martedì 27 luglio 2010

No one else in my shoes



Ooh, chill out, what you yellin' for?
Lay back, it's all been done before
And if you could only let it be
You will see





E' la notte prima dell'esame di ginecologia. L'una di notte. Ovvero: manca pochissimo. Ripasso forsennato.
Su msn c'è Viterbesa che mi trilla e mi chiede se vado a fare l'esame. Le dico che non so un corno. Lei mi dice che non sa nulla neanche lei e che non andrà. Cerco di convincerla a venire a fare questo benedetto esame. Ormai ci siamo, ritirarsi non ha nessun risvolto positivo, che la smettesse di stare a trillarmi su msn e si mettesse a ripassare, porca eva.
E non capisco perchè le dico così, con quale diritto. Neanche io so niente. Ho solo studiato per un casino di tempo, 'sto esame, ma comunque non so niente quindi perchè rimproverarla del fatto che non vuole andare a farlo.
E non capisco perchè la notte prima del mio esame me ne stia anche solo per cinque minuti a chattare con la compagna di corso più nevrotica che mi ritrovo. E' un po' come vedere Titanic prima di fare una crociera tra i fiordi norvegesi.
Ripasso un'altra ora. Vado a letto. Mi sveglio presto, ripasso ancora un po'. Arrivo in ospedale. I prof sono in ritardo e allora ripasso ancora. Non demordo ma voglio scappare.
Mentre ripasso il parto prematuro, continuo a ripetere che non mi alzerò dalla sedia, quando mi chiameranno. E me ne andrò a casa con un altro esame a Settembre.
Mi chiamano e, sentendo un frullio di ali di colibrì dentro al cuore, ripenso che nel tragitto da casa al policlinico avrò incontrato almeno una ventina di donne incinta. Per niente rincuorato da questa strana coincidenza ma comunque considerandola come un consiglio da qualcuno che sta oltre le nuvole, mi alzo e mi siedo di fronte al prof.
Pre-eclampsia, eclampsia, ritardo di crescita intrauterina, vaginiti. So tutto.
Vaginosi. Le so un po' di meno.
Il prof mi dice che cavolo, stavo andando bene e sono caduto proprio sulle vaginosi. Rispondo che mi dispiace e mi prendo il mio 27.

C'è mancato poco così per fare la cazzata.
C'è mancato poco così perchè me ne stessi a casa o non rispondessi all'appello.
C'è mancato poco così perchè mi lasciassi sopraffare dalla paura.
C'è mancato poco così perchè una notte quasi insonne e settimane di studio finissero bruciate inutilmente.
C'è mancato poco così perchè perdessi fiducia in me stesso.
Prendere una decisione è davvero molto difficile.


Esame di pediatria. La notte prima. Sono le due di notte, sto ancora a ripassare come un beota e a chiedermi perchè l'artrite giovanile proprio non mi voglia entrare nella testaccia.
Non voglio andare a fare questo esame.
Vado a dormire e non ci penso più, decidendo di non farlo. Mi sveglio presto, l'esame è al pomeriggio. Ripasso ancora.
Sono terrorizzato. All'esame c'è pure PupaBruna che è là per parlare con un prof della sua tesi.
Lei cerca di tranquillizzarmi. Io le dico che non mi alzo se mi chiamano. Lei mi dice "BimboSottaceto tu ci vai, cazzoooo" e ridiamo un po', mentre me la faccio sotto.
Mi chiamano. Sono terrorizzatissimo. E' un esame enorme. So già che non lo supererò. Per quanto possa averlo studiato seriamente, va troppo a culo. Saranno domande difficilissime quelle che mi faranno. Lo so già. Non mi devo alzare. Meglio se ritorno a Settembre.
Fanculo, io mi alzo e vado.
Morbo di Crohn, amiotrofie spinali, punteggio di Apgar. Un altro 27.
Abbraccio PupaBruna.

La paura, la paura... quanto è difficile controllarla e quanto è utile averla: istinto di sopravvivenza, preparazione... e, quando è troppa, sopraffazione, paralisi, morte.
In un modo o nell'altro, ce la si fa.
Ma quanto è difficile scegliere.


Vado all'appuntamento con TroyMcNamara per portargli il lavoro sulla tesi.
Non è che non gli va bene niente, è che mi dice proprio che non ho fatto un cazzo. Il problema è che lui quel giorno voleva che io gli portassi un lavoro che non era quello che lui mi aveva richiesto. Eppure mi sembrava che la nostra lingua comune fosse l'italiano.
Ha millantato di togliermi la tesi, se gli avessi fatto di nuovo perdere tempo. Un comportamento molto adulto: prima mi dai una tesi, poi me la togli. Giustamente. E chi sarebbe che fa perdere tempo a chi, allora?
Ma del resto, da uno che ricopre il posto che ha solo perchè ha sposato la figlia del suo capo... cosa mi dovevo aspettare?

Fare scelte giuste è difficile. E' difficile sia perchè non sai quali sono, sia perchè è difficile scegliere di per sé. Scegliere è un atto di forza, un atto di autoaffermazione, un modo per dire "io esisto", un modo per farsi valere.
Far scegliere a qualcun altro il tuo destino, in cambio di un matrimonio... insomma, io me la tirerei di meno, in 'sti casi.


Laurea di MariaTettusa. Bellissima tesi. Bellissimi vestiti. Bellissimi fiori. Bellissimo 110 e lode.
Improvvisamente, mi si aprono gli occhi su uno scenario che, quando ho scelto di fare la tesi in chirurgia plastica, avevo scioccamente sottovalutato.
Scegliendo quella tesi, sapevo che mi sarei imbarcato in un lavoro che mi avrebbe fatto slittare la mia laurea di parecchi mesi e che sarei andato fuori corso nonostante i miei esami siano praticamente finiti. Ma tutto questo non mi preoccupava perchè consideravo il momento della laurea come un piccolo giorno come tanti altri.
E ora vedo questa magnificenza e questo meraviglioso mondo di amici e parenti felici attorno a te.
Nel giro di due secondi, inizio a lacrimare e mi tocca andare fuori dall'aula.
MissPerfect mi vede e mi consola, con scarsi risultati perchè, comunque, aprendo gli occhi, ho visto chiaramente solo adesso che TroyMcNamara e la Figàngela mi hanno fregato. Mi stanno privando di un giorno fantastico. Mi stanno derubando di qualcosa che mi spetta, per cui ho lavorato sodo e che mi merito tanto quanto i miei compagni si sono meritati il loro e tanto quanto loro stessi si sono meritati il loro.
Una volta a casa, chiamano i miei genitori. Gli dico che potrei vedere se c'è ancora la possibilità di laurearsi per febbraio in chirurgia maxillo-facciale, qualcosa di attinente alla chirurgia plastica, quindi.
Loro mi dicono di no. Mi dicono che nonostante sia in un nido di serpi, in chirurgia plastica ci sono voluto andare io e per dei motivi ben precisi, perchè quella tesi mi serve. Mi dicono che saltare di palo in frasca così non è serio, che devo crescere. Mi dicono che loro se ne faranno una ragione, del mio anno di ritardo. Mi dicono che se non cresco, manderò tutto a puttane.

Piango spesso, in questo periodo. Sentire i miei genitori tristi a causa mia mi fa sentire un verme ma sentirli che mi sostengono mi fa capire che non sono io che li rendo tristi ma qualcun altro che non ha fatto dell'onestà e della voglia di lavorare la sua virtù principale.
Crescere è anche vedere costantemente il proprio obiettivo di fronte ai propri occhi. Il mio obiettivo è una tesi in chirurgia plastica, per quanto rognoso possa essere farla. Il mio obiettivo non è compiacere due vecchi chirurghi di provincia, il mio obiettivo è avere tutti i titoli che mi servono per poter fare il lavoro che piace a me. Per quanto riguarda il resto, che si fottano tutti bellamente.
Crescere è anche fare la giusta scelta di stare zitti all'inizio per poter poi mandare a fanculo più tardi. E con molto più gusto.


Il giorno della telefonata con i miei genitori, era il giorno in cui alla sera sarei dovuto partire con TheGentleMan, Econopig e NoFatGuy per Torre del Lago.
Dopo quella telefonata sono un po' provato, non so se ho più tanta voglia di partire e in più non l'avevo detto ai miei genitori... e se mi sgamavano?
Andare in un posto di villeggiatura gaya mentre sono depresso? Col pericolo che i miei genitori si rendano conto che non sono più nella ridente cittadina universitaria alle porte di Milano bensì in una Sodoma dei giorni nostri?
Ebbene sì. Si parte.
Torre del lago fa veramente schifo: posto orribile, prezzi altissimi, spiaggia piena di ragazzi bellissimi ma che credono di avercelo solo loro e che gli profumi solo a loro, una pineta (visitata GIURO due minuti due solo per vedere come è, visto che tanto se ne parla di questa dannata e focosissima pineta di Torre del Lago) dove non sapevi se ti avrebbero inculato a te o al tuo portafogli...
Ma la serata da alcolizzato al Mama Mia, tra bei muscle-bear che tentavano di rimorchiarmi ma a cui dovevo dare un due di picche perchè son lì con TheGentleMan e lesbo-camion che ti dicono di spostarti perchè gli togli la visuale di una fantastica figa dalla magliettina rossa... beh, quella serata, devo dire che ha ripagato la piattezza del resto del weekend.
Ho un vago ricordo di quel bonazzo di  Econopig che mi palpava insistentemente il culo, durante quella serata in discoteca e pure in camera da letto, mentre TheGentleMan era in bagno e io ero sverso sul letto, ubriaco fradicio. Oh beh, anche Econopig si è dato da fare con l'alcol. E del resto pure io, in discoteca, tra i fumi dell'oblio dell'alcol (o consapevolmente? Quanto sono sgualdrina!) mi divertivo a dimenarmi/ballare tra TheGentleMan e Econopig come se fossi una principessina araba a cui di diritto spettano cento mariti. Certo che io l'alcol lo prendo proprio allegramente, diamine: ne bevo un goccio e mi trasformo nella più sfacciata checca di tutte le galassie.

Scegliere di andare a Torre del Lago a ubriacarti quando tutta la logica di questo mondo ti suggerirebbe di startene a casa tua a piangere sulla tua difficile situazione... beh, è una scelta davvero difficile, rischiosa, poco sana. Ma i lavori sporchi, qualcuno deve pur farli.

Prendere decisioni è davvero complicato.
Le possibilità sono milioni, le conseguenze miliardi, le reazioni di fronte a queste non si contano nemmeno.
Si può scegliere di crescere? O si cresce scegliendo? O sono due cose che non si fanno consapevolmente, non si possono comandare ma, quando è il tuo momento, scegli e cresci come se fosse scritto nel tuo destino? E se fosse così, puoi almeno scegliere COSA scegliere e crescere COME VUOI? O anche questo è scritto nel destino?
Che sia l'uno o l'altro caso, che sia l'una o l'altra o l'altra ancora opzione... io scelgo solo per me perchè, se non lo faccio io, non lo farà nessun altro al posto mio. Volemose bene.



K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

lunedì 12 luglio 2010

Californian silly girl (never been kissed)




C'est sexy le ciel de Californie
Sous ma peau j'ai L.A. en overdose
So sexy le spleen d'un road movie
Dans l'rétro ma vie qui s'anamorphose




L'appuntamento con TroyMcNamara per decidere lì il titolo della tesi è finalmente arrivato. Sono tutto emozionato. Uh, mamma. Mi ha detto di farmi trovare lì in reparto, peccato che non mi abbia detto precisamente DOVE, quindi aspetto in mezzo alla corsia, tra infermieri e pazienti e visitatori che passano, a mò di ciocco di legno che galleggia tra i flutti.
Mi domando se io e il prof faremo sesso prima o dopo aver discusso della tesi.
Si apre una porta: ero convinto fosse quella di uno sgabuzzino e, invece, da dentro fa capolino lui, affascinante affascinantissimo. E' il suo studio. Entriamo e parliamo della tesi. SOLO della tesi. Niente sesso. Beh, vabbè: al sesso con lui, purtroppo, non ci ho mai sperato più di tanto. Non siamo mica in Grey's Anatomy.
La tesi è bella, mi piace... e ci sarà da aspettare un anno. Un anno da quando inizierà la sperimentazione. E dato che loro chiudono il reparto a metà di luglio, 'sta sperimentazione o parte a luglio o parte a settembre. Laurearsi a settembre dell'anno prossimo? E io come lo dico ai miei genitori?

Vado a casa, chiamo i miei. Gli dico che la tesi è bella e qui e là e su e giù. Mi fanno la fatidica domanda "Ah, e... quanto ci vorrà?".

Ok, mia madre piange ogni 3x2 però mio padre che piange è da una vita che non lo sento.
Non si meritano di piangere per una stupidissima tesi, per il mio stupidissimo ego, perchè io dovevo necessariamente fare quella tesi mentre invece sono tutte cavolate e potevo fare benissimo altro.
Si sono sacrificati in tutto e per tutto per me e io vado a dare fondo ancora di più alle loro risorse. Vogliono solo vedermi laureato perchè questo sarebbe solo che un bene per me e io invece mi autodistruggo con queste robacce. Tesi sperimentale, chirurgia plastica, un anno di ritardo... e per cosa, dato che non c'è stato un "baratto" con un posto sicuro in specialità? Mi sto mettendo a rischio un anno di lavoro per niente.
Oh, certo, la tesi è bella: non me ne frega più niente; i miei non devono mettersi a piangere per queste cose.
Ma la
Figàngela come fa a guardarsi allo specchio senza provare un minimo senso di vergogna? Tra l'altro, farà laureare LadySicilia a Luglio, non più a Settembre: e meno male che non c'era possibilità neanche per settembre.
Dico ai miei che se non avessero voluto che io facessi quella tesi, avrebbero dovuto dirmelo prima. Gli dico che lo sapevano che c'era questo rischio, che gliel'avevo esplicitato fin da subito e che loro mi avevano detto che andava bene, che dovevano pensarci prima e dirmi di continuare a fare la tesi in un altro posto anche se non fosse stata la tesi che mi sarebbe servita per la specializzazione. Dicevano che dovevo pensare solo al mio futuro e io ho seguito quello che mi hanno detto loro, perchè del resto mi sembra giusto che il mio futuro me lo gestisca io. E allora perchè piangono? Loro si scusano, mi dicono che ho ragione e che l'importante è che sia tranquillo.
Il fatto è che io non sono tranquillo perchè non sono tranquilli loro.
Attacco il telefono e piango.
Era una vita che non lo facevo, anche io.


Passo tutta la giornata in coma, con l'umore a terra. Pensieri suicidi mi passano la testa tremila volte: mi chiedo come sarebbe se mi trovassero svenato oppure impiccato col cavo del pc, appeso all'appendiabiti. A fine giornata mi chiedo perchè darla vinta alle avversità e dipartirmi per sempre da questo mondo, da perdente, da uno che non ha avuto la forza necessaria quando tanti altri ce l'hanno per cose molto più difficili, da uno che ha rinunciato ancora prima di iniziare a correre. Mi chiedo in nome di cosa devo distruggermi una sola giornata pensando a queste cose e che cosa risolverei se le attuassi. Non risolverei niente, non avrei più neanche la possibilità di risolvere qualcosa: per quanto brutto o difficile possa essere, la vita ti lascia sempre una scelta.
Accendo la radio, sento una canzone allegra, mi ricordo dei miei programmi di trasferirmi in California: capisco che non voglio abbandonare e che continuerò a fare quello che sto facendo.
E se qualcuno mi farà del male... accenderò la radio e mi ricorderò che il più forte sono io.

Diciamo che in questo periodo, tesi ed esami a parte, mi sto adeguatamente divertendo. PURE TROPPO.
Giovedì c'era lo schiuma-party universitario: era una roba apocalittica, letteralmente un delirio, un migliaio di universitari infoiatissimi in costume da bagno che si rotolavano nella schiuma e nella terra in una discoteca all'aperto gigantesca... uno mi ha pure mezzo limonato (je sui irresistible) e devo dire che, guardando questo party, le palestre di questa ridente cittadina universitaria alle porte di Milano funzionano veramente BENE! Un florilegio di pettorali e addominali scolpiti! Ma beeeeeeene!!! Del resto, a cosa serve studiare se non per inframmezzare il tempo da dedicare alla palestra?
Venerdì c'è stata la cena di fine corso. Immaginiamoci lo scenario: un centinaio di futuri cardiologi, oncologi, chirurghi, dermatologi, ginecologi e chi più ne ha più ne metta, vestiti belli bellissimi eleganti elegantissimi, in un ristorante appena fuori città, pronti a civili conversazioni sull'ultimo caso che hanno affrontato in reparto... con una marea di etanolo a disposizione. Risultato? Un delirio. Io mi son fatto mettere la matita negli occhi da due miei amiche e sembravo una baldracca bulgara ubriaca ad un festino di politici potenti; una banana di plastica saltata fuori da non si sa dove che fa fare centinaia di foto ambigue a tutti (me compreso); io e BiondazzoDeiMonti che abbiamo finalmente fatto capitolare i nostri colleghi Queeno e TarTagliaPalle facendogli ammettere che sono dei luridi finocchi come noi; bicchieri rotti e usati come preservativi per la frutta; cibo quasi intoccato; vino del tutto finito; doposerata a cantare a squarciagola sulla gradinata del Duomo fino alle 4 del mattino le canzoni della Carrà e di Non E' La Rai. SERATA MAGNIFICA.

Domenica, io, BiondazzoDeiMonti, il nuovo acquisto Queeno e il nuovo acquisto Gabibbino, andiamo al Borgo. La mia idea era quella di... uhm... fatemi trovare le parole esatte... LIMONARE COME UN FRULLATORE? Ecco sì, può rendere l'idea. Mi vesto come penso possa andare bene: con qualcosa che urli "toccamitoccamitoccami". Arriviamo lì. Si aggiungono altre persone: alcuni amici di Queeno (una graziosissima coppiettina etero), Piercing's e un suo amico e il ragazzo di BiondazzoDeiMonti.
Io ballo come per dire "Chi limona con me?". Mamma mia quanti bei ragazzi ci sono oggi.
Passa mezz'ora e Queeno va a limonare insieme a Piercing's. Vabbè è evidente che io farò l'exploit più tardi.
Passano altri dieci minuti e Gabibbino si mette a limonare con l'amico di Piercing's. Vabbè dai, allora a me mancherà poco.
Più in là c'è BiondazzoDeiMonti che limona col suo ragazzo. Vabbè, è ovvio, sono fidanzati, vuoi che non limonino? Dai che ormai manco solo io, chissà chi tra questi bei ragazzi sarà il fortunato...
Ballo con la coppietta etero, sono simpaticissimi e lui è il sosia di Taylor Lautner. A un certo punto si avvicina un ragazzo. Evvai. E' fatta. E' anche molto carino. Uuuuuh che bella questa serata. Parla alla ragazza etero "Ciao, scusa, una mia amica vuole conoscerti... sei lesbica?".
No, vabbè, ora. ORA.
Io sono andato lì apposta. Sono andato lì APPOSTA e slinguano TUTTI TRANNE ME.
E quei due di Queeno e Gabibbino? La prima volta che vanno al Borgo e già limonano duro? Io mica avevo fatto così la prima volta eh? Vabbè la seconda avevo limonato con 3 e mezzo ma la prima no! La prima volta al Borgo è un po' come la prima volta in sala operatoria: guardare ma non toccare! E li ho anche portati io! Con la mia auto! Ah, ma la prossima volta li lascio a piedi, e che diamine. Non si può, non si può... ma dove finiremo? Ma dove è il pudore?
E la prossima volta evito di vestirmi da scema ché, tanto, se devo limonare, limono anche con un saio addosso.
Io non sono BimboSottaceto: io sono BambinettaScema. Ecco.

Che dire? Che non serve mettersi maschere addosso, non servono vestiti attillati o magliettine sgargianti, non serve essere eccessivi per avvicinarsi a qualcuno o per avvicinarsi al proprio futuro.
Perchè io, in California, ci andrò. Ci andrò in jeans e maglietta dell'Ovviesse. Ci andrò da medico. E non importa se ci andrò con un anno di fuoricorso perchè, tanto, inizierò a limonare fin dall'aeroporto, con lo steward figo.
Forza!


K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

P.s.: no vabbè dai, la magliettina dell'Ovviesse non si può neanche sentire. Un'altra, grazie.