lunedì 6 dicembre 2010

Beetween the beginning and the end




What you find-ah
What you feel now
What you know-ah
To be real!!!





Un mese senza postare. Ma con un perchè.
Allora, il mio non è un blog "chiuso" né tanto meno un blog che "si sta spegnendo".
Il mio è un blog "serio" dove, per "serio", non si intende un blog che parla solo di crisi economiche e diritti degli omosessuali (cose di cui, infatti, non si parla proprio) ma un blog in cui si scrive quando si ha qualcosa da dire.
Se non ho niente da dire, non scrivo.
Non mi chiamo Rihanna: non faccio video a raffica nonché a cazzo per ogni singola canzonetta trucida che canto. Di conseguenza, non faccio post ogni giorno della mia vita.

Innanzitutto, questo è stato un mese molto denso. Sono successe tante cose. A dire il vero, niente è successo veramente però tante cose sono successe mentalmente. Se la mia vita di azioni è stata un vero piattume, la mia vita mentale è stata un florilegio, un ribollire, un avvinghiarsi scivoloso e fertile di arrabbiature e di felicità, di scoperte e di riconferme, di fallimenti e di successi, di delusioni e di belle sorprese.

Io non sono pronto per una storia. E manco la voglio. Quindi finiamola con 'sta menata del "Oh, chissà se TheGentleMan mi ama o no". Perchè, almeno per il momento, non me ne frega niente. Guardiamo in faccia la realtà: ho passato l'ultima settimana a scopare come un riccio con un baritono 26enne, modenese, tanto carino e sexy, capelli castani e occhi verdi, che si trovava qui per lavoro. Mi ha rivoltato come un calzino, mi ha addirittura fatto provare (vanamente) le giuoie (ma quali?!?!?) di fare l'attivo. Ebbene: ho provato il benchè minimo rimorso? Mi sono messo a pensare "Chissà cosa penserebbe TheGentleMan di me"? Ritengo che sia stato un errore? La risposta a tutte le domande è un fantastico, chiarissimo e sonoro NO. A me, va bene così in questo modo.
E perchè? Perchè sono ancora troppo immaturo, sentimentalmente parlando: quando il baritono ha finito la sua settimana lavorativa e se ne è andato, io ci sono rimasto "male". E metto il termine "male" tra virgolette perchè è quel "male" che in realtà è un magone, un desiderio, una lacrimuccia troppo stupida per piangerla davvero... insomma, era una vera cottarella adolescenziale. Ero dispiaciuto. Volevo sbaciucchiarlo ancora. Ero invaghito. Ero una quindicenne alla sua prima storiella. Storiella già dimenticata dopo due giorni.

E uno così, un ragazzo ancora così adolescente nei suoi sentimenti, incapace di trattenersi, incapace di non darsi del tutto, incapace di non darsi a chi non val la pena darsi e incapace di darsi a chi val la pena darsi, può avere una storia? Non dico "può meritarsi di avere una storia" perchè ovviamente io mi merito di avere una storia ma... è questo il momento giusto? Non è meglio aspettare? Se ho la crescita sentimentale ritardata, è colpa mia? Se ho ancora bisogno del pediatra, cosa ci posso fare? E se essere così non mi crea fastidio, come posso far finta che me ne dia? Se davvero me ne desse, avrei già cambiato: bambino, adolescente... tutto quello che vuoi... ma non sadomasochista. Avrei già cambiato.
Insomma, sono una puttana. Uno sciocchino. Ma, come disse il compianto John Candy nel fantastico 'Io e zio Buck' ,"Io non vorrei mai una nipote 12enne che non sia anche un po' stupidina". E' vero, non ho più 12 anni... ma se i 40 anni sono i nuovi 20, allora forse i 25 anni sono i nuovi 12.

E poi, sarà necessario avere una storia ADESSO?
ADESSO. Vivo un momento della mia vita così pieno che avere una storia sarebbe un crimine nei miei stessi confronti. Un suicidio del mio futuro. Un omicidio delle mie potenzialità. Una strage dei miei domani.
La tesi sta andando avanti, ho iniziato a frequentare un ambulatorio all'allegro nosocomio di questa ridente cittadina universitaria alle porte di Milano e la dottoressa che lo manda avanti mi ha detto che possiamo trovare, in un futuro recente, un caso interessante da poter pubblicare a mio nome sul bollettino medico. Sto progettando, sto agendo, sto studiando, sto imparando, sto camminando. E' il caso che mi infili dentro una storia amorosa? Le storie amorose: costano soldi, costano fatica, sono assolutizzanti. Le amicizie con privilegi aggiunti: sono economiche, hanno orari flessibili, sono amanti della buona compagnia. E' il caso che mi impelaghi in un qualcosa di cui non mi sento proprio convinto? E' il caso di tramutare qualcosa che non mi reca noia così come è e che, anzi, mi piace così come è?
Ecco, diciamo che, da adulti/anziani, una storia amorosa è sicuramente un buon investimento, se ci sono le condizioni giuste che la contornano e se la persona che hai scelto è ok. Le amicizie con privilegi aggiunti, in giovane età, invece, sono da preferire alle precedenti: ti lasciano libero di crescere e, quando sarai abbastanza cresciuto, un giorno, ti libererai anche di loro, se lo vorrai, per mantenere una storia stabile con qualcuno. Se lo vorrai. Quando sarai sufficientemente cresciuto. Se e quando.

Fate crescere questo 12enne stupidino.

E poi tra poco c'è il concerto di Lady Gaga. E a me le grandi popstar portano sfiga, in amore: dopo il concerto di Madonna, sono diventato single. Quindi mi sembra sciocco e controproducente fidanzarsi poco prima del concerto di Lady Gaga.

Vabbè si è capito che non mi voglio proprio impegnare. Le sto trovando tutte. E le ho trovate, eh.

Un mese senza postare. Ma c'è un perchè.
Lo stesso perchè che mi porta a chiedermi il perchè volere una storia. E sopratutto perchè volerla a tutti i costi.
Non posto da un mese perchè ci sono delle priorità e, a volte, nuove priorità scavalcano le vecchie.
Volere una storia: paura di rimanere soli? Paura di non divertirsi? Paura di rimanere soli? Paura di non avere più niente? Paura di rimanere soli? Paura del futuro? Paura di rimanere soli?
Paura di morire?
Perchè, dietro ogni paura, non si nasconde forse la grande paura di morire?
Senza voler mescolare il Tavernello con lo champagne... anzi, no, mescoliamo pure: i rapporti sentimentali sono qualcosa di totalmente lontano dalla morte. Gli uni danno vita a noi stessi e pure agli altri, sono capaci anche di creare nuove vite, di farle crescere come di far crescere chi li vive. La morte invece no: non è un inizio, è invece una fine. Ma c'è qualcosa di male nel finire?
La morte, sempre vista come qualcosa di negativo. L'eterno, sempre visto come qualcosa di positivo.
E' qualcosa di positivo continuare a crescere, in eterno? Un cancro cresce di continuo.
Finire qualcosa che si è iniziato, concluderla, dargli una forma e una definizione, completarla e non farle mancare niente, invece, è qualcosa di così negativo? Il professore di matematica non ci metteva per caso 8 e mezzo quando riuscivamo a finire il nostro compito in classe?
L'assenza o la presenza di un rapporto sentimentale, di qualunque definizione esso sia, può richiamare la morte, in un modo o nell'altro. E non voglio fare un discorso fatalista, pessimista, cinico... anzi: è un discorso molto ottimista.
Spesso, chi inizia una storia si sente imprigionato in una gabbia dopo la prima settimana; spesso, chi non ne possiede una, si sente imprigionato in una sorta di labirinto, tortuoso e buio, in cui non incontra mai nessuno, mentre da oltre le mura sente le voci di possibili partner perfetti che però non riesce a raggiungere poichè l'uscita è ancora invisibile.
I sentimenti fanno paura, perchè la loro assenza o la loro presenza viene percepita come la fine di qualcosa. E la fine di tutto è la morte.
Ma ripeto, ha senso aver paura della morte? Ha senso non voler dare una ultima e definitiva forma alla tua esistenza, anche se dovrai abbandonarla subito dopo?

Comprare un paio di scarpe a Manhattan, andare a fare il chirurgo in una missione umanitaria in Africa nera, cantare a squarciagola al concerto meneghino di Lady Gaga, dire ai tuoi genitori piangendo/ridendo l'impronunciabile frase "sono gay", imbellettarsi e liftarsi tutte le rughe che riesci a trovarti, andare fieri delle proprie cicatrici, vivere nel lusso, vivere nella modestia, essere felici così come si è, essere sempre alla ricerca di qualcosa d'altro da quello che si ha, vivere, morire, alti & bassi, bassi & alti...

Un inizio e una fine c'è sempre, in tutte le cose, compresa la vita. E' inutile cercare di rimandare la fine, è inutile cercare di programmare l'inizio, è inutile lagnarsi di non essere nati in tempo per vivere appieno gli anni '80 o di non poter vivere a sufficienza per poter vedere chi sarà il nuovo fenomeno pop mondiale.
L'inizio e la fine sono cose certe: è ciò che sta in mezzo che è ancora da scrivere.
L'inizio è la nascita, la fine è la morte, in mezzo ci siamo noi. In medio stat virtus, in medio stat vita: non si può vivere avendo paura di finire di vivere; non avrò paura della fine, se la fine sarà la mia fortemente voluta, bellissima, fantastica, ultima pennellata.


K.I.S.S.ISSIMI (Keep It Simple, Stupidissimi)

15 commenti:

awkward ha detto...

Forse tutte le argomentazione verebbero meno laddove trovassi la persona giusta... allora ogni domanda avrebbe una riposta fidati! ;)
D'altronde cercare forzatamente la storia è controproducente... per cui viviti la vita come viene! ;)

PD ha detto...

quante stronzate Peter Pan!

Andy Crop ha detto...

La solitudine è uno stato che insieme mi attrae(conduco una vita solitaria,fatta di musica,libri e immagini in movimento su uno schermo)e insieme mi fa paura.
Da solo posso concentrarmi sui miei interessi,ma non entro in contatto con le persone.
Ed è il contatto con le persone il vero mistero,per me,perchè si tratta di una cosa che devo ancora comprendere a fondo.
Ma sono sicuro che prima della mia morte avrò capito,perchè se ci riescono in miliardi,non dev'essere così difficile.
Per me neanche la morte è la fine.
La fine di qualcosa,per essere tale,la devi vedere,deve essere tangibile.
Se muori,vai via prima che lo spettacolo sia concluso,prima che il sipario cali.
Ed è perfetto,quando la fine verrà non voglio essere presente.
Le mie ultime volontà sono queste:ai miei funerali voglio che la gente rida,che sia felice per me,perchè si è conclusa la mia esperienza umana.
Voglio musica ad alto volume e brani come "Liberty Bell" di John Philip Sousa o "La passerella di Otto e mezzo" di Nino Rota.
Voglio che le persone percepiscano la mia soddisfazione per ciò che ho fatto in vita.
Per il momento non ho fatto molto,non ho progetti gigantormi e enormeschi per me stesso,ma sto cercando di capire qual'è il posto adatto alle mie capacità.
La morte sarà la fine della vita,non la MIA fine.
Se sarò abbastanza in gamba,imprimerò un segno sul mondo.
Nulla di meraviglioso e di visibile agli occhi dell'umanità intera,ma qualcosa che comunichi un senso di compiutezza alle persone che hanno conosciuto.
La mia vita finirà,ma non sarò mai morto.
Bel post,mi piace riflettere su cose come la vita e la morte e ultimamente non mi è capitato spesso.
Se mi piace discutere di cose simili,devo proprio essere una persona spassosa XD

mauro.n.battaglia ha detto...

piccolo 12 enne benvenuto! io 31 enne, fermo o riportato ai 16, mi gratto con l'indice e dubito, sgrano gli occhi e stappo le orecchie....la gente è sempre così sicura di tutto da non avere mai enmmeno una sorta di tentennamento? è sempre facile? tutto lecito? invece, mi scopro ogni cazzo di volta che ti leggo, piccolo, stronzetto a commuovermi, a riflettere come quando di anni io ne avevo davveo 25 e tante scelte, responsabilità e prese di posizioni erano a divenire, ed oggi, con l'esperienza che mi porto dietro ancora non so...continuo ad impormi su questa vita, per non passare inerme.
fai quello che senti e stop. dimentica! il resto è rumore che piano si dirada, per avvertire solo suoni conosciuti. il resto è confusione. bello, ci si butta spesso. poi, le figure diventano nitide, quelle che restano.
quindi non avere paura, fai proprio, esattamente quello che senti.

AnticameraM/M ha detto...

Bentornato Bimbosottaceto!
Baritono modenese occhi verdi? oohhh...ho presente chi è !:)

Anonimo ha detto...

uno dei tuoi post più belli e ispirati, valeva la pena aspettare :)

Misterioso ha detto...

Bimbo, secondo me stavolta nemmeno tu sei convinto di quello che hai scritto...

Gayburg ha detto...

Io sono completamente d'accordo con awkward: quando si trova la persona giusta, il tutto diventa così naturale da rendere inutili tutte le domande su quanto "costi" portare avanti una relazione... :)

Anonimo ha detto...

Carrie ti direbbe..
Forse sono i nostri errori a determinare il nostro destino.Senza quelli che senso avrebbe la nostra vita?Probabilmente se non cambiassimo mai strada,non potremmo innamorarci,avere un figlio,essere cio' che siamo;del resto le stagioni cambiano,e così pure le città...la gente entra nella tua vita e poi ne esce,ma è confortante sapere che coloro che ami rimangono per sempre impressi nel tuo cuore....

Anonimo Firmato

Bigio ha detto...

Se non ti ritieni pronto per una storia è giusto non averla, in ogni caso queste non sono cose che si possono programmare a tavolino... Quando arriverà la persona giusta, come dice awkward, le domande avranno una risposta... Nel frattempo fai quello che ti senti di fare. In fondo è bello avere 12 anni (siamo coetanei XD)...

PS C'ero anche io al concerto di Lady Gaga, sarebbe stato bello conoscerti! ;)
In bocca al lupo con la tesi e complimenti per il blog!



www.thebigiofactor.blogspot.com

findarto ha detto...

Mi pare di capire che sono l'unico che non è andato al concerto di Lady Gaga, eh?

Senti ma per caso ti trovo anche sul prossimo calendario? (dimmi di sì, ti prego dimmi di sì) :)

Whatislove. ha detto...

Questo è il post assoluto, definitivo, perfetto!
Mai mi sono trovato più d'accordo con le tue parole, ma proprio tutte, ogni virgola.
E quindi non aggiungerò altro. Solo: grazie.
Perchè in qualche modo hai dato conferma ad alcuni pensieri che mi frullano in testa ultimamente, seppur viviamo situazioni ovviamente diverse. Sapere che c'è qualcun altro che la pensa alla tua stessa maniera ti dà conforto :)

P.S: Sensazionale il concerto di quella matta della Gaga, eh? =D

Francesca ha detto...

Ciao bimbo, io ho 34 anni e mi sento ferma ai 15..e tutto quello che hai scritto lo vivo anche io al1000 per 1000.
Grazie per tutto quello che ci regali, tra risate e riflessioni. E scrivilo sto libro che sei bravo!!!

Anonimo ha detto...

ma...ti lascio solo un po' e ti incasini di nuovo? non sta bene, bimbo (e nemmeno le braghe calate nel gelido settembre ma tant'è ;PP)!

gioca, accetta, perdona e scegli. il segreto dell'universo è questo, me l'ha detto un tizio. un abbraccio.

Sephyr

ValeBea ha detto...

..ahahah mi spezzi
ti seguoooooo
=)
choco