ToxyCiccio. Mi chiedono le percosse, le lesioni personali, le ferite da taglio e il narcotismo endovenoso acuto (che io ho sempre chiamato intossicazione acuta da eroina e che, infatti, chiamata con quell'altra definizione, mi aveva fatto sbiancare di paura perchè pensavo di non saperla). Parlo parlo parlo e arriva il 30 e lode.

Tutto rosa e fiori? Tranquilli: ho dato anche Ginecologia... e la devo ridare. Visto che mi hanno bocciato. Vabbè che a me la figa non piace, però il prof mi ha addirittura detto (testuali parole) "Ma CHE CAZZO stai dicendo?!?!?! Fuori!!!". Ma insomma, non potrei essere esonerato da questo esame? E che palle... anzi, che ovaie...

Vado da TheGentleMan. Voglio passare una seratina carina con lui così posso chiedergli se avesse anche lui intenzione di iniziare qualcosa di serio con me. Così eh, giusto per fare qualcosa di diverso dal solito! Giusto per conoscerci meglio eh! Una domandina così! Certo, non ho ancora deciso il momento esatto in cui farla, la domandina: di fronte ai navigli illuminati dalla luna? Di fronte a un piatto di spaghetti con le polpette in stile "Lilli e il vagabondo"? Nel culmine di un nostro amplesso? Ah boh, comunque voglio chiederglielo.
Mentre vado a casa sua, devo separare un filippino che sta facendo a botte con una dolce coppia di vecchietti perchè l'hanno sgamato mentre pisciava contro il muro del loro palazzo: mi sono sentito così etero! Certo, la pipì contro il muro degli altri non si fa, però pure i vecchietti potevano evitare di tirare in ballo mussoliniane e di iniziare a spintonare il nostro simpatico amico collaboratore domestico con la vescica ipovalida. E c'è da dire che la vecchietta ha un bel gancio! E sì, avete letto bene: lA vecchiettA. Ho provato a chiamare la polizia ma col cazzo che rispondevano. Evvabbè, il tutto si è risolto con una piccola scaramuccia e un po' di urina in strada.
Con me e TheGentleMan  esce pure il coinquilino di TheGentleMan (chiamiamolo... uhm... ScarySpice) ma non è un problema, anzi, è simpaticissimo. Certo, di fronte al suo coinquilino COL CAZZO che faccio la domandina. Gliela farò quando sarò a casa.
Siamo tutti e 3 lì seduti in un fantasticissimo localino in Brera, belli bellissimi e freschi freschissimi. A un certo punto, vedo PerticaCool.

Io: Uuuuuuuh ragazzi, guardate quello lì: ci ho limonato!!!
TheGentleMan&ScarySpice: Oooooooooooooh ma è molto carinooooooo!!!
ScarySpice: E quando ci hai limonato?
Io: Uhm... beh tempo fa... non mi ricordo bene... [rivolgendomi a TheGentleMan] Comunque prima che ti conoscessi eh?
TheGentleManPurtroppoSerio: Ah ma guarda che non c'è problema.
Io:
TheGentleMan:

Quel giorno ero pure d'accordo con OcchiVerdeDollaro che l'avrei chiamato per dirgli dove si era deciso di andare, a Milano, così ci avrebbe potuto raggiungere. E non l'ho fatto. E solitamente, se c'è da chiamare OVD, lo chiamo sempre. Ma non l'ho fatto perchè ci sono rimasto male.
Io dò il mio culo a destra e a manca (più o meno e più meno che più e sopratutto prima cioè quando non uscivamo da tanto) e per TheGentleMan non c'è problema? Allora sono solo io quello che si è affezionato?
A voler fare i liberi-liberi, alla fine, ci si ritrova imprigionati e senza compagno di cella?
Ovviamente, quella sera non gli ho fatto nessuna proposta. Non che mi sentissi distante da lui (alla fine, un sentimento non può mica svanire nel nulla) però forse era lui che si sentiva distante da me mentre io mi stavo stupidamente convincendo di essere io quello davvero distante. E invece mi sto facendo coinvolgere.
Coinvolgere. DA SOLO.
E' un po' come quando ti prendi una malatti infettiva: tu e il tuo germe siete legati ma sei solo tu che ne risenti. L'altro, al massimo, si diverte un mondo.

Inizio a fare un mail bombing alla Figàngela affinchè mi dia 'sto cazzo di titolo di tesi. E, dopo pochi tentativi, sortisco l'effetto desiderato. Lei mi manda una scazzatissima mail che recita così:

Il titolo è stato individuato. Sei affidato al Prof. TroyMcNamara. Contattalo.
Firmato: La Figàngela

Non faccio in tempo a contattarlo che mi arriva una sua mail in cui mi convoca per un dato giorno in reparto in modo da poter discutere del lavoro di tesi. E dato che il TroyMcNamara è giovane bensì maturo, alto, coi capelli neri e gli occhi verdi, ex atleta di ginnastica artistica con annesso corpo tale per cui la sua tutina da chirurgo gli sta molto aderente (e non certo perchè è sovrappeso) e sposato con una CESSA... ecco io, date tutte queste cose, già me lo vedo che, mentre chiude a chiave la porta del suo studio, si spoglia e mi fa vedere molto accuratamente in cosa consisterà il mio lavoro.

Amo la chirurgia.

Ho visto una commessa dell'Esselunga che faceva la spesa al GS.

Questo si chiama T-R-A-D-I-M-E-N-T-O.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)