venerdì 17 dicembre 2010

Presepe o Presepio?



Come on, rude boy, can you give enough?
Come on, rude boy, is your big enough?







Natale si avvicina. La neve imbianca i nostri sogni. Io dico cazzate.
Ma ciò che è incrollabile è che faremo ancora una volta un bel presepe (o presepio?). Un qualcosa di scomodo e molto meno bello dell'albero di natale.
E allora perchè non rendere più bello il presepe (o presepio?) facendolo con i personaggioni dello sciòubisnes?
E, già che ci siamo, facciamolo pure comodo: niente statuette ingombranti, niente Madonnine con le tette sbilenche o San Giuseppi con il mento di Martina Stavolo. Niente Gesù Bambini che a 20 giorni di età hanno più capelli di Bob Marley, niente pastorelli che sono più grandi della capanna e niente pecore che potrebbero sbranare un tirannosauro. Niente Re Magi che cercano ancora la stella cometa quando a momenti sbattono la faccia sull'asinello e il bue. Facciamolo qui, 'sto presepe (o presepio?).
In rete.
E la mia statuetta bella bellissima quale sarà? Il cammello dei Re Magi! Anzi: la cammella, visto che è magistralmente interpretata da Nostra Signora del Trucidume... la presepicissima Rihanna! :)
Partecipate anche voi, se volete, cliccando qui; l'iniziativa è di Kblog.it ;)
Non si vince niente eh. Però fa allegria ;)

Merry Christmas ;)

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

lunedì 6 dicembre 2010

Beetween the beginning and the end




What you find-ah
What you feel now
What you know-ah
To be real!!!





Un mese senza postare. Ma con un perchè.
Allora, il mio non è un blog "chiuso" né tanto meno un blog che "si sta spegnendo".
Il mio è un blog "serio" dove, per "serio", non si intende un blog che parla solo di crisi economiche e diritti degli omosessuali (cose di cui, infatti, non si parla proprio) ma un blog in cui si scrive quando si ha qualcosa da dire.
Se non ho niente da dire, non scrivo.
Non mi chiamo Rihanna: non faccio video a raffica nonché a cazzo per ogni singola canzonetta trucida che canto. Di conseguenza, non faccio post ogni giorno della mia vita.

Innanzitutto, questo è stato un mese molto denso. Sono successe tante cose. A dire il vero, niente è successo veramente però tante cose sono successe mentalmente. Se la mia vita di azioni è stata un vero piattume, la mia vita mentale è stata un florilegio, un ribollire, un avvinghiarsi scivoloso e fertile di arrabbiature e di felicità, di scoperte e di riconferme, di fallimenti e di successi, di delusioni e di belle sorprese.

Io non sono pronto per una storia. E manco la voglio. Quindi finiamola con 'sta menata del "Oh, chissà se TheGentleMan mi ama o no". Perchè, almeno per il momento, non me ne frega niente. Guardiamo in faccia la realtà: ho passato l'ultima settimana a scopare come un riccio con un baritono 26enne, modenese, tanto carino e sexy, capelli castani e occhi verdi, che si trovava qui per lavoro. Mi ha rivoltato come un calzino, mi ha addirittura fatto provare (vanamente) le giuoie (ma quali?!?!?) di fare l'attivo. Ebbene: ho provato il benchè minimo rimorso? Mi sono messo a pensare "Chissà cosa penserebbe TheGentleMan di me"? Ritengo che sia stato un errore? La risposta a tutte le domande è un fantastico, chiarissimo e sonoro NO. A me, va bene così in questo modo.
E perchè? Perchè sono ancora troppo immaturo, sentimentalmente parlando: quando il baritono ha finito la sua settimana lavorativa e se ne è andato, io ci sono rimasto "male". E metto il termine "male" tra virgolette perchè è quel "male" che in realtà è un magone, un desiderio, una lacrimuccia troppo stupida per piangerla davvero... insomma, era una vera cottarella adolescenziale. Ero dispiaciuto. Volevo sbaciucchiarlo ancora. Ero invaghito. Ero una quindicenne alla sua prima storiella. Storiella già dimenticata dopo due giorni.

E uno così, un ragazzo ancora così adolescente nei suoi sentimenti, incapace di trattenersi, incapace di non darsi del tutto, incapace di non darsi a chi non val la pena darsi e incapace di darsi a chi val la pena darsi, può avere una storia? Non dico "può meritarsi di avere una storia" perchè ovviamente io mi merito di avere una storia ma... è questo il momento giusto? Non è meglio aspettare? Se ho la crescita sentimentale ritardata, è colpa mia? Se ho ancora bisogno del pediatra, cosa ci posso fare? E se essere così non mi crea fastidio, come posso far finta che me ne dia? Se davvero me ne desse, avrei già cambiato: bambino, adolescente... tutto quello che vuoi... ma non sadomasochista. Avrei già cambiato.
Insomma, sono una puttana. Uno sciocchino. Ma, come disse il compianto John Candy nel fantastico 'Io e zio Buck' ,"Io non vorrei mai una nipote 12enne che non sia anche un po' stupidina". E' vero, non ho più 12 anni... ma se i 40 anni sono i nuovi 20, allora forse i 25 anni sono i nuovi 12.

E poi, sarà necessario avere una storia ADESSO?
ADESSO. Vivo un momento della mia vita così pieno che avere una storia sarebbe un crimine nei miei stessi confronti. Un suicidio del mio futuro. Un omicidio delle mie potenzialità. Una strage dei miei domani.
La tesi sta andando avanti, ho iniziato a frequentare un ambulatorio all'allegro nosocomio di questa ridente cittadina universitaria alle porte di Milano e la dottoressa che lo manda avanti mi ha detto che possiamo trovare, in un futuro recente, un caso interessante da poter pubblicare a mio nome sul bollettino medico. Sto progettando, sto agendo, sto studiando, sto imparando, sto camminando. E' il caso che mi infili dentro una storia amorosa? Le storie amorose: costano soldi, costano fatica, sono assolutizzanti. Le amicizie con privilegi aggiunti: sono economiche, hanno orari flessibili, sono amanti della buona compagnia. E' il caso che mi impelaghi in un qualcosa di cui non mi sento proprio convinto? E' il caso di tramutare qualcosa che non mi reca noia così come è e che, anzi, mi piace così come è?
Ecco, diciamo che, da adulti/anziani, una storia amorosa è sicuramente un buon investimento, se ci sono le condizioni giuste che la contornano e se la persona che hai scelto è ok. Le amicizie con privilegi aggiunti, in giovane età, invece, sono da preferire alle precedenti: ti lasciano libero di crescere e, quando sarai abbastanza cresciuto, un giorno, ti libererai anche di loro, se lo vorrai, per mantenere una storia stabile con qualcuno. Se lo vorrai. Quando sarai sufficientemente cresciuto. Se e quando.

Fate crescere questo 12enne stupidino.

E poi tra poco c'è il concerto di Lady Gaga. E a me le grandi popstar portano sfiga, in amore: dopo il concerto di Madonna, sono diventato single. Quindi mi sembra sciocco e controproducente fidanzarsi poco prima del concerto di Lady Gaga.

Vabbè si è capito che non mi voglio proprio impegnare. Le sto trovando tutte. E le ho trovate, eh.

Un mese senza postare. Ma c'è un perchè.
Lo stesso perchè che mi porta a chiedermi il perchè volere una storia. E sopratutto perchè volerla a tutti i costi.
Non posto da un mese perchè ci sono delle priorità e, a volte, nuove priorità scavalcano le vecchie.
Volere una storia: paura di rimanere soli? Paura di non divertirsi? Paura di rimanere soli? Paura di non avere più niente? Paura di rimanere soli? Paura del futuro? Paura di rimanere soli?
Paura di morire?
Perchè, dietro ogni paura, non si nasconde forse la grande paura di morire?
Senza voler mescolare il Tavernello con lo champagne... anzi, no, mescoliamo pure: i rapporti sentimentali sono qualcosa di totalmente lontano dalla morte. Gli uni danno vita a noi stessi e pure agli altri, sono capaci anche di creare nuove vite, di farle crescere come di far crescere chi li vive. La morte invece no: non è un inizio, è invece una fine. Ma c'è qualcosa di male nel finire?
La morte, sempre vista come qualcosa di negativo. L'eterno, sempre visto come qualcosa di positivo.
E' qualcosa di positivo continuare a crescere, in eterno? Un cancro cresce di continuo.
Finire qualcosa che si è iniziato, concluderla, dargli una forma e una definizione, completarla e non farle mancare niente, invece, è qualcosa di così negativo? Il professore di matematica non ci metteva per caso 8 e mezzo quando riuscivamo a finire il nostro compito in classe?
L'assenza o la presenza di un rapporto sentimentale, di qualunque definizione esso sia, può richiamare la morte, in un modo o nell'altro. E non voglio fare un discorso fatalista, pessimista, cinico... anzi: è un discorso molto ottimista.
Spesso, chi inizia una storia si sente imprigionato in una gabbia dopo la prima settimana; spesso, chi non ne possiede una, si sente imprigionato in una sorta di labirinto, tortuoso e buio, in cui non incontra mai nessuno, mentre da oltre le mura sente le voci di possibili partner perfetti che però non riesce a raggiungere poichè l'uscita è ancora invisibile.
I sentimenti fanno paura, perchè la loro assenza o la loro presenza viene percepita come la fine di qualcosa. E la fine di tutto è la morte.
Ma ripeto, ha senso aver paura della morte? Ha senso non voler dare una ultima e definitiva forma alla tua esistenza, anche se dovrai abbandonarla subito dopo?

Comprare un paio di scarpe a Manhattan, andare a fare il chirurgo in una missione umanitaria in Africa nera, cantare a squarciagola al concerto meneghino di Lady Gaga, dire ai tuoi genitori piangendo/ridendo l'impronunciabile frase "sono gay", imbellettarsi e liftarsi tutte le rughe che riesci a trovarti, andare fieri delle proprie cicatrici, vivere nel lusso, vivere nella modestia, essere felici così come si è, essere sempre alla ricerca di qualcosa d'altro da quello che si ha, vivere, morire, alti & bassi, bassi & alti...

Un inizio e una fine c'è sempre, in tutte le cose, compresa la vita. E' inutile cercare di rimandare la fine, è inutile cercare di programmare l'inizio, è inutile lagnarsi di non essere nati in tempo per vivere appieno gli anni '80 o di non poter vivere a sufficienza per poter vedere chi sarà il nuovo fenomeno pop mondiale.
L'inizio e la fine sono cose certe: è ciò che sta in mezzo che è ancora da scrivere.
L'inizio è la nascita, la fine è la morte, in mezzo ci siamo noi. In medio stat virtus, in medio stat vita: non si può vivere avendo paura di finire di vivere; non avrò paura della fine, se la fine sarà la mia fortemente voluta, bellissima, fantastica, ultima pennellata.


K.I.S.S.ISSIMI (Keep It Simple, Stupidissimi)