giovedì 24 febbraio 2011

Sad things aren't always bad things

[Premessa: sono giorni che tento di finire questo post. E, tra impegni universitari e perdite di tempo, tra preoccupazioni e attacchi di panico, tra improvvise e momentanee preferenze per i siti porno e voglia di correre in un prato senza fermarmi finchè non ho oltrepassato la frontiera, questo post risulta ancora a metà. Ora, sono le 5 e mezza di mattina e mi sono svegliato di soprassalto da due ore. Oggi, il prof correggerà la mia tesi e, se tutto va bene, la stamperò. Io, le mie dita incrociate, la mia confusione]

Ah, beh... poi c'è stata quella volta al Borgo in cui ho capito che...

Ma facciamo una piccola divagazione.
E' interessante notare come una discoteca possa essere assunta a luogo-cult della vita sentimentale di qualcuno. E non perchè si è delle persone tristi e vuote ma semplicemente perchè in quest'Italia governata da politici che commissionano l'omicidio delle transessuali con cui sono appena andati a letto o che portano in Consiglio Regionale o in Parlamento delle amichette (ma si badi: donne onestissime, di cultura e che sanno l'inglese. Perchè infatti è risaputo che chi è dedito al favoritismo non lo sa proprio, l'inglese) c'è uno spostamento generale di quella che dovrebbe essere la quotidianità: lavoro/studio ergo ne consegue una scalata al successo. Ecco, no: in questi ultimi tempi, in Italia, funziona che prima scalo le vette del successo grazie alle mie tettine nuove e poi, forse, mi metto a lavorare/studiare/farequalchecazzodicosa.
E nella vita sentimentale, tutto sommato, è così: vado in discoteca, in mezzo a un casino di gente, un casino di musica, un casino di alcol... e mi si spalancano le porte della verità per quanto riguarda il mio casino sentimentale. Eh! Mica come fanno tutti che si prendono una bella tazza di té verde, la sorseggiano in tutta tranquillità di fronte alla puntata quotidiana di Pomeriggio 5 con la Barbara Of Bear che fa la sua faccia da "Lei mi sta dicendo che... non caga da tre giorni?" e si rendono conto della verità.
No. Io mi ritrovo quando mi perdo. Sento quello che dico solo in mezzo al chiasso. Perchè sono un sottoprodotto perfetto dell'Italia (anzi: italia) berlusconiana.

Chiuso il delirio politico-sentimentale-topologico. Oddio, mi sono politicamente schierato sul mio blog per la prima volta! Posso affermare che questo è un blog de-berlusconizzato? Sì, posso, dai.

Dicevamo che ero al Borgo, insieme a Palestronzo e a delle sue amiche. Considerato che le ultime volte in cui ero andato a ballare al Borgo, nessuno mi aveva calcolato di striscio, stavolta mi ero messo l'anima in pace e sono andato solo con l'intenzione di ballare. Anzi, ho pure preso la mia auto, così non avrei bevuto e non mi sarei imputtanito grazie all'alcol. E mi ero vestito pure comodo, un po' "Yeah" e un po' "che scazzo, gente".
E ovviamente, come in tutti i film holliwoodiani... mentre ballavo una cosa che oscillava tra "Come è bello far l'amore" della Carrà e "What is love" degli Haddaway, un biondino mi guarda.
Poffare! Cosa veggono le mie fosche pupille? Un biondino coi controfiocchi! Con gli occhi azzurri! Con un bel fisichetto!
Beh, a questo punto, io mi trovo in difficoltà: sono sobrio. Come fare a rimorchiare qualcuno se non sei ubriaco? E' possibile riuscirci? Vediamo, facciamo quello che ho visto fare nei film: ricambiamo lo sguardo.
Io ricambio e lui mi sorride.
Madre! Mi ha sorriso! E ora qual è il passo successivo? Proviamo a ricambiare pure il sorriso.
Io ricambio e lui sorride di più.
No vabbè non ci credo: h.o.r.i.m.o.r.c.h.i.a.t.o.d.a.s.o.b.r.i.o.
Mi viene una ridarella incredibile per l'impresa che ho appena compiuto per la prima volta, assomiglio tanto a Fantozzi che ha appena scoperto di aver vinto la lotteria di capodanno mentre si avvelena col detersivo e, infatti, devo voltarmi per evitare che mi veda ridere come un coglioncello.
Appena mi calmo, lo riguardo e gli risorrido e mi avvicino. Lui si avvicina e balliamo un po' assieme.

Lui: Come ti chiami?
Io: BimboSottaceto! E tu?
Lui: Io sono Lui!
Io: Di dove sei?
Lui: Sono svizzero e tu?
IoPensante: Mmmmmm... svizzero... il cioccolato... gli orologi... il calendario dei contadini....
Io: Io sono di un'isoletta del Mediterraneo ma abito in una ridente cittadina universitaria alle porte di Milano.
Lui: Con chi sei qui?
Io: Amici, e tu?
Lui: Da solo.
[Limonamento, toccamento, sbaciucchiamento, pronunciamento di frasi-cazzata come "che bello che sei che bello che sei che bello che sei minchia quanto belli siamo noi due"]

Il dialogo fin qui potrebbe sembrare assolutamente privo di interesse ma... dopo ecco cosa succede.

Lui: Come ti chiami?
IoPensante: Ancora?
Io: Ehm... BimboSottaceto... sono sempre io eh!
Lui: Sì, certo... con chi è che sei qui?
IoPensante: Ma con chi devo essere qui? Coi miei genitori???
Io: Con dei miei amici, sempre gli stessi eh!
[Lui mi tocchiccia un po' il corpo e io tocchiccio il suo]
Lui: Però, sei bello palestrato!
IoPensante: Ma sei scemo?
Io: Ehm... beh veramente mi sa che tra noi due quello palestrato sei tu!
Lui: Io? Ma no, ho fatto solo cinque giorni di palestra in tutta la mia vita!
IoPensante: Sì, certo come no! Il problema è che poi avrai fatto quindici anni di nuoto! Guarda qui che fisico che ti ritrovi!
Lui: Ah sì? Ehm... complimenti, ti sono bastati!
[Una marea di ragazzi va a "salutarlo", chiamandolo per nome e mettendogli la mano sul "culo"... cioè no... niente virgolette: gliela mette proprio sul culo!]
Io: Ehm... sei sicuro di essere qui da solo?
Lui: Sì sì, certo! E' che sono dei miei amici, svizzeri anche loro!
IoPensante: Però! C'è tutto il Canton Ticino in trasferta a Milano!
Io: Ah, ecco
IoPensante: Tutti a me, i suonati.
[Arriva un altro suo amico a "salutarlo"]
Lui: Ti dispiace se vado a farmi un giro con questo mio amico?
Io: Non mi dispiace per nulla, figurati!
IoPensante: A.D.D.I.O

E dopo due minuti, li vedo che limonano addossati a un muro.

Cioè, io dico. Ok che è il Borgo. Ok che è un puttanaio. Ok che non è successo niente di male. Però porcaeva! Quel rompipalle del suo amico non vedeva che ci stavo già limonando io??? Ci saranno stati diecimila altri froci, vai e sceglitene un'altro, no?!?!??! No. Proprio quello.
Ma sìììì ma che ci frega, tanto io ho limonato. Da sobrio. Ed era quello che volevo: un'esperienza nuova in più!

Tornando a casa, giudando tra autostrade asciutte e fredde, luci artificiali come macchie gialle d'unto, deliziose macchinine cariche di gay che tornano a casina e parlando un po' con Palestronzo, mi son reso conto che mentre stavo a sbaciucchiarmi con quell'idiota di Lui, mi dispiaceva per TheGentleMan.
Non stiamo insieme, scopiamo e ci divertiamo come due scopamici qualunque eppure non potevo fare a meno di pensare "Chissà cosa penserebbe se sapesse".
E mi decido: glielo dico. Ma stavolta glielo dico davvero.
Sì ma cosa dirgli? "Ti amo"? Falso e demodé. "Mi piaci"? Eh, grazie al ca'. "Ci fidanziamo"? Mancano solo le due caselline Sì-NO da barrare e poi possiamo pure metterci il grembiulino azzurro ed essere promossi in quarta elementare.

No, insomma... il problema è che io sono confuso. Il problema è che io ho un'incredibile voglia di parlare con lui ma non so cosa chiedergli, vorrei soltanto mettere un po' di luce in questa storia, capire cosa succede in lui, in me e tra noi e poi buona notte e grazie tante.
Voglio solo parlare ma non so cosa chiedere...

E allora ecco l'illuminazione: non chiediamogli niente. Nessuna domanda. Parliamogli e basta. Chiariamo se va tutto bene, senza interrogatori o richieste al di là di ogni ragionevole ragionevolezza.

Ma ora è arrivato il momento di partire per Roma. Ebbene sì perchè la mia statura, non esattamente da corazziere, mi impedisce di trovare un abito per la laurea che mi calzi come si deve. E, visto che pochi mesi dopo dovrò andare anche al matrimonio di DivoTv, tanto vale che vada a Roma da lui a farmi fare un vestito dal suo sarto.

[Ecco, il mio racconto si interrompe qui. Ora riprendo a scrivere, ma sono successe un po' di cose, tutte stanotte, tutte interiori, tutte mentali ma tutte importanti. Non mi hanno ancora portato a darmi delle risposte. Non so se siano belle o brutte. Del resto, le cose tristi non sono per forza brutte]


A Roma, andrò per due volte, a distanza di due settimane l'una dall'altra. Ho incontrato Siringo e ci sono andato a bere qualcosa la prima volta e a ballare la seconda ma niente sesso perchè siamo troppo passive.
E parliamo pure di 'sti romani.
A Roma, il gay-cula non è, come a Milano, un'istituzione: ce ne sono decisamente pochi. A Roma, il gay-etero è una specie che ha ripopolato foltamente l'habitat locale. A Roma, per andare a ballare in un locale gay, non occorre vestirsi come un gay (cioè, rendetevi conto che, al Gorgeous I Am, ho visto gente omosessuale con la camica e la cravatta! Io ero in magliettina da sfranta dello IED e jeans skinny da sfrantaccia dello IULM e quelli in ca-mi-cia-e-cra-vat-ta. Posso tranquillamente dire che non mi sono mai sentito più radical-chic di quella volta). A Roma, i gay-etero sono talmente tanti che quasi non sembra di trovarsi in un locale gay: discoteche piene di donne, discoteche piene di uomini privi di pazziafolliafavolosità, il famoso Coming Out che sembra un qualsiasi bar etero. A Roma, i gay sono talmente etero che non era un problema neanche se erano brutti: mi arrapavano lo stesso.
E che dire delle filari di pini e cipressi che incorniciano la città, in una campagna ancora pulita e assolata, dei musei a cielo aperto e della simpatia di 'sti romanacci bbbelli? Diciamo solo "I love Rome" (lo scriverei in romanesco ma non so come nespole si scrive).
Ah, una cosa: il vestito della mia laurea è fan-ta-sti-co. E no: niente strascico!

Dopo vari problemi di comunicazione con TheGentleMan (che è proprio debole di intestino) che mi hanno fatto desistere dall'instaurare discorsi così delicati col rischio di perdere la connessione verbale in favore di fughe al cesso, finalmente, riesco a trovare un momento per parlare con TheGentleMan. Il momento in questione è il dopo-scopata. Alla fine è un momento importante: si è più tenerelli, più gigiolosi, più portati al romanticismo... cioè per lo meno credo, poi non so se qualcuno di voi, nel dopo-scopata, rutta e scorreggia in libertà, arieggiando con le coperte in direzione del partner! Comunque, ho voluto sfruttare quel momento perchè mi sembrava il più adatto per parlare con TheGentleMan.

[io e TheGentleMan a letto, abbracciati]
Io: Ma a te sta bene che le cose stiano così?
TGM: Così come?
Io: Così tra noi!
TGM: Sì sì!!!

E prende a scoccolazzarmi come se mi avesse visto per la prima volta. Praticamente mi ha detto che sì, gli va benissimo una relazione-non-relazione e mi scoccolazza tutto cicciottino. Mi ha dato un due di picche e fa come se mi avesse proposto di sposarlo e io avessi accettato. E la domanda l'ha capita benissimo eh! Perchè nei giorni a seguire, per sms (sì è un po' adolescenziale ma beh! Viviamo nell'epoca dei telefonini e dello sticazzi!) gliel'ho semi-rifatta e lui mi ha risposto che preferisce il divertimento diffuso (testuali parole).

E io? Io lo sapevo benissimo. Era la cosa più probabile che mi dicesse. Sapevo, sapevo e sapevo ma, allo stesso tempo, dovevo sapere perchè ancora non sapevo. E non rimpiango di averglielo chiesto (ma non dovevo evitare le domande? Oh, dannazione, un cambio di programma all'ultimo minuto non ha mai fatto male a nessuno... e poi non era proprio una domanda, era più un chiedere un'informazione), non rimpiango... solo che, mi domando, mi chiedo a me stesso medesimo io nella mia persona in qualità di, come ci sto rimanendo?
Sì, ok, ora che so che a lui va bene così, posso stra-divertirmi in giro in tranquillità. Yuhu! Ma perchè non mi viene da gioire? Perchè sento che, così, è tempo un po' perso? A cosa può portare questa storia?

E quando un giorno lui incontrerà qualcuno che gli piace veramente, io che fine farò? In qualche sacchetto della spazzatura finirò? Nell'umido o nella plastica? E se, invece, lo incontrerò io qualcuno che mi piace veramente e a cui io piaccio veramente? Come farò a troncare di netto ma senza sangue sparso?
Una trombamicizia può impegnare così tanto, mentalmente e sentimentalmente e temporalmente? In pratica, è una trombamicizia? O è un'amicizia? O è uno sbaglio?


E rimango qui con i miei dubbi, ai quali si sommano i dubbi sul mio futuro.
Voglia di andare, voglia di far qualcosa. Perchè non ho intenzione di diventare uno stirarughe e gonfiatette. Ciò che voglio fare è il medico e, paradossalmente, la laurea non basta. Serve un'istruzione post-laurea adeguata, istruzione che qui non posso trovare.
Se non me ne vado ora, forse sarà troppo tardi. Ma andare via dove?
Qualità del sistema sanitario, clima del nuovo paese, costi, lingua: sono queste le quattro variabili principali. Non so neanche se muovermi a Sud o a Nord dell'Italia!

E la quinta variabile è la famiglia: non ho mai avuto così bisogno dei miei familiari in vita mia; mi sento così distaccato da me stesso, come se qualcuno mi tirasse, chi dalla testa e chi dai piedi, fino a spezzarmi all'altezza dell'ombelico. E, nonostante sia spezzato, non muoio mai ma si continuo a sentire tutta l'aria che mi passa attraverso la pancia e allora sì che mi senti vuoto e fatto di niente; allora sì che mi sento un fischietto dentro cui l'aria entra ed esce, facendo un suono che sento solo io.
Cioè, io non scherzo se dico che sto proprio male e che, se quella tesi non viene data alle stampe, non avrò molte lacrime ancora.


E' in momenti come questi che mi dovrei mettere alla finestra a fumare, con l'aria fredda che mi pizzica il naso. Ma sono 7 anni che ho smesso di fumare, purtroppo.

K.I.S.S. (Keep It Sad, Stupids)